tiger king joe exotic

CHI È JOE EXOTIC? – IL SUCCESSO PLANETARIO DELLA DOCUSERIE “TIGER KING” HA FATTO CONOSCERE A 35 MILIONI DI PERSONE IL MITICO ADDESTRATORE DI FELINI: OMOSESSUALE POLIGAMO, AMANTE DI ARMI E SOSTENITORE DI TRUMP, CHE ORA PENSA DI GRAZIARLO – E PARE CHE IN CARCERE ABBIA PURE CONTRATTO IL CORONAVIRUS... – VIDEO

 

 

Gabriele Gambini per “la Verità”

 

tiger king 4

«Mostratemi un eroe e io vi scriverò una tragedia», diceva con quel pizzico di sadismo presente negli aforismi buoni per tutte le stagioni, Francis Scott Fitzgerald. Ribaltando i punti di vista, mostrate un antieroe e qualcuno scriverà una commedia. Poi c' è la variante inaspettata: l' antieroe che diventa eroe sulfureo in virtù di assurdità comportamentali elevate a sistema, protagonista di una storia che mette insieme tragedia, commedia nera, fascinazione borderline, gusto dell' orrido. Il caravanserraglio narrativo cercato dal pubblico televisivo quando prova a evadere dai bollettini di guerra in tempi di pandemia.

 

tiger king joe exotic carole baskin

Netflix forse non si immaginava di avere in mano una bomba a orologeria, quando ha prodotto la miniserie documentaristica Tiger King. Disponibile da fine marzo, nei primi dieci giorni di programmazione ha totalizzato 34,3 milioni di visualizzazioni.

 

tiger king

Il merito (o la colpa) è di un tizio che si fa chiamare Joe Exotic, la cui vita, raccontata nella miniserie prodotta da Rick Kirkham, sembra uscita da una sceneggiatura di Quentin Tarantino dopata dalla prurigine di un romanzo di Bret Easton Ellis. Joe Exotic è un signore di mezza età coi capelli tinti biondo platino, baffoni da marinaio, tutore a sorreggergli un ginocchio frantumato dopo un incidente stradale, cinturone con pistola in bella mostra. Il suo vero nome è Joseph Allen Shreibvogel, poi cambiato in Joe Allen Maldonado-Passage. Ha la voce chioccia da telepredicatore isterico, si veste con camicie variopinte da rockstar fuori tempo massimo.

 

tiger king 5

Potrebbe suscitare simpatie bipartisan, da rielaborare sulla piattaforma del grottesco: è omosessuale dichiarato e poligamo con quattro fidanzati in contemporanea nel suo carniere sentimentale, sembra a un' icona libertaria anticonservatrice. Ma è anche fanatico delle armi, della virilità ostentata per volontà di potenza, strenuo difensore della proprietà privata e della logica del profitto a ogni costo, da ricordare la caricatura deformata di un repubblicano americano degli stati del Sud. Il tutto condito da tendenze fuorilegge che lo hanno portato in carcere nel 2018, dove attualmente sta scontando una condanna a 22 anni per aver commissionato l' omicidio di Carole Baskin, fondatrice del Big Cat Rescue, un asilo per animali selvatici della Florida. Nel penitenziario texano in cui è detenuto, pare che in questi giorni abbia contratto il coronavirus, aggiungendo un colpo di scena alla sua parabola esistenziale.

 

tiger king 3

Ma sono proprio le bestie feroci, le tigri su tutti, a far da sfondo alla vicenda. La fama di Joe Exotic in America nasce dall' essere proprietario di uno zoo privato, il Greater Wynnewood Exotic Animal Park, a Wynnewood, in Oklahoma: centinaia tra tigri, orsi e leoni in cattività, a disposizione del pubblico pagante.

tiger king 2

Quasi la normalità per una parte degli Stati Uniti d' America, dove si conta un numero di esemplari di tigri superiore a quello dell' Asia, spesso allevate e nutrite da privati e oggetto di compravendite talvolta illegali. Nel corso degli anni, attorno all' attività di Joe Exotic si è radunata una corte dei miracoli che lo idolatra alla stregua di un santone: ex galeotti, ambientalisti improvvisati, diseredati.

 

Nel suo zoo-luna park ne sono capitate di cotte e di crude. Tra le tante accuse mosse nei suoi confronti, quella di aver tentato un esperimento di accoppiamento tra una tigre e un leone per ricreare la versione contemporanea della Tigre di Sabertooth, antenato preistorico dei grandi felini. «Ho aperto il mio primo zoo nel 1986, le tigri sono arrivate nel 2000, ne comprai due e le nutrii con alcuni cavalli che mi erano stati donati», sostiene lui. Non è detto che dica la verità. Tiger King gioca sul filo del verosimile attinto dall' inverosimile, i personaggi raccontati sono tutti realmente esistenti, ma sembrano fare a gara tra loro a chi combina la baracconata più plateale.

tiger king

 

L' empatia creata con lo spettatore non scaturisce dall' ammirazione per virtù eroiche.

Nasce dal susseguirsi dei tentativi disperati di perdenti sistematici a costruirsi una biografia che li faccia uscire dall' anonimato, in una sorta di reality show istrionico e surreale. Joe Exotic nel 2016 ha tentato di candidarsi alle presidenziali degli Stati Uniti come indipendente ricevendo 962 voti. Nel 2018 si è candidato alle primarie del Libertarian Party come governatore dell' Oklahoma ricevendo 664 voti.

Ha pubblicato un album di musica country, salvo poi ammettere di non aver né cantato, né scritto lui le canzoni.

 

carole baskin

Nel 2011 Carole Baskin, fondatrice dello zoo Big Cat Rescue, ha organizzato alcune proteste per costringerlo a chiudere la sua attività. Neanche lei è una tipina tranquilla. La sua fortuna economica sembra arrivare dall' eredità del marito milionario, morto in circostanze mai chiarite.

 

I maligni sostengano sia stato dato in pasto ad alcune tigri, in una riattualizzazione contemporanea delle abitudini di Bernabo Visconti, che soleva far sbranare dai suoi cani i parenti scomodi. La rivalità tra i due strambi imprenditori, tra i punti centrali del racconto, avrebbe condotto Joe Exotic ad assoldare un sicario per far fuori la Baskin. Per questa ragione, oggi, il protagonista di Tiger King è dietro le sbarre.

tiger king 1

 

Lui si proclama innocente, sostiene di essere stato incastrato, chiede la grazia al presidente Trump e, nel frattempo, ha intentato una causa da 94 milioni di dollari contro il governo americano. Perché non dimentichiamolo: nelle puntate di Tiger King, sono le tigri, gli unici protagonisti a condurre una vita quasi regolare.

Ultimi Dagoreport

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)