matthias et maxime

LA CANNES DEI GIUSTI – INTERESSANTE MA NON DEL TUTTO RIUSCITO “ROUBAIX, UNE LUMIERE”, DI ARNAUD DESPLECHIN, REGISTA FRANCESE MOLTO AMATO QUA DI COMMEDIE COMPLESSE E AUTORIALI, CHE CI RACCONTA IL COMUNE PIÙ POVERO DELLA FRANCIA SOFFOCATO DAL DEGRADO. ALTRO CHE I TRIONFALISMI DI MACRON – DECISAMENTE SUPERIORE, MA NON ESALTANTE, IL NUOVO FILM DI XAVIER DOLAN, “MATTHIAS ET MAXIME” - VIDEO

Cannes – Desplechin e Dolan

Marco Giusti per Dagospia

 

roubaix, une lumiere 1

Siete mai stati a Roubaix, nord della Francia, al confine col Belgio, città di 100 mila abitanti? Beh, ci racconta questo interessante ma non del tutto riuscito Roubaix, une lumière diretto da Arnaud Desplechin, regista francese molto amato qua di commedie complesse e molto autoriali come I fantasmi di Ismaele, che Roubaix non solo è il comune più povero della Francia, ma che è una città soffocata dalla violenza e dal degrado.  Altro che i trionfalismi di Macron.

roubaix, une lumiere 3

 

Tutta la prima parte del film, che deve molto a un potente documentario televisivo d’inchiesta su Roubaix di Mosco Levi Boucault, non è affatto male. Seguiamo i casi che il capitano di polizia Yaoub Daoud, interpretato dal notevole Roschdy Zem, deve giornalmente risolvere. Un ubriacone che dice che un maghrebino gli ha bruciato la macchina, una minorenne scomparsa di casa, una ragazza stuprata e così via.

 

 

roubaix, une lumiere 2

Daoud, sorta di Maigret di Roubaix di origini algerini con il perenne giornale delle corse di cavalli in tasca, ha il dono tutto poliziesco di capire al volo se un indiziato è colpevole o no o se un testimone dice la o no la verità. Il suo giovane allievo Louis, Antoine Reinartz, malgrado sia uomo di buone letture (addirittura Levinas) e ci racconti con la voce off quel che capita a Roubaix, deve solo imparare da lui. Insomma, finché il film si serve delle varie trae poliziesche per descrivere i malesseri della città diciamo che funziona. Le cose peggiorano davvero quando ci viene richiesto di seguire il tragico omicidio per strangolamento di una vecchia signora e le principali imputate sono due ragazze che vivono assieme, la bella Claude, interpretata da Léa Seydoux, e la meno affascinante Marie, Sara Forestier.

roubaix, une lumiere 4

 

Daoud, a differenza di tutti i polizotti della centrale di Roubaix, le tratta benissimo e un po’ alla volta riesce a capire la storia. Léa Seydoux è sempre affascinante, ma tutta la prima parte del film è come massacrata da questa situazione da poliziesco televisivo che non ci saremmo aspettati da Desplechin. Certo, Roschy Zem è una sorta di Jean Gabin moderno di grande spessore, la fotografia accurata di Irina Lubtchansky rende alla perfezione gli squallori degli ambienti, ma il film non funziona davvero più.

 

matthias et maxime 4

Decisamente superiore, anche se non esaltante, il nuovo film di Xavier Dolan, Matthias et Maxime, romantica storia d’amore fra due trentenni canadesi in quel di Montréal che sono amici fin da quando erano piccoli, ma si sono accorti che i loro sentimenti vanno ben oltre l’amicizia solo quando gli avvenimenti della vita sembrano ormai spingerli verso una penosa separazione. Matthias, interpretato dal bellone Gabriel D’Almeida Freitas, giovane avvocato di belle speranze con ricco padre che abita a Chicago, è pronto a fare una vita di successo con la sua scialba fidanzata.

 

 

matthias et maxime 3

Maxime, invece, interpretato dallo stesso Xavier Dolan con una pesante voglia viola sul volto, è più spostato, senza lavoro, con mamma terrificante che lo massacra, è l’Anne Dorval di Mommy, e un biglietto fatto per l’Australia dove andrà a vivere in cerca di fortuna i suoi prossimi due anni. A fare scatenare la passione è un bacio che i due amici si scambiano nel video d’autore che sta girando una loro amica un po’ scema (“un po’ impressionista un po’ espressionista”) sentendosi, si sente dire “Elmodovar”. Questo bacio, che Dolan non ci fa vedere, scatena un sentimento che Matthias non riesce a reprimere e che condiziona ogni suo comportamento successivo. Solo che si oppone al suo cambiamento.

xavier dolan e il cast di matthias et maxime a cannes

 

E’ una lotta che andrà avanti per tutto il film e che ci mostrerà un Matthias che non sa assolutamente gestire la sua passione per l’amico e seguita a rovinare qualsiasi momento possano avere di intimità. Da parte sua Maxime accetta quasi senza difese il sentimento, ma si fa massacrare dalla mamma che arriva anche a volergli togliere i soldi per il viaggio.

matthias et maxime 2

 

L’unica che sembra aver capito le cose è la mamma di Matthias, fin troppo accudente con Maxime, al punto di preparargli una festa di buon viaggio che il figlio rovinerà. I due si troveranno, lo sappiamo da subito, ma sarà un percorso lungo e complesso. Dolan, per questo suo tenero ritorno a casa, ha la grazia di strutturare la passione, repressa, entro i confini dei giorni che mancano alla partenza di Max. Questo dà al film una singolare tensione che permette al regista di costruire una serie di situazioni di commedia, ma umilianti, che dovrà alla fine esplodere per chiudere la storia d’amore. Non è male. 

xavier dolan e nancy grant a cannesmatthias et maxime 1matthias e maxim di xavier dolanmatthias et maxime

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…