amanda gorman

PER CAPIRE LO STATO IN CUI VERSA LA LETTERATURA AMERICANA BASTA GUARDARE LE CLASSIFICHE: È PRIMO IL LIBRO DI POESIE DI AMANDA GORMAN  - NON CI CREDE NEMMENO LA 23ENNE “POETESSA DEI MIEI STIVALI” (GRIFFATI PRADA): “SONO SENZA PAROLE” - LA PRIMA RACCOLTA DI VERSI DELLA 23ENNE, “CALL US WHAT WE CARRY”, BATTE SCRITTORI COME JOHN GRISHAM, NICHOLAS SPARKS E JAMES PATTERSON NELLA TOP TEN DEDICATA ALLA FICTION. GIÀ, PERCHÉ NEGLI USA NON È MAI STATA CREATA UNA CLASSIFICA DEDICATA AI LIBRI DI POESIA …

Riccardo De Palo per “il Messaggero”

AMANDA GORMAN CON IL LIBRO CALL US WHAT WE CARRY

 

Amanda Gorman non riesce a crederci. «Sono senza parole, il mio libro è al primo posto nelle classifiche di New York Times, Usa Today, Wall Street Journal, IndieBound, tre bestseller in undici mesi e tutto questo grazie a voi», scrive la poetessa americana su Instagram, ai suoi quasi quattro milioni di follower.

 

A soli 23 anni l'autrice di Los Angeles - «ovvero Tongva Land, mi piace rendere grazie agli originari abitanti di questo bel posto che io chiamo casa» - batte scrittori del calibro di John Grisham (relegato al secondo posto con La lista del giudice), di Nicholas Sparks (settimo), di James Patterson (nono). E tutto questo nella top ten dedicata alla fiction, perché nessuno ha mai pensato di creare una classifica dedicata solo agli scarsi ricavi dei libri di poesia.

 

IL TRAINO

Amanda Gorman fotografata da Annie Leibovitz per Vogue

 La prima raccolta di versi della giovanissima poetessa laureata d'America, Call Us What We Carry è uscita lo scorso 7 dicembre, ed è diventata subito un fenomeno inarrestabile, grazie anche al traino natalizio. Neppure negli anni del maggior successo di Wisawa Szymborska, l'autrice polacca insignita del Nobel nel 1996, si era visto nulla del genere. E neanche l'americanissima Louise Glück, che ha vinto lo stesso riconoscimento l'anno scorso, ha mai conosciuto una celebrità simile.

 

La poesia batte i romanzi, anche quelli di genere, come i thriller e i gialli, che da sempre vanno per la maggiore? Sì, almeno nel caso di Amanda Gorman, che ha avuto il suo primo momento di notorietà il 20 gennaio di quest' anno, quando è diventata la più giovane poetessa chiamata a recitare i suoi versi nel corso dell'inaugurazione di un mandato presidenziale.

 

AMANDA GORMAN

Da allora, la popolarità di Joe Biden ha continuato ad appannarsi - i sondaggi ormai lo danno al 42% - mentre la stella della poetessa afroamericana è diventata più brillante che mai. Amanda Gorman è apparsa sulla copertina di Time, intervistata da Michelle Obama; ha letto le sue poesie al Super Bowl, l'evento sportivo e televisivo più seguito d'America; è stata ingaggiata da un'importante agenzia di modelle, Img Models, la stessa di Gigi e Bella Hadid; ed ha fatto sensazione durante la tradizionale serata di gala del Metropolitan di New York, assieme a star come Billie Eilish, Timothée Chalamet, Naomi Osaka.

 

Nel frattempo, entravano in classifica i primi libri, quello dedicato al poema letto in Campidoglio, The Hill We Climb, e il volume illustrato Change Sings (in Italia sono stati pubblicati da Garzanti con i titoli The Hill We Climb. Parole di coraggio, speranza e futuro e I bambini cambieranno il mondo).

 

AMANDA GORMAN - CALL US WHAT WE CARRY

ROMANZO

Call Us What We Carry, chiamaci ciò che portiamo (la cui traduzione italiana sarà pubblicata in primavera, sempre da Garzanti) contiene alcune poesie già note e molte altre inedite, spesso connesse tra loro, come un grande romanzo sociale (e interiore) della pandemia.

 

 La coralità è il tratto caratteristico di questo libro: non c'è più la prima persona del poeta che si eleva, alienandosi dalle persone comuni, ma il noi della sofferenza e del lutto. La raccolta è dedicata proprio a «tutti noi doloranti e in via di guarigione, che abbiamo scelto di tirare avanti». «Mentre scrivevo questo libro - ricorda la Gorman nei ringraziamenti finali - mi sono spesso sentita sperduta in mezzo al mare». Ed è proprio il mare che diventa metafora della nostra difficile esperienza.

 

amanda gorman time 100 persone piu' influenti 2021

«Presumibilmente il peggio è passato», azzarda in Ship' s Manifest, accomunando il suo libro a un «messaggio in bottiglia». Ci sono riferimenti a Moby Dick, alla baleniera Essex che ispirò Melville: «Noi siamo la balena/ Con un cuore così grande/ Che non può far altro che lamentarsi/ Non può far altro che aiutare...» La poesia di Amanda Gorman punta a rapidi effetti, giochi di parole, bisticci semantici.

 

Sarà difficile il compito del traduttore (This book is awake/ This book is a wake, ovvero questo libro è sveglio, questo libro sveglia); ma si tratta di versi mai volutamente oscuri, come quelli di tanti poeti blasonati. Gorman vuole essere semplice, trasparente. E si sente in dovere di spiegare tutto, con continue digressioni: la storia dell'influenza spagnola, i personaggi mitologici, gli antichi Aruspici romani. Il dio Pan diventa pandemia, pandemonio, pandora.

miuccia prada amanda gorman

 

IL RITMO

La musicalità può assomigliare a quella di T.S. Eliot, ma i versi non sono mai indecifrabili e acquistano sincopati ritmi jazz, mentre le rime veloci richiamano quelle dei rapper. Alcune poesie sono disposte nella pagina nella forma di ciò che richiamano, che sia una balena o una mascherina chirurgica.

 

«Non ci sono parole per esprimere quello che abbiamo vissuto», scrive Gorman. La sofferenza del lockdown, della solitudine, viene raccontata con versi ispirati. «La nostra maschera non è un velo, ma una vista». La televisione che ci ha accompagnato durante il lockdown diventa un «faro lampeggiante».

 

amanda gorman con doppia mascherina

Tutto è impegno sociale, da Black Lives Matter alle guerre, dal Covid all'emergenza climatica. E le citazioni hanno registri multipli, universali, che sia il tema musicale di Ghostbusters o Platone, You' re so Vain di Carly Simon o Shakespeare. «Nessun uomo è un estraneo», scrive Gorman, prima poetessa globale di un mondo interconnesso. «We are not me/ We are we». Non siamo degli io, siamo proprio noi.

amanda gorman all inauguration day di biden amanda gorman recita una poesia per biden amanda gorman all inauguration day di biden amanda gorman prada milano 2le stories di amanda gorman 24amanda gorman instagram story da milano 2amanda gorman all inauguration day di biden 1le stories di amanda gorman 15 amanda gorman prada milano amanda gorman instagram story da milanoamanda gorman prada milanole stories di amanda gorman 13le stories di amanda gorman 12le stories di amanda gorman 9amanda gorman all inauguration day di biden 3le stories di amanda gorman 19

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)