marina marfoglia

CIAO, MARINA! DOPO UNA LUNGA MALATTIA E’ SCOMPARSA L’ATTRICE E CANTANTE MARINA MARFOGLIA, PIPERINA DOC E PROTAGONISTA DELLA "ROMA BY NIGHT". AVEVA 73 ANNI - PUPILLA DI DON LURIO, HA FATTO PARTE DELLE “COLLETTINE” DI RITA PAVONE E DELLA COMPAGNIA DE “IL BAGAGLINO” - “HO ASSISTITO AL DEBUTTO DEL PIÙ GRANDE COMICO SPONTANEO: BOMBOLO! PERSINO PINGITORE DOVEVA NASCONDERE LE SUE RISATE DURANTE LE PROVE” - IL RICORDO DEL PIPER, IL LEGAME CON RENATO ZERO E LA CENSURA RAI: “ERO TROPPO SEXY”

 

INTERVISTA A MARINA MARFOGLIA

Da teatrionline.com

 

MARINA MARFOGLIA 99

Marina Marfoglia è nata a Roma. Nella sua carriera di successo è stata attrice, cantante, modella e danzatrice. Ragazza-copertina e modella per fotografie destinate alle cartoline illustrate di località turistiche, ha recitato fra il 1965 e i primi anni ottanta, comparendo in pellicole del cinema d’autore e della commedia all’italiana molto in voga in quegli anni. È stata ballerina nel corpo di ballo di Don Lurio ed ha fatto parte della compagnia de “Il Bagaglino”. In televisione ha partecipato a diversi programmi di varietà con registi di fama come Antonello Falqui ed Enzo Trapani.

 

Nel 1980 è prima donna in “Un uomo da ridere”, serie televisiva con Franco Franchi diretta da Lucio Fulci. Per la Ricordi ha inciso nel 1978 il singolo “Show show show / Ping pong”, nel 1980 è la volta di “Prendimi toccami” / “Chicco di caffè” pubblicato dalla Esquire Record mentre nel 1982 incide per la ATV il singolo “Amare… è” / “Batte il… cuore”. Nel 1983 incide per la Five Record il singolo “Peppermint hula hoop / Non farmi male”, singolo che viene ottimamente promosso e risulta essere un buon successo.

 

Dopo qualche anno di silenzio, nel 1987 pubblica per la Vany il singolo “Una vita con te” / “A Casablanca” ed il mini album “Io…Marina Marfoglia”. Sempre per la Vany pubblica nel 1988 l’album “Roma pazzo pazzo amore”, contenente dieci brani dedicati alla sua città, tra i quali “Roma capoccia” e “Sinnò me moro”.

 

marina marfoglia renato zero

Infine, sempre per la Vany incide nel 1990 il singolo “Balliamo noi lambada” / “balliamo noi lambada” (versione strumentale). Oggi continua con grande impegno ad occuparsi di danza come coordinatore tecnico e direttore artistico degli eventi della Federazione Italiana Danza. Nel 1978 ha posato per un servizio di nudo integrale per l’edizione italiana di Playboy.

 

(…)

 

Sei stata nel corpo di ballo dell’indimenticato Don Lurio. Com’era lavorare con lui e come ti piace ricordarlo?

 

MARINA MARFOGLIA 58

All’età di sedici anni si presentò l’occasione di mettere in pratica la mia passione. Una mia compagna di scuola, grazie a sua madre che lavorava in RAI, divulgò la notizia che cercavano ballerini giovani da inserire in una trasmissione con una stella nascente, tale Rita Pavone. Mi presentai all’audizione in Via Teulada… e il coreografo che doveva scegliere i migliori era Don Lurio. Ci fecero entrare dieci per volta nella sala prove attigua allo Studio 1, l’emozione era tanta ma come partirono le note del twist io mi lasciai andare con i passi più d’effetto che conoscevo… e guarda caso Don Lurio mi scelse per prima! Da allora entrai a far parte del gruppo storico delle collettine che danzavano intorno a Rita Pavone e diventai la pupilla di Don Lurio, che era severissimo con tutti noi in fase di prove e fuori dal lavoro era molto amabile e simpatico. Nel corso della mia carriera lo ritrovai molti anni dopo a coreografare lo show itinerante per l’Italia che mi vedeva protagonista accanto al cantante Mal e dieci ballerini.

 

Hai fatto parte anche del Bagaglino, una grande famiglia molto amata dai romani e successivamente di grande popolarità televisiva. Cosa ricordi del periodo trascorso con Pingitore?

MARINA MARFOGLIA 66

Altro coreografo importante nella mia vita fu Gino Landi, che mi consigliò di presentarmi al Salone Margherita di Roma, in quanto Castellacci e Pingitore autori e registi della Compagnia del Bagaglino, cercavano nuovi personaggi da inserire negli spettacoli di Cabaret. L’audizione andò bene ed entrai a far parte nel 1974 nella meravigliosa compagnia più amata dagli italiani.

 

Furono anni di grande scuola, perché lavorare con Oreste Lionello, Pippo Franco, Enrico Montesano, Pino Caruso, Gianfranco D’Angelo, fu la grande occasione per imparare e capire che ero una showgirl, perché oltre a danzare, dovevo recitare e cantare, e solo esibendomi tutte le sere per i quattro anni che rimasi in compagnia, ebbi modo di crescere in esperienza e bravura. Quattro anni di lavoro intenso, costruttivo e divertente, conservo di quel periodo tanti ricordi meravigliosi, uno su tutti …aver assistito al debutto del più grande comico spontaneo che era il buon Bombolo! