morte di lucia hiriart vedova pinochet

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! – TITOLO DEL “CORRIERE DELLA SERA” PER IL DECESSO DI LUCIA HIRIART, VEDOVA DI AUGUSTO PINOCHET: “MUORE LA DICTADORA. IL CILE VA AL VOTO ALL’OMBRA DI PINOCHET (PIÙ SPACCATO CHE MAI)”. LA SALMA DEL DITTATORE CILENO SI È SPEZZATA A METÀ? - “LA VERITÀ”: “L’HORROR SEXY DI MARINETTI CHE ‘FESTEGGIO’ LE NOZZE CON UNA MUMMIA REDIVIVA”. ALL’INTERNO, IL TESTO È FIRMATO “FILLIPPO T. MARINETTI”. FUTURISMO PURO…

STEFANO LORENZETTO

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

 

Natascia Ronchetti sul Fatto Quotidiano si occupa di Ugur Sahin, uno dei due cofondatori di Biontech, azienda produttrice di vaccini. Titolo: «Omicron, l’efficacia anche col booster scende fino al 70%». Occhiello: «Lo dicono cofondatore di Biontech e Iss». Sahin non è ancora la Santissima Trinità, ma si sta attrezzando.

ugur sahin di biontech

 

***

Nonostante il suo articolo sia rubricato come «Il colloquio», e dunque si debba presumere che abbia dialogato con la persona di cui si occupa, Fabrizio Accatino su Specchio della Stampa riesce a prendere la seguente cantonata su Bruno Zanin, che fu protagonista dell’Amarcord di Federico Fellini: «Nel film, Bruno era Titta, l’alter ego adolescente del regista».

bruno zanin amarcord

 

In redazione allargano la frittata con questo titolo: «Bruno Zanin. “Ero l’alter ego di Fellini ma per poter campare ho fatto il muratore”».

 

L’alter ego? Non sanno di che parlano: Zanin in Amarcord interpreta il personaggio di Titta Biondi, che nella vita reale era Titta Benzi, amico d’infanzia di Fellini a Rimini, divenuto avvocato da adulto.

lina wertmuller 1

 

***

Segnaliamo il gradito ritorno in questa rubrica del coltissimo Mephisto Waltz, che comincia così la sua omonima rubrica su Domenica del Sole 24 Ore: «Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich (1928-2021), per gli amici Lina (ma Arcangelo felice, di nome e di fatto) quando conquistò nel 2020 il Premio Oscar Onorario grazie al successo di Travolti da un insolito destino, Mimì Metallurgico e Pasqualino Settebellezze, al momento di ritirare il premio esclamò: “Ci vorrebbe un Oscar al femminile accanto a quello maschile”».

 

oscar a lina wertmuller 8

Trascurando la virgola mancante dopo la parentesi, facciamo presente che Lina Wertmüller in quell’occasione non pronunciò affatto la frase inventata da Mephisto Waltz. Ritirando la statuetta alla carriera, a proposito del premio disse invece, con un verbo in romanesco (l’attrice Isabella Rossellini fungeva da traduttrice in inglese): «Si dovrebbe chiamare con un nome femminile. È una cosa gravissima che si chiami Oscar. Si dovrebbe chiama’ Anna, toh».

salvatore esposito gomorra stagione finale

 

***

Nella pubblicità di Sky, a tutta pagina sul Corriere della Sera, il volto truce di Salvatore Esposito, alias Gennaro Savastano, con cicatrice sullo zigomo, apre una patetica lettera di addio per il finale di Gomorra:

 

enzo vecciarelli 3

«Caro Genny, sette anni fa ero solo un ragazzo della periferia che sognava di fare l’attore. (...) Domani realizzeremo che non ritorna mai più niente (sic), ma forse è questa la nostra più grande conquista. Forse ci mancheremo, forse ci rivedremo. Intanto quel ragazzo che inseguiva il suo sogno è divento l’uomo che lo ha realizzato». Cazzarola, scrive davvero come parla.

