mektoub my love

LA CANNES DEI GIUSTI – UN FILM DI TRE ORE E MEZZO INTERAMENTE DEDICATO AL CULO DELLA PROTAGONISTA, RIPRESO DA OGNI ANGOLO, NON SI ERA MAI VISTO: IN QUESTO STREPITOSO E GIÀ MASSACRATO DALLA CRITICA (TE PAREVA) “MEKTOUB MY LOVE – INTERMEZZO” OPHELIE BAU, DOPO QUASI DUE ORE DI BALLO AL PALO COL SUO SEDERE DEBORDANTE SI LANCIA IN UNA SCENA DI 12 MINUTI DOVE IL BAFFUTO AIMÉ LA LECCA INCESSANTEMENTE, VOI AVETE CAPITO DOVE.. – VIDEO

 

 

 

Cannes/Mektoub My Love – Intermezzo

Marco Giusti per Dagospia

mektoub my love canto uno 3

 

Bomba! Un film di tre ore e mezzo interamente dedicato al culo della protagonista ripreso sotto ogni angolo, in questo caso la bella e prosperosa Ophélie Bau, non si era mai visto. Per non parlare di un pubblico di un migliaio di critici internazionali incollati dalle 22 alle 2 di notte al sederone di Ophélie trionfante sullo schermo e sommersi dalla musica tecno.

mektoub my love canto uno 2

 

Non solo, in questo strepitoso e già massacrato dalla critica (te pareva) Mektoub My Love – Intermezzo di Abtellatif Kechiche, sorta di sequel del già lunghissimo e scatenatissimo Mektoub My Love – Canto Uno, Ophélie, dopo quasi due ore di ballo al palo col suo sedere debordante dagli shorts in primissimo piano, si lancia in una scena di ben 12 minuti dove, chiusi in un cesso, il baffuto Aimé di Roméo De Lacour, la lecca incessantemente voi avete capito dove.

mektoub, my love canto uno 1

 

Scena assolutamente non sexy e di una fatica mostruosa per tutti, che stravolge completamente il personaggio di Ophélie. Dopo un po’, però, ritorna a ballare al palo. Rispetto al primo film, che comunque aveva una storia quasi autobiografica del regista, anche se Ophélie e il suo sedere la facevano da padrone dalla prima all’ultima scena anche lì, in questo Intermezzo, Kechiche si lancia in un’operazione ben più azzardata.

 

mektoub my love 2

La narrazione è davvero minima e lo spettatore è costretto a decifrare dagli sguardi, dai comportamenti e dai non detti dei protagonisti quello che sta davvero succedendo. Nella primissima scena vediamo il primo piano di Ophélie, ma presto la cinepresa scende sul suo sedere nudo immortalato dalla macchina fotografica di Amin, Shaïn Boumédine, il giovane protagonista e narratore del primo Mektoub, intellettuale e fotografo che vive a Parigi e sogna di fare lo sceneggiatore. Ci trasferiamo poi sulla spiaggia di Séte, la ridente cittadina dove vive la comunità maghrebina di Amin e Ophélie. Un cartello ci dice che siamo nel settembre del 1994, anche se non si capisce bene perché, forse per fornire solo un seguito alla storia precedente. Una lunga scena di 45 minuti ci riporta alle chiacchiere di Ophélie e delle sue amiche al mare, mentre Tony e Aimé abbordano una parigina diciottenne, Marie, Marie Bonard, invitandola a unirsi alla comitiva.

 

mektoub my love 3

Già il film precedente era costruito con una serie di lunghe scene al mare complicatissime da riprendere, che Kechiche riesce a ricostruire perfettamente inserandoci dialoghi perfetti e i giochi di sguardi, senza perdere mai di vista il sedere delle ragazze. Poi la scena si sposta in una discoteca da dove non ci sposteremo più fino alle ultime brevi sequenze. Parte così un’ora e passa di delirio di balli, bevute e pomiciate fra tutti gli amici. Tony e Aimé ci provano con tutte, Ophélie balla rigorosamente attaccata al palo, Amin è praticamente fermo al bancone del bar e non dice quasi nulla, anche se le ragazze, soprattutto Marie, gli fanno la corte.

 

il cast di mektoub my love a cannes

Trionfa un ballo dove una ragazza è stritolata tipo panino da due maschi assatanati. Tra un sedere e l’altro due ragazze si lanciano addirittura in un dialoghi teorico sui sederi. Aiuto! Veniamo a sapere, fra un sedere e una pomiciata, che Ophélie, che dovrebbe sposarsi un militare, certo Clément, mai visto, è incinta non si sa bene di chi e progetta di abortire. Chiede qindi aiuto a Amin che si limita a qualche battuta di circostanza. E’ allora che Ophélie si chiude in bagno con l’infoiato Aimé  e i due dimostrano incredibili capacità acrobatiche. Quando, dopo tre ore e non so quanto, imprvvisanda la musica si placa, vediamo il sedere nudo di Ophélie trionfante nel letto assieme a Amin e capiamo la storia.

mektoub my love 1

 

Che è una storia d’amore. Ma anche un profondo omaggio alla sessualità femminile e alla forza travolgente del personaggio di Ophélie. Kechiche si dimostra padrone assoluto di una tecnica prestigiosa che lo porta a girare in situazioni impossibili e a farcele percepire come improvvisate e reali. Qui, molto più che nel primo Mektoub, spinge sul delirio della musica e del ballo e della ossessione per il sedere di Ophélie, ma fa un film molto più spinto e originale del precedente. Rispetto a Histoire d’Adéle, malgrado le apparenze, non mi sembra ci sia, come tutti i cirtici stanno ripetendo, un compiacimento voyeristico da regista maschio, visto che costruisce un film e una storia partendo dal corpo di Ophélie. Può disturbare parte della critica e dubito riesca a portare a casa qualcosa dalla giuria, ma non si può dire che sia un film banale visto che non si era davvero mai vista una cosa del genere.

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