messaggero affezionato alle buche

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DEL “MESSAGGERO”: “BUCHE, NUOVI FONDI PER RIFARLE”. SOTTOTITOLO: “IL NEOSINDACO: ‘BASTA CON I SOLITI RATTOPPI’”. MASSÌ, FINIAMOLA CON QUESTA MANIA DI RAPPEZZARLE E APRIAMONE DI NUOVE - IL “CORRIERE DELLA SERA”: “LA PROSTITUZIONE IN CINA NON È UN REATO PENALE”. L’ESPRESSIONE È PRIVA DI SENSO. I REATI SONO SEMPRE PENALI. NON ESISTONO I REATI CIVILI O AMMINISTRATIVI…

Stefano Lorenzetto

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

 

«Un tè con Jill il debutto da first lady di Serenella Draghi», titola La Repubblica.

 

La qualifica è rintracciabile anche in prima pagina: «La First Lady italiana debutta tra mogli e mariti».

 

Peccato che Mario Draghi non sieda (per ora) al Quirinale, bensì a Palazzo Chigi, e che la definizione di first lady sia «la moglie del presidente degli Stati Uniti e (estensivamente) del presidente di altre repubbliche» (Lo Zingarelli 2022).

 

jill e joe biden con mario draghi e serena cappello a palazzo chigi

 

 

***

Il Corriere della Sera pubblica la prefazione stesa da Ferruccio de Bortoli per una raccolta di testi edita da Rubbettino in occasione dei 60 anni dalla morte del presidente Luigi Einaudi.

 

Al terzo periodo si legge: «Fosse vivo, non cederebbe alla tentazione di non condividere, sprecandola, la mezza mela del celebre aneddoto del Quirinale». La memoria ha tradito de Bortoli, giacché non si trattava di mezza mela ma di mezza pera.

 

flaiano

L’episodio venne raccontato da Ennio Flaiano, che ne fu il coprotagonista: «Molti anni fa, nel terzo o nel quarto anno del suo mandato presidenziale, fui invitato a cena al palazzo del Quirinale, da Luigi Einaudi. (...) A tavola eravamo in otto, compresi il Presidente e sua moglie. (...) La conversazione toccò vari argomenti, con una vivacità e una disinvoltura che davano fastidio all’enorme e unico maggiordomo in polpe che ci serviva. (...)

 

FERRUCCIO DE BORTOLI

Il Presidente sembrava un nonno felice di rivedere nipoti lontani. Ma eccoci alla frutta. Il maggiordomo recò un enorme vassoio del tipo che i manieristi olandesi e poi napoletani dipingevano due secoli fa: c’era di tutto, eccetto il melone spaccato.

 

E tra quei frutti, delle pere molto grandi. Luigi Einaudi guardò un po’ sorpreso tanta botanica, poi sospirò: “Io – disse – prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c’è nessuno che ne vuole dividere una con me?”.

 

Tutti avemmo un attimo di sgomento e guardammo istintivamente il maggiordomo: era diventato rosso fiamma e forse stava per avere un colpo apoplettico. Durante la sua lunga carriera mai aveva sentito una proposta simile, ad una cena servita da lui, in quelle sale. Tuttavia lo battei di volata: “Io Presidente”, dissi alzando una mano per farmi vedere, come a scuola.

Corriere della Sera - Flaiano e la mezza pera di Einaudi

 

Il Presidente tagliò la pera, il maggiordomo ne mise la metà su un piatto, e me lo posò davanti come se contenesse la metà della testa di Giovanni il Battista. Un tumulto di disprezzo doveva agitare il suo animo non troppo grande, in quel corpo immenso». La fonte? Quel Corriere della Sera che de Bortoli ha diretto per due volte (edizione del 18 agosto 1970, pagina 3).

 

***

«Perché le elefanti del Mozambico hanno perso le zanne», titola Internazionale. Vabbè, che il sottostante articolo è tratto dall’Economist, ma nel nostro Paese il plurale femminile di elefante rimane elefantesse, sia per il Grande dizionario della lingua italiana che per Lo Zingarelli 2022 e il Devoto-Oli.

 

***

Titolo d’apertura del Messaggero, cronaca di Roma: «Buche, nuovi fondi per rifarle». Sottotitolo: «Il neosindaco: “Basta con i soliti rattoppi”». Massì, finiamola con questa mania di rappezzarle e apriamone di nuove.

Messaggero affezionato alle buche

 

***

Sulla Vita del Popolo, che si dichiara «settimanale di informazione e di approfondimento della diocesi di Treviso», Stefania Falasca, presentata come vicepostulatrice della causa di beatificazione di Giovanni Paolo I e giornalista di Avvenire, fa sfoggio della sua consueta cultura.

 

Di san Francesco di Sales ricorda l’Introduction à la vie devote e il Traicté de l’amour de Dieu, con due errori in due titoli, perché doveva scrivere dévote e Traité. Falasca salta poi la parola «secolo» a proposito del «santo vescovo del IV Avito di Vienne». E supera sé stessa con il latino.

 

FABRIZIO DE ANDRE

Della Chiesa afferma infatti «che non è proprietà degli uomini di Chiesa, ma Christi lumini»: è chiaro che pensava alla Chiesa che è «di Cristo luce», ma ignora che lumen è della terza declinazione e che dunque lumini è un insostenibile dativo, non il genitivo da lei pensato (e che sarebbe stato comunque maccheronico).

 

Nel settimanale diocesano «di approfondimento» nessuno ovviamente si è accorto degli strafalcioni. Un fraterno consiglio alla vicepostulatrice: nel prossimo articolo si limiti all’italiano.

 

***

Nel recensire sul Sole 24 Ore una riedizione del «prezioso saggio» L’anglomania e l’influsso inglese in Italia nel XVIII secolo di Arturo Graf, «perfetto erede della cultura dei salons settecenteschi», Luigi Sampietro incespica nel seguente periodo: «Si trattava ovviamente di un’illusione, in quanto – allora come sempre –, nonché influenzare le decisioni del Principe, professori e maître à penser potevano al più mettersi al suo servizio come cortigiani». Bravo chi ci capisce qualcosa.

prostitute cinesi

 

Più avanti Sampietro si avventura in una citazione che inverte e storpia i versi di Fabrizio De André: «Ora, anche se è vero, come dice la canzonetta, che “dal letame nascono i fiori / dal diamante non nasce niente”».

 

Il testo esatto di Via del Campo recita invece: «Dai diamanti non nasce niente / dal letame nascono i fior».

 

***

prostituta e cliente nel club cinese

Guido Santevecchi specifica sul Corriere della Sera che «la prostituzione in Cina non è un reato penale». Impossibile: il significato di reato è «infrazione di una norma penale» (Lo Zingarelli 2022), quindi l’espressione reato penale dal punto di vista giuridico è priva di senso. I reati sono sempre penali. Non esistono i reati civili o amministrativi.

 

***

roberto fiore

Sommario dalla Stampa: «Lo scalone sule pensioni si evita con l’Opzione donna l’Ape sociale e quella volonaria o la Rita». Abbiamo capito tutto.

 

***

Sommario da Domani: «Gli uomini vicino a Roberto Fiore». Vicini solo se si fosse chiamato Fiori?

 

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…