Das, per Mauro Corona dash

 

***

Titolo dalla Verità: «I pm sequestrano tutti i 59 vestiti donati all’ammiraglio Vecciarelli». Alé, il generale dell’Aeronautica militare trasferito in Marina a mezzo stampa.

 

***

Su Specchio della Stampa, Maria Corbi dialoga con lo scrittore e scultore Mauro Corona, il quale le racconta che i propri figli «da bambini si sono fatti il presepe di legno, o di dash». Dovevano essere dei veri fenomeni: neppure Paolo Ferrari, quello dei «due fustini in cambio di uno», riusciva a farsi i presepi con il detersivo Dash. Infatti la pasta modellabile si chiama Das.

MAURO CORONA 66

 

***

Stefano Lorenzetto sul Corriere della Sera parla di Mérida, città messicana, ma scrive due volte Merida, dimenticando l’accento acuto sulla e.

 

Subito si ritrova in buona compagnia con la prima pagina del Fatto Quotidiano («“El Pais”, in tre anni di inchiesta, raccoglie e verifica nuove denunce di 251 abusi di preti su minori») e con una pagina interna del Giornale («“El Pais” aveva consegnato un’indagine di tre anni sui presunti abusi di 251 membri del clero»), che citano la testata madrilena El País senza l’accento acuto sulla i.

 

***

premio laurentum 2020 davide rondoni

Il poeta ciellino Davide Rondoni sulla prima pagina sull’Osservatore Romano fa sfoggio di cultura imparaticcia e, trattando di miniatori medievali, scrive di «quel Franco Bolognese, di cui non sappiamo nulla, e che è pur citato da Dante insieme a Masaccio, Giotto, Odorisi da Gubbio».

 

L’espressione «non sappiamo nulla» appare pertinente. Consigliamo a Rondoni di ripassare almeno un po’ di storia dell’arte: Masaccio nacque nel 1401, ottant’anni dopo la morte di Dante, quindi appare improbabile che il Sommo Poeta abbia citato un pittore non ancora concepito dai suoi genitori. Quanto a «Odorisi da Gubbio», si chiamava in realtà Oderisi.

 

RISIKO

***

Michela Tamburrino sulla Stampa, occupandosi delle nomine in Rai, parla di «gioco del risico».

 

Tenuto conto che nell’ente radiotelevisivo di Stato i dipendenti che rosicano sono molto più numerosi di quelle che risicano, il sostantivo che si doveva usare (entrato nell’uso comune fin dal 1968) è Risiko, voce di origine tedesca derivata da un «gioco da tavolo in cui si simula una guerra fra più eserciti; scopo di ogni giocatore è la conquista del dominio mondiale in battaglie il cui esito dipende da lanci di dadi», estensivamente «situazione di scontro globale, in genere fra soggetti economici» (Lo Zingarelli 2022).

lucia hiriart e augusto pinochet 3

 

***

Titolo del Corriere della Sera per il decesso di Lucia Hiriart, vedova di Augusto Pinochet: «Muore la dictadora. Il Cile va al voto all’ombra di Pinochet (più spaccato che mai)». La salma del dittatore cileno si è spezzata a metà? No? Allora bisognava scrivere «Il Cile va al voto (più spaccato che mai) all’ombra di Pinochet».

 

***

Titolo dalla prima pagina della Verità: «L’horror sexy di Marinetti che festeggio le nozze con una mummia rediviva». All’interno, il testo è firmato «Fillippo T. Marinetti». Futurismo puro.

filippo tommaso marinetti 9

 

***

Lettera dalla Gazzetta di Mantova: «Al rientro presso la mia abitazione ricevo una telefonata dal medico di famiglia minacciosa ed all’armante». Eh, quante storie per un apostrofo in più, che sarà mai.

lucia hiriart morta 7lucia hiriart e augusto pinochet 1filippo tommaso marinetti 7filippo tommaso marinetti 8bruno zanin 8

 

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….