tattilo berlusconi

CHI POTEVA COMPRARE LA VILLA DI ''PLAYMEN'' E ''LE ORE'' SE NON SILVIO? IL BANANA ACQUISTA LA PROPRIETÀ CONFINANTE CON LA SUA VILLA CERTOSA A PORTO ROTONDO, CHE ERA APPARTENUTA AD ADELINA TATTILO E SARO BALSAMO, REGINA E RE DELLE RIVISTE PORNO ANNI '60 E '70: LA LORO INCREDIBILE STORIA - MA C'È ANCHE VILLA LA LAMPARA A CANNES, DI PROPRIETÀ DELL'EX MOGLIE DI PAOLO BERLUSCONI, AVVENTURA IMMOBILIARE FINITA TRA DEBITI E PIGNORAMENTI

 

Mario Gerevini per ''L'Economia - Corriere della Sera''

 

villa tattilo

Silvio Berlusconi ha acquistato due nuove ville, per nulla anonime. Una è la splendida villa «La Lampara» di Cannes, in Costa Azzurra, che era della seconda ex moglie di Paolo Berlusconi, indebitata con Banca Mps. L’altra, in Sardegna, confinante con Villa Certosa, era degli eredi (figli e nipoti) di Adelina Tattilo, editrice di Playmen, e di Saro Balsamo, il re delle riviste porno anni ’70 (lanciò «Le Ore»).

 

Le due operazioni immobiliari sono state chiuse già da diversi mesi ma non se ne era mai saputo nulla. A gestirle è stato il team «operazioni riservate» dell’ex premier. Ovvero i fidatissimi professionisti con base a Segrate che si occupano degli affari personali del Cavaliere: Giuseppe Spinelli, Marco Sirtori, Salvatore Sciascia e Giuseppino Scabini.

 

 

La villa di Cannes

villa la lampara cannes

Villa «La Lampara» è un gioiello da 500 metri quadrati più 2mila di giardino con piscina e vista mare. Fu costruita dal marchese George De Cueves, marito di Margaret Rockefeller e poi è passata di mano più volte. Era finita sulle pagine dei giornali tre anni fa per lo sfogo di Antonia Costanzo, l’ex moglie di Paolo Berlusconi che acquistò la villa nel 2007 con un prestito milionario di Mps e l’incoraggiamento – lei disse - di Silvio Berlusconi che gli mandò anche i suoi giardinieri a sistemare il parco. Lui, secondo quanto fu scritto, fece da garante fino a oltre 8 milioni.

VILLA LA LAMPARA CANNES

 

Poi le rate e il debito furono «dimenticate» per anni. Una «distrazione» che costrinse la banca nel 2015 a chiedere (e ottenere) dal Tribunale un decreto ingiuntivo contro i beni della signora Costanzo. Alla fine Berlusconi subentrò nel debito e rimborsò Mps diventando egli stesso creditore dell’ex cognata con annessi pignoramenti e connesse ipoteche.

 

silvio berlusconi

Da lì lo sfogo della Costanzo per essere «liberata»: «Sono pronta a dargli la villa di Cannes …». Ora il cerchio si è chiuso: una delle società immobiliari del leader di Forza Italia ha acquistato «La Lampara» per 3,55 milioni. Prezzo presumibilmente al lordo dei debiti e anche degli oneri di ristrutturazione che dovrebbero essere piuttosto consistenti.

 

Villa Tattilo

La proprietà nell’entroterra di Porto Rotondo, a Punta Lada, a poche decine di metri dall’immenso parco (oltre 100 ettari) di Villa Certosa, è stata per anni il buen retiro di Adelina Tattilo, f ondatrice dell’omonima casa editrice e pioniera dell’eros con le sue riviste erotiche a partire dall’esordio di Playmen nel 1967. L’immobile sardo era intestato, prima della cessione a Berlusconi, a Federico (24 anni) e Orsetta Balsamo (39) che a loro volta l’avevano ricevuto per donazione dal padre.

