alessandro orsini luiss

CHE FA LA LUISS CON ORSINI? – ALL’INTERNO DELL’UNIVERSITÀ DI CONFINDUSTRIA C’È UNA FRONDA PIUTTOSTO NUTRITA DI PROFESSORI, TRA CUI NOMI ILLUSTRI COME CASSESE, MOLTO TURBATI DALLE SPARATE PUTINIANE DEL DOCENTE, DIVENTATO UN IDOLO DELLA PROPAGANDA RUSSA (VIENE ADDIRITTURA CITATO DALL'AGENZIA DI STAMPA GOVERNATIVA TASS) - IN MOLTI VORREBBERO UNA PRESA DI POSIZIONE DELL’ATENEO, QUANTOMENO LA RIMOZIONE DI ORSINI DA CAPO DELL’OSSERVATORIO SULLA SICUREZZA INTERNAZIONALE

alessandro orsini 9

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per www.repubblica.it

 

(…) L'eco della grancassa russa è regolarmente on air anche qui da noi, un'ospitata dietro l'altra. Non è un caso che la Tass, l'agenzia di stampa del governo di Mosca, abbia appena celebrato Alessandro Orsini, direttore dell'Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss, che da un mese sostiene che "per ogni battaglia persa da Putin siamo obbligati a preoccuparci di più". Per la Tass, è "l'esperto italiano che accusa l'Ue di intensificare il conflitto invece di cercare la pace". E per pace, si intende naturalmente la resa degli ucraini.

 

ALESSANDRO ORSINI

Posizioni che anche all'interno dell'università intitolata a Guido Carli creano imbarazzi e accese discussioni fra accademici. Con una fronda piuttosto nutrita di prof, nel cui novero spiccano personalità illustri come Sabino Cassese, decisamente turbati dal fatto che il collega Orsini si fregi in tv del brand Luiss, "la casa di tutti", per esprimere punti di vista personali, giudicati "gravi".

logo luiss

 

Da qui la richiesta di una presa di posizione, cioè quantomeno la rimozione di Orsini da capo dell'osservatorio, consegnata nei conversari di questi giorni ai vertici del dipartimento dell'ateneo. Che però al momento non sono intenzionati a procedere, nel nome della libertà assoluta di pensiero.

 

orsini cartabianca

C'è anche chi fa notare le contraddizioni del professore neo-ingaggio Rai a Carta Bianca (ma con contratto azzerato post-polemiche), che in un articolo sul Fatto di ieri ha denunciato la "compenetrazione tra il potere politico-economico e i centri di ricerca".

 

Dimenticando forse che l'Eni, forza economica di primo livello, finanzia proprio il suo osservatorio, tramite uno studio sulla geopolitica dell'energia attivo da qualche anno, che l'università ha poi affidato a Orsini.

 

(...)

alessandro orsini

 

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