daniela barcellona

CHI SI STUPISCE DI DRUSILLA NON HA MAI VISTO L’OPERA - “PRIMA DI ENTRARE IN SCENA MI FACCIO LA BARBA”, BOMBASTICA INTERVISTA A DANIELA BARCELLONA, L'UOMO PIÙ FAMOSO DELLA LIRICA: “HO CANTATO QUASI TUTTI I PROTAGONISTI EN TRAVESTI DELL'OPERA” – DA DOMANI AL TEATRO DELL'OPERA SARÀ FEDERICA IN LUISA MILLER DI VERDI, REGIA DI DAMIANO MICHIELETTO – “NELLA LIRICA LA FLUIDITÀ NON È UN TABÙ. I RUOLI EN TRAVESTI NASCONO COME EREDITA' DEI RUOLI AFFIDATI AI CASTRATI. LE PERPLESSITA’ SU DRUSILLA FOER? CHIUSURA MENTALE” – VIDEO

 

Simona Antonucci per “il Messaggero - Cronaca di Roma”

 

daniela barcellona

Si prepara ai debutti tirando di scherma («adoro la sciabola perché è così pesante che mi tiene in forma e mi fa dimagrire»); gira in camerino con i pesi alle caviglie perché «sembra che gli uomini restino sempre con i piedi per terra, io invece tendo a svolazzare», e prima di entrare in scena «mi faccio la barba».

 

Si chiama Daniela Barcellona, è triestina, 52 anni, ed è l'uomo più famoso della lirica. È stata Tancredi e Arsace, Romeo e Malcom... «Ho cantato quasi tutti i protagonisti en travesti dell'opera. Quelli di Rossini in particolare. Lui preferiva affidare a un contralto, la più grave delle voci femminili, i ruoli maschili nobili.

 

Pensava che una donna fosse più adatta ed espressiva per interpretare le sfumature dell'animo di un eroe», spiega il mezzosoprano che da domani al Teatro dell'Opera sarà Federica («non vedo l'ora che mi mettano le ciglia finte»), in Luisa Miller di Verdi, regia di Damiano Michieletto, con il maestro Michele Mariotti appena nominato nuovo direttore musicale del Costanzi.

daniela barcellona

 

Debutto nei panni di Arsace nella Semiramide con il maestro Gelmetti nel 98, trionfo al Rossini Opera Festival cantando Tancredi, vent' anni vissuti nei panni di uomini epici, con incursioni, sempre più frequenti e di prestigio nel repertorio femminile e in quello del Novecento.

 

«Nella lirica la fluidità non è un tabù», spiega Barcellona che fino al 17 febbraio sarà una donna ferita dall'amore con Michele Pertusi (conte di Walter), Antonio Poli (Rodolfo), e Roberta Mantegna (Luisa) che erano stati i protagonisti della Luisa Miller in forma di concerto nel maggio scorso.

 

«La contessa», dice «è un personaggio intenso, ferito, aggressivo, direi quasi un po' maschile», scherza, mentre racconta la sua carriera trasversale e inclusiva: dal giovane eroe con baffi e spada all'eroina romantica, sui palchi del mondo, dalla Scala al Covent Garden.

 

daniela barcellona

Finalmente donna? O no?

«Le eroine dell'opera spesso sono molto maschili. Parlo dei ruoli per mezzosoprano. Aggressive, arrabbiate, ferite. Quasi da rimpiangere i miei uomini».

 

Un viaggio nell'altro sesso lungo vent' anni: in quale modo l'ha arricchita?

«Ho potuto sviscerare umanità e dolcezza, i sentimenti più nobili. I ruoli en travesti sono spesso eroici, come nei Capuleti, o nelle opere barocche. Tutti personaggi che si distinguono in battaglia, che offrono la propria vita per la donna amata. Ho avuto il privilegio di calarmi nella parte migliore dell'animo maschile, quella che non a caso veniva interpretata da donne».

 

Un bagaglio utile per affrontare le eroine romantiche?

«Per essere credibile come uomo ho dovuto studiare, lezioni di scherma, portamento, lunghe camminate con le cavigliere, mentre nel repertorio femminile ho potuto dare fiato alla mia personalità. Il mezzo soprano ha caratteristiche forti. Ho dovuto cercare l'aggressività, la gelosia e sentimenti negativi. Abbiamo tutto dentro, basta scavare».

 

L'arte va più veloce della società? Drusilla Foer a Sanremo qualche perplessità l'ha sollevata. Perché?

Daniela Barcellona

 «Chiusura mentale, retaggi del passato. Presto ognuno di noi sarà libero di esprimersi come vuole».

 

I ruoli en travesti non sono sempre stati esempio di libertà.

«Nascono come eredità dei ruoli affidati ai castrati. Con uomini nei panni di donne, cui è stato a lungo precluso il teatro, e poi donne in panni maschili perché ritenute più adatte. Rossini e Donizetti preferivano donne en travesti, volevano femminilità per esprimere l'amore di un uomo, ma con vocalità maschile. Personaggi ibridi».

 

In futuro, sul palco, si augura di essere uomo o donna?

«Sogno Azucena, nel Trovatore. Ma anche nuovi ruoli en travesti. Le incursioni nell'altro sesso ti aiutano a capire tante cose. E a liberarti dell'esteriorità». Teatro dell'Opera, piazza Gigli. Da domani al 17

drusilla foerdamiano michieletto

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…