 

saro balsamo

I nonni sono morti da tempo: Adelina, appunto, e l’ex marito Saro Balsamo, ricchissimo e spregiudicato imprenditore a luci rosse che per primo portò la pornografia in edicola con «Le Ore». Gli eredi hanno venduto l’immobile, che era intestato a una società, alla Immobiliare Idra di Berlusconi per 2,4 milioni, liquidati con quattro assegni provenienti dai conti del patron di Fininvest al Montepaschi: 1.188.000 euro a Orsetta Balsamo e 1.212.000 a Federico Balsamo.

 

playmen

 È una cifra apparentemente bassa ma non si sa se l’ex premier si sia accollato anche eventuali debiti. Si sa però che la superficie è di 436 metri quadrati e la rendita di 3.876 euro. La categoria catastale, nonostante la posizione esclusiva, è A7 cioè quella dei villini più economici. L’operazione rientra probabilmente nel piano di Berlusconi di allargare progressivamente i confini (e la sicurezza) della Certosa comprando le proprietà adiacenti.

 

 

 

2. CHI ERA ADELINA TATTILO: MEZZO SECOLO DI HARD-CORE ALL'ITALIANA

Peppe Aquaro per il ''Corriere della Sera'' del 31 marzo 2017

 

«Raffaella Carrà. Nuda e privata». Perché poteva capitare di imbattersi anche in questo, in una sorta di «Carrambata», sfogliando Playmen, la rivista per soli uomini pubblicata per diversi anni da una sola donna: Adelina Tattilo, pugliese di Manfredonia, fondatrice dell’omonima casa editrice. Ed appena pochi mesi prima dell’avventura in solitaria di Playmen, moglie di Salvo Balsamo, siciliano di Catania, l’inventore in Italia del Porno di carta. Che è poi il titolo di un libro pubblicato in questi mesi da Iacobelli editore. Erano gli anni Sessanta del secolo scorso: quando il comune senso del pudore faceva nascondere con una pecetta seni nudi e parti più intime di donne bellissime e sensuali.

tattilo edizioni

 

 

Dieci anni con il re del porno

Il libro è stato scritto da Gianni Passavini, il giornalista che all’International Press di Milano (era il nome della casa editrice di Balsamo, in vita, come il suo fondatore, fino all’inizio del Terzo Millennio, e che ha pubblicato, tra gli altri, Le Ore, Cronaca italiana e Supersex con i suoi «Foto film fanta-erotici») ha trascorso dieci anni della sua primissima vita professionale.

 

«Sono entrato al numero 15 di via Fatebenefratelli, a due passi dalla Questura, nel 1982, quando Balsamo era ormai un miliardario, elegantissimo e con orologi preziosi al polso: uno di quelli che si spostavano ogni giorno in Lamborghini o con l’aereo privato», ricorda l’autore di Porno di carta (da poco presentato al Book Pride di Milano), il cui sottotitolo è proprio «Vita, morte miracoli di Saro Balsamo: l’uomo che diede l’hard-core all’Italia». E anche più di uno scappellotto a sua moglie Adelina.

 

 

playmen giovanna ralli tattilo editrice

Il marito fedifrago e il blitz di Adelina

Proprio la Tattilo, divenuta editore nel 1967 — dopo aver cacciato dal tetto coniugale e dagli uffici della casa editrice romana l’impenitente marito fedifrago, costretto a fare armi e bagagli in direzione Milano, per reinventarsi editore — fece decollare Playmen che nel giugno di quell’anno aveva preso il posto di Men. «Balsamo, in seguito ad uno dei suoi numerosi guai giudiziari, appena uscito di galera, dovette rientrarvi immediatamente a seguito delle percosse inferte alla moglie», dice Passavini, il quale dipinge benissimo un’epoca (mezzo secolo fa) in cui non esistevano ancora dvd, videocassette, né cinema porno. Soltanto carta. Tonnellate di carta. Sistematicamente sequestrata dalla magistratura.

