valeria bruni tedeschi

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DI UNA CORRISPONDENZA DA PARIGI SUL SITO DEL "CORRIERE DELLA SERA": "SCARCERATI I TERRORISTI ROSSI. L’APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI VALERIA BRUNI TEDESCHI". IN EFFETTI, PER COME RECITA, LA GALERA È L’UNICO POSTO DOVE DOVREBBE STARE – “’DON RUGOLO ERA UN MANIPOLATORE’. SETTE RAGAZZI DEL SUO GRUPPO ACCUSANO IL PRETE ARRESTATO: ‘CI TOCCAVA SPESSO NELLE PARTI INTIME’”, TITOLA “LA REPUBBLICA”. IL CHE LASCIA INTENDERE CHE UN MANIPOLATORE SIA UN MANIACO SESSUALE CHE PALPEGGIA GLI ADOLESCENTI

STEFANO LORENZETTO

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

 

Incipit del commento di apertura sulla prima pagina della Repubblica, firmato da Concita De Gregorio: «Fedez ha ragione. Se la domanda semplice è questa la risposta semplice è sì: ha ragione». Scusi, ma la domanda quale sarebbe?

 

***

Titolo dal sito della Repubblica: «Superlega, il Fanancial Times: “Clausole milionarie per i club in uscita”». Della serie: parla come mangi e non scrivere come parli.

 

***

Il Financial Times secondo La Repubblica

Il Fatto Quotidiano spara in prima pagina un’anticipazione di Report, riguardante un «incontro “carbonaro”» che Matteo Renzi ebbe lo scorso 23 dicembre con Marco Mancini, l’agente segreto del caso Abu Omar.

 

MATTEO RENZI E MARCO MANCINI

«Al mattino va in tv a chiedere che Conte molli la delega sui Servizi. Poi raggiunge in un piazzola (sic) di Fiano Romano il discusso dirigente del Dis: “Doveva darmi i Babbi Natale di cioccolato”», fa dire a Renzi. Ma il vecchio personaggio dalla barba bianca non c’entra nulla: i Babbi non sono dolci natalizi bensì wafer ricoperti di cioccolato.

 

***

Federico Umberto D'Amato

In un articolo su Domani dedicato a Federico Umberto D’Amato, che fu a capo dell’Ufficio affari riservati del ministero dell’Interno e che i magistrati di Bologna avrebbero ora individuato quale organizzatore della strage di Bologna del 2 agosto 1980, lo storico Salvatore Sechi afferma che «è morto nel 1984».

 

In realtà D’Amato morì nel 1996. Se ne deduce che Domani affida agli storici il compito di retrodatare d’ufficio i decessi a ieri o all’altrieri.

valeria bruni tedeschi foto di bacco (2)

 

***

Titolo di una corrispondenza da Parigi sul sito del Corriere della Sera: «Scarcerati i terroristi rossi. L’appello per la liberazione di Valeria Bruni Tedeschi». In effetti, per come recita, la galera è l’unico posto dove dovrebbe stare.

 

***

il capitale umano valeria bruni tedeschi

In una pagina apparsa sul Fatto Quotidiano, Massimo Fini afferma che Il Giornale «da quando l’ha lasciato Montanelli, sotto la direzione prima di Feltri poi dello stesso Sallusti poi di Belpietro, non ha fatto altro che attaccare la legittimità delazione della Magistratura italiana».

 

Poco più avanti, sostiene che il medesimo Giornale «è uno strenuo difensore del principio di non colpevolezza fino a condanna definitiva, principio che io ho sempre difeso soprattutto quando riguardava degli stracci contro di cui la destra, chiedo scusa alla Destra, si accaniva come nel caso di Pietro Valpreda». Il Fini non giustifica i mezzi.

massimo fini

 

***

Incipit della rubrica La parola che apre il settimanale L’Espresso: «Grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è affatto eccellente», scrive Massimiliano Panarari. Non si capisce l’uso del ma: quando la confusione sotto il cielo è grande di solito la situazione è eccellente?

 

***

Sul Giornale, Gian Paolo Serino fa parlare Cristina Pozzi, che nel 1981 perse i genitori e il fratello di 9 anni in un incidente provocato da Beppe Grillo (il quale è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per omicidio plurimo colposo).

marco travaglio in passione sinistra 1 1

 

«Grillo insistette molto, dopo pranzo, per raggiungere i 3.000 metri di quota con la sua nuova jeep, che aveva fatto appena arrivare dall’America», scrive Serino. Il veicolo finì in un burrone e il comico si salvò gettandosi fuori dall’abitacolo.

 

La versione viene pappagallescamente ripresa dalla Repubblica. L’incidente avvenne in località Cabanaira, collegata a Limone Piemonte da una seggiovia che alla quota massima tocca i 1.972 metri. E comunque Grillo era diretto al Colle di Tenda: 1.871 metri di altitudine. I 3.000 metri sono stati raggiunti solo dalla fantasia dei giornalisti.

 

***

marco travaglio canta renato zero da panariello 1

Nel suo editoriale di prima pagina, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, osserva: «Ezio Mauro si dispera per “I grillini senz’anima”. Ma non erano morti? Che senso ha cercare l’anima se non c’è più il corpo?». In chiave religiosa un senso ce l’ha, giacché l’anima è la parte spirituale e immortale dell’uomo, quindi gli sopravvive.

 

***

«“Don Rugolo era un manipolatore”. Sette ragazzi del suo gruppo accusano il prete arrestato: “Ci toccava spesso nelle parti intime”», titola La Repubblica. Il che lascia intendere che un manipolatore sia un maniaco sessuale che palpeggia gli adolescenti.

 

La Repubblica e il manipolatore

Ma per lo Zingarelli 2021 dicesi manipolatore chi manipola (specialmente in senso figurato): un manipolatore di vini; un manipolatore di imbrogli. Quanto al significato del verbo manipolare, il predetto dizionario non lascia dubbi: lavorare qualcosa con le mani, specialmente impastando; preparare qualcosa mescolando varie sostanze o ingredienti; alterare o contraffare un prodotto alimentare; falsificare; manovrare (manipolare le coscienze; manipolare l’opinione pubblica).

 

Ora, impastare organi sessuali pare un’attività oggettivamente difficile anche per un presunto molestatore.

 

***

MEME SUL VACCINO RUSSO

Titolo a tutta pagina da Domani: «Così il vaccino Sputnik è stato azzopato dalla geopolitica». E la grammatica dal giornalismo.

 

***

Titolo dal Corriere della Sera, alla vigilia della semifinale di Europa League: «Roma, finale col botto». Chissà che botto per la finale finale.

 

***

Da Avvenire: «Fin dal suo arrivo a Prato il vescovo Giovanni Nerbini aveva annunciato l’intenzione di dar vita a una iniziativa su fede e omosessualità. “Prima a queste persone si diceva: ‘Mi spiace, la Chiesa dice questo’. Invece credo che innanzitutto occorra dire: ‘Dio ti vuole bene, non sei un biscotto bruciato, perché per il Signore tutti i biscotti sono buoni’”, disse Nerbini durante il primo convegno pastorale da vescovo». E il biscotto, bruciato o no, va inzuppato, si sa.

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…