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CIAK, MI GIRA! - MAGARI ANCHE LA VITTORIA SCHIACCIANTE DELLA RIEDIZIONE DI “AVATAR” QUESTO WEEKEND E IL TRIONFALISMO TOLKENIANO DI PINO INSEGNO NEL PRESENTARE GIORGIA MELONI, CI AVREBBERO DOVUTO FAR CAPIRE QUALCOSA RISPETTO ALL’INERZIA DEL CINEMA E ALLA SUA SCARSA CONNESSIONE COL PUBBLICO PIÙ VASTO CHE NON VIVE NEL CENTRO DI ROMA O DI MILANO - PERCHÉ VEDERE I TORMENTI DI BRAIBANTI DI UNA STORIA DI SESSANT’ANNI FA O DELLA BAMBINA CHE SI SENTE MASCHIO E SOGNA RAFFAELLA CARRÀ? QUELLO È CINEMA PER RICCHI BORGHESI DECADENTI… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

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Magari anche la vittoria schiacciante della riedizione di “Avatar” questo weekend, come tutto il trionfalismo tolkeniano di Pino Insegno (subito un programma, subito Sanremo!) nel presentare Giorgia Meloni, ci avrebbero dovuto far capire qualcosa rispetto all’inerzia del cinema italiano post-post bertolucciano e post-post-vanziniano e alla sua scarsa connessione col pubblico più vasto che non vive nel centro di Roma o di Milano. Un pubblico di lettori ultrasessantenni di “Repubblica” e “Corriere”, che magari votano Calenda per fare un dispetto al Pd, lontani persino dal mondo di “Games of Thrones”, che non può certo più riempire le sale dei centri commerciali.

 

alexander skarsgard the northman

E non ha nessuna voglia di metterci piede, ovviamente. Nell’immaginario meloniano post-fascista, se esiste un immaginario meloniano post-fascista che forse non è pure più post-fascista, il cinema è quello dell’eroismo e delle botte alla “The Northman”, che si traduce nel vado ai centri commerciali e mi sparo “Avatar” o “Minions2” o mi sparo i filmoni action su Netflix o le serie come “House of Dragon” e “Gli anelli del potere”.

james cameron avatar 4

Perché dovrei vedere i tormenti di Braibanti di una storia di sessant’anni fa o della bambina che si sente maschio e sogna Raffaella Carrà? Quello è cinema per ricchi borghesi decadenti. Certo, ricondurre tutto questo a Pino Insegno che vuole il suo programma in tv (ma ne ha avuti due, uno più disastroso dell’altro…), è riduttivo oltre che ridicolo, ma ci chiediamo con un po’ di terrore (ne abbiamo viste tante) chi sarà l’uomo cultura di Fratelli d’Italia, se non l’uomo-cinema…

 

don't worry darling 7

Intanto questo weekend “Avatar” di James Cameron in Italia incassa la bellezza di 1 milione 656 mila euro con 256 mila spettatori, mentre il thriller psicologico alla Squid Game “Don’t Worry, Darling” di Olivia Wilde è secondo con 965 mila euro e 172 mila spettatori. In America, ovviamente, è l’opposto. “Don’t Worry, Darling”, forte dei suoi protagonisti star Florence Pugh e Harry Syles, è primo con 19, 2 milioni di dollari in 4.668 sale, miglior incasso da cinque settimane, mentre “Avatar” è solo terzo con 10 milioni di dollari. Le cose cambiano con i mercati esteri.

the woman king 2

“Don’t Worry, Darling” arriva così a 30 milioni globali, ma ricordiamo che ha un budget molto alto, di 35 milioni di dollari, mentre “Avatar” arriva a 30 milioni di dollari con i mercati europei, Francia e Italia. In America si inserisce poi al secondo posto il potente “The Woman King” con Viola Davis, il film delle donne guerriere, che questo weekend incassa 11, 1 milioni e porta il film a un totale di 37 milioni, ma anche qui il budget è di 50 milioni di dollari. Inoltre pesa sul film il fatto che sia stato nascosto un lato negativo della vera storia delle ragazze guerriere, cioè che dopo la legge inglese sullo schiavismo, erano loro stesse a vendere i prigionieri agli schiavisti che li portavano in America. Ahi!

ti mangio il cuore 3

Nel weekend italiano troviamo al terzo posto “Minions2” con 502 mila euro e un totalone di 14 milioni di euro, al quarto posto “Ti mangio il cuore” di Pippo Mezzapesa con Elodie con 258 mila euro, al quinto “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio con 252 mila euro e un totale di 1,4 milioni, al sesto “DC League of Superpets” con 247 mila euro e un totale di 2 milioni, al settimo “L’immensità” di Emanuele Crialese con 235 mila euro con 235 mila euro e un totale di 692 mila euro.

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