 

 

Il sotterraneo del sesso vietato

Nell’aprile del 1969, nei sotterranei del palazzo di Giustizia di Milano erano stipate 500 tonnellate di riviste requisite nel giro di due anni: da Playmen a Caballero, da Kent a Strip, da Belfagor a Supersex, Due Amiche e il mitico King. Mitico per due motivi. Neanche il tempo di fare capolino dall’edicolante, e il primo numero — febbraio del ’67 — viene subito sequestrato. Una cosa da nulla rispetto al sequestro degli otto primi numeri di Men, altra geniale invenzione del ‘66 di mister Balsamo, «scippatagli», tre anni più tardi, dalla moglie Adelina, donna «Bella, bionda e piacente, dalla voce roca resa baritonale per le tante sigarette fumate, gli occhi miopi e gli occhiali enormi, che arriva spesso in ufficio in blazer, pantaloni, camicia e cravatta».

adelina tattilo playmen

 

La descrive così Passavini, ricordando come il look manageriale di Adelina abbia ispirato il personaggio della direttrice senza scrupoli, interpretata da Florinda Bolkan, nel film «Il comune senso del pudore» (1976, nella foto sotto, la Bolkan in una scena del film).

 

 

Paul Newman e la Andrews sotto le lenzuola

adelina tattilo

Tornando a King, e al secondo mitico motivo, galeotta fu la foto in copertina dall’evidente sapore «lascivo»: un grande letto, una coppia intravista sotto le lenzuola, e gli indumenti lasciati a casaccio nella stanza. I due sotto le lenzuola sono Paul Newman e Julie Andrews. Sì, perché l’immagine è tratta dal film, «Il sipario strappato» di Alfred Hitchcock. Ma si sa, la magistratura non ama il brivido, soprattutto quando è troppo caldo. Ancora numeri. Passavini: «Nel 1968, saranno sequestrate 377 riviste e denunciate 1.800 persone». E tra queste, diverse figure di intellettuali, collaboratori fedeli di riviste come Kent, sul quale scrivevano nomi del calibro di Mario Soldati, Gianni Brera, Gian Carlo Fusco e Luciano Bianciardi.

le ore copertina sul papa

 

 

I Settanta, la pornografia sdoganata e Cicciolina

Qualche anno dopo, negli anni Settanta, quelli della pornografia ormai sdoganata, seni, pubi e fondoschiena di attrici e modelle non intervalleranno più i romanzi a puntate degli scrittori. Al posto delle «Ragazze del venerdì», che potremmo definire fin troppo caste e rassicuranti, irromperà su Le Ore, pensato e realizzato da Balsamo all’inizio del 1970, una giovanissima ragazza svedese, Ilona Staller, più conosciuta col nome d’arte di Cicciolina. Un’altra trovata, indovinata, su suggerimento di Riccardo Schicchi, dell’editore che inventò il porno. Insieme alla sua ex-moglie Adelina. Due vite parallele — e neanche più di tanto — perché destinate a incontrarsi comunque, tra Milano e Roma, sul numero delle copie vendute.

 

Lo scandalo dei Casati-Stampa

le ore rivista

Quello delle vendite era un punto sul quale la Tattilo sembrava imbattibile: sono suoi, rispettivamente con Men e con Playmen, gli scoop realizzati nelle estati del ’70 e del ’71, con le foto dei marchesi Casati-Stampa, ripresi sull’isola di Zannone come mamma li ha fatti (soprattutto la moglie Anna Maria Fallarino, nella foto sotto, che poi venne da lui uccisa insieme all’amante); e quello su Jacqueline Onassis (ex signora Kennedy) immortalata tutta nuda sull’isola greca di Skorpios. Quando il porno stava ormai seppellendo il piacere della scoperta. Paradossi della pornografia classica, che come ha scritto Andrea Di Consoli sulla pagina Opinioni del Corriere (leggi sfiorando l’icona blu), «è sempre più vintage» rispetto al mondo dei video online.

 

le ore rivistaadelina tattilo con angelo rizzoliADELINA TATTILOadelina tattilo al lavorodelitto casati stampadelitto casati stampaPAOLO BERLUSCONI VISITA IL FRATELLO SILVIO AL SAN RAFFAELEsilvio e paolo berlusconisilvio e paolo berlusconitattilo edizioni

 

Ultimi Dagoreport

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO