carlo petrini

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI – DALL’OSSERVATORE ROMANO: «FIGLIO DEL DOPOGUERRA, CARLO PETRINI HA VISSUTO L’ERA DELLE MACERIE E DELLA RINASCITA DI UN INTERO PAESE. FONDATORE E PRESIDENTE DI “SLOW FOOD”, DA TRENT’ANNI PROMUOVE UN’IDEA DI PROSSIMITÀ OPPOSTA A UN’ECONOMIA CHE STROZZA GLI ORIZZONTI A PREZZO DI DISUGUAGLIANZE FEROCI». E NOI CHE PENSAVAMO PROMUOVESSE SOLO IL PECORINO DI FARINDOLA E IL SEDANO ROSSO DI ORBASSANO

 

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

vittorio feltri alessandro sallusti

 

Commentando in prima pagina le polemiche dimissioni di Vittorio Feltri dall’Ordine dei giornalisti, Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, scrive: «Dovete sapere che per esercitare la professione di giornalista bisogna essere iscritti all’Ordine – inventato dal fascismo per controllare l’informazione – e sottostare alle sue regole deontologiche».

 

SALLUSTI E FELTRI

Non è corretto dire che l’Ordine fu inventato dal fascismo. Il primo riconoscimento giuridico della professione giornalistica risale al Regno d’Italia, alla legge numero 406 del 9 luglio 1908. In seguito, re Vittorio Emanuele III promulgò la legge numero 2307 del 31 dicembre 1925, che all’articolo 1 stabiliva: «Il direttore o il redattore responsabile deve essere iscritto nell’albo professionale dei giornalisti».

GUIDO GONELLA

 

L’Ordine dei giornalisti propriamente detto nacque invece con la legge numero 69 del 3 febbraio 1963. A presentarla fu il dc Guido Gonella, ministro di Grazia e Giustizia, che divenne il primo presidente dell’Ordine.

 

***

 

vittorio sgarbi trascinato fuori dall aula 5

La Verità pubblica una foto di Vittorio Sgarbi cacciato da Montecitorio per ordine della presidente di turno Mara Carfagna. «I questori l’hanno trascinato fuori a forza», recita la didascalia. In realtà a portare fuori di peso dall’Aula il deputato sono cinque commessi. I questori della Camera sono soltanto tre e non movimentano corpi umani.

 

***

 

vittorio sgarbi trascinato fuori dall aula 3

Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «La poesia è il regno del silenzio che si (rivela), che si concede all’impossibile paradosso del farsi toccare. Il vero silenzio non significa una mera entità negativa, tale da rimanere inespressa, ma un comportamento attivo, una commozione fervida della vita interiore, commozione nella quale tale silenzio diviene padrone di sé stesso». Bei tempi quando il silenzio era d’oro.

 

aldo nove

***

 

Dalla rubrica Verità nascoste del Manifesto, che reca le firme di ben tre autori, Sarantis Thanopulos, Francesco Bollorino e Gilberto Di Petta: «Sarantis ha reso una stringente ermeneutica del contenuto del delirio di Gerolamo che, evidentemente, nessuno dei clinici che egli ha incontrato, è stato mai in grado di fare.

 

vittorio sgarbi trascinato fuori dall aula 4

Purtroppo si tratta, o si sarebbe trattato, se mai il paziente avesse incontrato un clinico di formazione psicodinamica, di una lettura “a posteriori”, ovvero dopo la tragedia, poiché Gerolamo, come ancora oggi accade, non è venuto all’osservazione clinica se non dopo il delitto.

 

Dunque il primo punto critico è riuscire ad offrire, a queste persone, l’aiuto prima dell’agito. Il secondo punto è che questo delirio, oltre che ad un’analisi del contenuto, si presta ad una analisi della forma, ovvero del suo modo di strutturarsi». Concordiamo su un punto: il delirio.

BERLUSCONI FINGE DI NON VEDERE CONTE E NON LO SALUTA

 

***

 

Titoli da un’edizione del Corriere della Sera: «La guerra (a parole) sui vitalizi». «Un metro di distanza (da bocca a bocca)». «Quelle conversazioni tra Conte e Berlusconi (che fanno irritare il segretario del Pd)».

 

«Quali errori (di Trump) hanno portato alla crisi». «Da Bertinotti e Dini (e Cicciolina). Il fronte degli irriducibili». «La vittima in più (mai identificata) tra i misteri della strage di Bologna». Provate a togliere le sei – dodici – parentesi: i titoli stanno in piedi lo stesso. Allora perché metterle?

 

curon

***

 

Stefano Balassone, critico televisivo di Repubblica, nella rubrica Onda su onda analizza la serie Curon di Netflix: «La regia ci va pesante sul piano espressivo del terrore. Ma la non sfugge alla maledizione della noia».

vittorio sgarbi trascinato fuori dall aula 2

 

E più avanti: «Se la sceneggiatura non fosse tirata via come l’attuale, la serie potrebbe procedere ben oltre le sette puntate perché la lacustre fabbrica di mostri è sempre incinta, là e per uno vecchio che fai fuori altri ne sorgono, anche dai buoni di una stagione e potenziali pessimi nell’altra». Infine: «Tuttavia, prima di scrivere e riscrivere per costruire trame di sostanza, assicuratevi che l’audio sia distinguibile». Vale anche per le recensioni.

CARLO PETRINI

 

***

 

Dall’Osservatore Romano: «Figlio del dopoguerra, Carlo Petrini ha vissuto l’era delle macerie e della rinascita di un intero Paese. Fondatore e presidente di “Slow Food”, da trent’anni promuove un’idea di prossimità opposta a un’economia che strozza gli orizzonti a prezzo di disuguaglianze feroci». E noi che pensavamo promuovesse solo il Pecorino di Farindola e il sedano rosso di Orbassano.

carlo petriniCARLO PETRINI MARTINA E FASSINAPETRINI CARLO D'INGHILTERRA

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…