LA CANNES DEI GIUSTI – COME ERA PREVEDIBILE, “KILLERS OF THE FLOWER MOON” DI MARTIN SCORSESE È SALUTATO COME UN CAPOLAVORO DALLA CRITICA INTERNAZIONALE, E L'INTERPRETAZIONE DI LEONARDO DICAPRIO COME LA MIGLIORE DELLA SUA CARRIERA. IERI SERA A CANNES HA RICEVUTO NOVE MINUTI DI STANDING OVATION. GIÀ PRONTO PER L'OSCAR – PER MOLTI LA VERA RIVELAZIONE È LILY GLADSTONE, LA NATIVA AMERICANA COPROTAGONISTA DEL FILM… – VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

killers of the flower moon di martin scorsese 6 killers of the flower moon di martin scorsese 6

Cannes. Ci siamo. Come era ben prevedibile "Killers of the Flower Moon" diretto da Martin Scorsese, tratto dal best seller di David Grann, con Leonardo DiCaprio e Robert De Niro è salutato come un capolavoro dalla critica internazionale e l'interpretazione di Leonardo DiCaprio come la migliore della sua carriera. Ieri sera a Cannes ha ricevuto nove minuti di standing ovation. Già pronto per l'Oscar.

 

“E’ un traguardo cinematografico storico” (“Deadline”), “Sembra una ferita aperta fino alla fine” (“New York Magazine”), “Uno dei migliori western mai realizzati e quasi certamente il miglior film del 2023 finora” (“London Evening Standard”).

 

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E David Rooney di “The Hollywood Reporter” scrive “Le tre ore e mezza sono pienamente giustificate in una tragedia crescente che non allenta mai la presa: una sordida illustrazione della cancellazione storica con echi nell'odierna gioco politico così amaramente divisivo”. Anche “Indiewire” insiste che è un film sullo “spirito corruttivo del capitalismo americano”.

 

Per Peter Bradshaw del “Guardian” è un film “assolutamente avvincente, una storia che Scorsese vede come una storia segreta del potere americano, un'epidemia di violenza nascosta che inquina la falda dell'umanità”. E ancora, “Un film traboccante di rispetto per una cultura che è sopravvissuta a un trauma orribile, pieno di voli altissimi, riferimenti alla storia del cinema ed esplorazioni della linea di frattura tra sacro e profano. E sì: è un capolavoro” (“Rolling Stones”).

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Per molti se il triangolo Scorsese-DiCaprio e De Niro è ovviamente vincente, la vera rivelazione è Lily Gladstone, la nativa americana coprotagonista del film che avevamo scoperto con Kelly Reichardt. “È Gladstone a fornire il centro di gravità del film. Dà una delle interpretazioni più straordinarie di una donna in uno qualsiasi dei film di Scorsese. È serena ma non santa; una figura tragica con un fuoco nel ventre” (“The Indipendent”).

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