2023cannes simple comme sylvain the nature of love

LA CANNES DEI GIUSTI - LE SEZIONI COLLATERALI DEL FESTIVAL SONO STRAPIENE DI FILM DIRETTI DA DONNE DI QUALSIASI PAESE. MOLTO DIVERTENTE, COLTO, INTELLIGENTE E SOFISTICATO IL FILM CANADESE “THE NATURE OF LOVE”. MENO ARIOSO E DIVERTENTE, MA PIUTTOSTO INTERESSANTE CON UNA TOPA IN FIAMME DA CURARE (È COSÌ, I CAZZI SONO FINITI, ALMENO AL CINEMA), ANCHE “CREATURA”, OPERA SECONDA DELLA TRENTUNENNE CATALANA ELENA MARTIN GIMENO - VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

indiana jones e il quadrante del destino 7

Mentre Cannes elargisce Palme d’Oro d’onore a tutte le vecchie star in disarmo che arrivano da Hollywood, l’ultima va a sorpresa a Harrison Ford che presenta oggi “Indiana Jones and the Dial of Destiny”, nelle sezioni collaterali è invece pieno, anzi strapieno di film diretti da donne di qualsiasi paese.

 

Posso capire che dopo aver dominato un secolo con avventurosi maschili, questo sia il prezzo da pagare. E le donne parlano d’amore, di qualsiasi tipo, a qualsiasi età. Molto divertente, ammetto, colto, intelligente e sofisticato anche per le signore di Prati è il film canadese che passa stamattina a Un Certain Regard, “The Nature of Love” o “Simple come Sylvain”, opera terza della bella Mona Chokri, già attrice di talento.

 

 

the nature of love simple comme sylvain 3

Qui il tema è la forza dell’amore e la carica sessuale che travolge la protagonista, la bella quarantenne Sophia, interpretata da Magalie Lépine Blondeau, professoressa di filosofia esperta proprio nell’amore da Platone a Barthes, sposatissima da dodici anni al marito ormai distratto Xavier, Francis-William Rhéaume, quando incontra il barbuto uomo dei boschi, un filo rozzo e dalle battute politicamente scorrette Sylvain, Pierre-Yves Cardinal, che dovrebbe rimettergli a posto la villetta nei boschi appena comprata e piena di problemi (anche le formiche carpentiere) e invece le rimette a posto il desiderio di amare.

the nature of love simple comme sylvain 2

 

Come nei film francesi, anche nei film canadesi di cultura francese, si discute da morire con amici e, soprattutto, amiche, ad esempio Françoise, interpretata dalla stessa regista, sui problemi d’amore.

 

Divertente, pieno di battute per i radical chic di Prati che si sono fatti piacere anche Nanni Moretti, e di scopate, il film ha un cast perfetto, dominato dalla notevole Magalie Lépine Blondeau e dal barbuto Pierre-Yves Cardinal, che abbiamo visto nel non dimenticato “Tom at the Farm” di Xavier Dolan.

 

creatura di elena martin gimeno

Meno complesso e cupo dei film di Dolan, è un piccolo esempio di commedia intelligente e leggera che, non so perché, non sappiamo fare. Da rivedere quest’inverno al cinema Eden.

 

Meno arioso e divertente, ma piuttosto interessante con una topa in fiamme da curare (è così, i cazzi sono finiti, almeno al cinema), anche “Creatura”, opera seconda della trentunenne catalana Elena Martin Gimeno, presentato oggi alla Quinzaine, una sorta di viaggio nel nodo che blocca la sessualità inespressa di un giovane ragazza nel sud della Spagna, vicino a Barcellona.

 

 

elena martin gimeno creatura 1

Mila, che vediamo sia bambina, interpretata da Mila Borras, che adolescente, Claudia Dalmau, che adulta, dalla stessa Elena Martin, ha dei problemi a vivere con tranquillità la propria sessualità. Sia con i coetanei quando è ragazza, sia da donna, visto che non riesce a stabilire un vero e proprio contatto sessuale col proprio uomo senza ricorrere a qualche fantasia assurda che manda in crisi il loro rapporto.

 

Il problema sembra essere un amore eccessivo per il padre, Àlex Brendemühl, presenza costante di tutti i suoi ricordi, al punto che pensa di aver avuto forse con lui un legame più forte del normale da bambina, mentre poco ricorda del rapporto con la madre, Clara Segura. Tutto questo tormentarsi, a un certo punto desidera che il padre le metta una mano sul culo, e questo non arrivare mai al punto coi maschi, lascia a metà un ragazzetto pipparolo che le aveva chiesto una mano amica, sfocia sul suo corpo con una terribile dermatite che le infuoca la zona pelvica. Ahi! Il film, magari un po’ ovvio, non è male nelle parti meno psicanalitiche.

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