catherine spaak paolo ruffini

DI CHI FU LA MANINA CHE CANCELLÒ “HAREM”? NEL 2002 LA TRASMISSIONE DI CATHERINE SPAAK FU TOLTA DAL PALINSESTO DI PUNTO IN BIANCO DA PAOLO RUFFINI, ATTUALE PREFETTO DEL DICASTERO PER LA COMUNICAZIONE DEL VATICANO E ALLORA NEO-DIRETTORE DI RAI3, “CON UN MEZZO SORRISETTO". LO RIVELÒ LA STESSA CONDUTTRICE, MORTA DOMENICA SERA A 77 ANNI: “IN 15 ANNI SONO CAMBIATI SETTE-OTTO DIRETTORI E NON HO MAI AVUTO PROBLEMI. SONO ALLIBITA, MA LA POLITICA NON C’ENTRA NIENTE. ‘HAREM’ ERA UN’ISOLA TRANQUILLA E OTTENEVA UNO SHARE MEDIO DEL 10%. CIFRE CHE OGGI IL TERZO CANALE DELLA RAI SI SOGNA - QUANDO GIORGIO GORI LE DIEDE DELLA “VECCHIA”

Marco Zonetti per www.vigilanzatv.it

 

Catherine Spaak, Harem

La scomparsa di Catherine Spaak, che ha ulteriormente intristito il lungo weekend pasquale già appesantito dalla guerra in Ucraina, ha rievocato il ricordo dell'appuntamento televisivo del sabato, quando in seconda serata su Rai3 tre donne e un uomo misterioso (fra i quali anche Giulio Andreotti e Bettino Craxi), che disvelava la propria identità soltanto alla fine, s'incontravano nel salotto dell'attrice, ovvero nella trasmissione Harem andata in onda con grande successo per quindici edizioni, dal 1988 al 2002.

 

paolo ruffini

Harem che il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, ricordando la Spaak, ha definito "emblema di vero servizio pubblico", e che rappresenta di fatto uno dei programmi più imitati (perlopiù male, se non malissimo) nella televisione italiana.

 

Ultima copia in ordine di tempo, ma in versione virile, Ciao Maschio condotto da Nunzia De Girolamo il sabato in seconda serata su Rai1 con ascolti assai meno lusinghieri dell'originale, con tre uomini protagonisti e, al posto dell'uomo misterioso, altri maschi en travesti, prima Drusilla Foer e poi le Karma B, più valenti della conduttrice secondo Aldo Grassorilanciato da Dagospia.

ciao maschio

 

E se il critico del Corriere della Sera definiva il programma della Spaak "femminile ma non femminista", descrivendo una puntata di Ciao Maschio ha utilizzato la parola "insignificante", spiegando che il termine si riferiva "al fatto che i tre maschi intervistati, l’ex-campione di pugilato Patrizio Oliva, l’attore Giovanni Scifoni Michele Mirabella, medico honoris causa (sono solo note informative), sembravano adolescenti che si ritrovano attorno a un falò estivo per descriversi con tre aggettivi, per rivolgersi domandine pruriginose nascoste nei bigliettini, per marzulleggiare con De Girolamo".

catherine spaak 5

 

A parte i confronti impietosi tra originale e copie, non esiste conduttrice nostrana che non abbia espresso il desiderio di "rifare Harem", perfino Antonella Clerici come rivelò la stessa Spaak in un'intervista a Franco Bagnasco su Oggi - progetto che tuttavia non andò mai in porto.

 

Ma per quale motivo un programma così imitato e tanto rimpianto fu cancellato? Fu una decisione politica? E chi fu, soprattutto, a impugnare la mannaia che, di fatto, stroncò anche la carriera televisiva di Catherine Spaak? Lo ha raccontato quest'ultima più volte: Paolo Ruffini, attuale Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e Direttore di Rai3 dal 2002 al 2009.

catherine spaak

 

Che, al suo arrivo al timone della Terza Rete, disse semplicemente a Catherine: «Non intendo più fare Harem: punto, senza aggiungere altro, né arrivederci, né grazie'. Il perché? Lo rammentò la diretta interessata in una conferenza stampa nell'ottobre 2002: "Chiedetelo a lui. In questi 15 anni sono cambiati sette-otto direttori di rete e non ho mai avuto problemi. Sono allibita da questo trattamento, ma la politica, in questo caso, non c'entra niente... La mia trasmissione non ha mai dato fastidio. Era un' isola tranquilla, lo è sempre stata e otteneva uno share medio del 10%».

 

In seconda serata, aggiungiamo. Cifre che oggi, se raggiunte o anche solo sfiorate in prime time su Rai3 (non parliamo poi di Rai2...), sono considerate un successo strepitoso.

Catherine Spaak, Harem 3

 

E lascia stupiti che, per usare le parole della stessa Catherine, un programma simbolo della "Tv pacata, non urlata" in contrapposizione con "quella volgare e isterica che va in onda oggi" - ovvero le "grida a pagamento" sottolineate dall'On. Anzaldi - sia stato cancellato sostituendolo con un programma sportivo non da un becero dirigente quanto invece da quel Paolo Ruffini che, nel corso del suo mandato (2002-2009), ha inventato programmi di successo quali Che tempo che faBallaròParla con me e così via.

 

catherine spaak 3

In ogni modo, dopo la cancellazione decisa e annunciatale dall'allora Direttore di Rai3 "con un mezzo sorrisetto", sempre secondo l'attrice, e dopo essere stata "messa alla porta dalla Rai", colei che era stata musa di Alberto Lattuada ci riprovò su La7 con Il sogno dell'angelo, che raccontava "di luoghi misteriosi, leggende e soprattutto di angeli". Ma la nuova avventura non ottenne il riscontro di Harem e andò in onda una sola stagione. Dopodiché, per la Spaak si chiuse per sempre il capitolo della conduzione sul piccolo schermo.

 

Catherine ebbe un'altra sgradevole esperienza con un celebre dirigente televisivo, poi entrato in politica e quindi nelle istituzioni. No, non parliamo di Silvio Berlusconi, bensì dell'attuale Sindaco di Bergamo Giorgio Gori che, ai tempi, era a capo della società di produzione Magnolia. Intorno al 2005, come raccontò a Oggi, la Spaak allora sessantenne e munita di varie idee che aveva nel cassetto, una soprattutto, si presentò a Gori. Questi le disse: "Niente male, l’idea è carina, non mi dispiace, lei è ancora una bella donna, ma vuole che sia sincero? È troppo vecchia”.

GIORGIO GORI

 

Per Catherine fu un affronto, "Avevo sessant’anni, ma non mi pareva di essere così disastrata. Poi, quante in tv lavorano dopo i 60 anni?". L'attrice/conduttrice salutava però "senza rancori" Ruffini e Gori, che dal canto loro non hanno espresso - ancora almeno - pubblicamente cordoglio per la sua scomparsa. L'ultimo tweet del Sindaco di Bergamo è un ricordo della giornalista Giusi Ferré, che ci ha lasciati qualche giorno fa. 

catherine spaak 2catherine spaak 8jean louis trintignant catherine spaak la matriarcacatherine spaak la matriarca catherine spaak 19CATHERINE SPAAKCATHERINE SPAAK DOLCI INGANNICatherine Spaak, Harem 2catherine spaak 5catherine spaak 15catherine spaak 6catherine spaak harempaolo ruffini tv2000

 

catherine spaak

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…