concita de gregorio

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DALLA “REPUBBLICA”: “FERRARA HA UN INFARTO. ‘STA MEGLIO’”. AH, ECCO PERCHÉ SE L’È FATTO VENIRE - CONCITA DE GREGORIO: “IN ‘IL MARE NON BAGNA NAPOLI’, CHE SE NON AVETE ANCORA LETTO LASCIATE ORA QUESTE RIGHE E VI PREGO ANDATE A FARLO, UNO DEI RACCONTI DI ANNA MARIA ORTESE – LA PIÙ GRANDE DEI GRANDI – S’INTITOLA ‘LA CITTÀ INVOLONTARIA’”. PIÙ CHE UN ANACOLUTO, CI PARE UN ANACONDA. TI STRITOLA…

STEFANO LORENZETTO

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

 

Francesco Battistini, inviato del Corriere della Sera a Kiev, intervista l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, che si lamenta: «Siamo circondati su tre lati. Le truppe russe, in questi mesi le abbiamo monitorate da vicino».

poroshenko a davos con un pezzo di autobus ucraino fatto saltare da filorussi

 

Circondare significa «cingere da ogni parte, chiudere tutt’intorno». Se Poroshenko è circondato, come fa ad avere un lato libero? Se conta i lati dell’assedio, significa che non è circondato.

 

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GIULIANO FERRARA

Titolo dalla Repubblica: «Ferrara ha un infarto. “Sta meglio”». Ah, ecco perché se l’è fatto venire.

 

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Filippo Ceccarelli

Occupandosi di Maria Elisabetta Alberti Casellati, impallinata dai franchi tiratori nella corsa al Quirinale, Filippo Ceccarelli la accomuna sulla Repubblica a tre personaggi del passato: «Il Conte Sforza, per dire, “che portava la sua testa come il Santissimo in processione”, il superbo e ricco Merzagora, il grintoso e autoritario Fanfani».

 

Stupisce che Ceccarelli sia dovuto risalire così a ritroso nel tempo, visto che il primo degli esempi citati lo aveva in casa. È infatti Eugenio Scalfari, fondatore della Repubblica, a portare in giro la sua testa come se fosse il Santissimo in processione.

 

eugenio scalfari carlo caracciolo

A dirlo era il suo vecchio amico e socio Carlo Caracciolo, l’editore che con lui diede vita nel 1976 al quotidiano sul quale si esercita Ceccarelli. Lo testimonia il compianto collega Giampaolo Pansa, che riporta quella frase, attribuendola a Caracciolo, in almeno quattro dei suoi saggi: Il Revisionista (2011), La Repubblica di Barbapapà (2013), Tipi sinistri (2013), La destra siamo noi (2016).

 

CARLO SFORZA

E lo stesso fa Paolo Guzzanti, altra grande firma della vecchia guardia «repubblicana», in Guzzanti vs Berlusconi (2009). Forse Caracciolo usava per Scalfari un’espressione riferita in passato al conte Carlo Sforza, ministro degli Esteri dal 1920 al 1921 nel governo di Giovanni Giolitti e poi dal 1947 al 1951? È possibile. Ma scarsamente documentato.

paolo guzzanti foto di bacco (1)

 

A rievocare la circostanza è Indro Montanelli in un elzeviro apparso sulla terza pagina del Corriere della Sera il 12 maggio 1949, nel quale il grande giornalista dà conto di un suo incontro con Francesco Saverio Nitti, «uno degli uomini più odiati d’Italia».

 

Del senatore, già presidente del Consiglio dal 1919 al 1920, Montanelli virgoletta questo giudizio: «Una brava persona... ben preparata... che ha letto molto, ha viaggiato... un uomo di mondo... porta in giro la sua testa come un prete porterebbe in processione il Santissimo...».

EUGENIO SCALFARI - CARLO CARACCIOLO - MARIO FORMENTON

 

Però non fa il nome del titolare di tanta capoccia. Era il conte Sforza? Di sicuro Ceccarelli, da formidabile topo d’archivio qual è, saprà fornirci la prova.

 

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Giulia Cazzaniga intervista sulla Verità l’ex magistrato Augusto Sinagra.

 

AUGUSTO SINAGRA

Domanda: «Il Covid come la mafia?». Risposta: «La mafia non è invincibile, nessuna associazione a delinquere non può essere sgominata. Il Fascismo – e la prego di scriverlo con la maiuscola – ci riuscì con il prefetto Morti. Con metodi forti e pesanti, certo, ma riuscì».

Cesare Mori

 

Il cambio di cognome appare eccessivo: nonostante le maniere ruvide, il «prefetto di ferro» Cesare Mori non ammazzava i mafiosi: si limitava a farli arrestare.

 

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Titolo dal sito della Repubblica: «La scossa di terremoto al largo di Vibo Valencia». Testo della notizia: «Il terremoto, spiegano dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è avvenuto in mare al largo golfo (sic) di Vibo Valencia a una distanza di circa una decina di chilometri da vari centri come la stessa Vibo Valencia». Hola, ecco dimostrata tre volte la valentia del redattore.

 

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Su Robinson, nel sommario di un articolo dedicato a Vita del signor de Molière di Bulgakov, si legge: «Nel 1933 Michail Bulgakov scrive la biografia del romanziere francese».

STEFANO LORENZETTO

 

Nel supplemento culturale della Repubblica devono avere le idee un po’ confuse: Jean-Baptiste Poquelin detto Molière era un commediografo, non un romanziere.

 

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Francesca D’Angelo su Libero intervista Salvo Sottile, che conduce I fatti vostri su Rai 2. Questa l’ultima domanda: «Cosa ricorda del Sottile che esordiva, 30 anni fa, al Tg5?». Risposta: «Che correva come un pazzo su e giù per la Sicilia! Facevo così tanti pezzi che alla fine a Mediaset convenì assumermi anziché pagarmi a cottimo».

salvo sottile foto di bacco

 

Titolo dell’intervista: «“Il direttore di Rai3? Scorretto”». Allora sono scorretti in due: il passato remoto del verbo convenire alla terza personale singolare è convenne, non convenì.

 

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giovanni angelo becciu

In un articolo del Corriere della Sera riguardante il processo vaticano che coinvolge il cardinale Angelo Becciu, a firma di Fabrizio Massaro e Mario Gerevini, si legge: «Ma ciò che più conta è che lo stesso Perlasca, nell’interrogatorio del 31 novembre 2020 a un certo punto afferma: “...Comunque tutto questo è nella registrazione, su dello Scarpone”».

CONCITA DE GREGORIO

 

Trentun giorni ha novembre, con april, giugno e settembre. Deve essersi trattato di un interrogatorio fuori calendario.

 

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Incipit della rubrica quotidiana di Concita De Gregorio sulla Repubblica: «In Il mare non bagna Napoli, che se non avete ancora letto lasciate ora queste righe e vi prego andate a farlo, uno dei racconti di Anna Maria Ortese – la più grande dei grandi – s’intitola La città involontaria». Più che un anacoluto, ci pare un anaconda. Ti stritola.

Giovanni Angelo Becciu

 

CONCITA DE GREGORIO ANGELO BECCIU E PAPA BERGOGLIOCONCITA DE GREGORIO

 

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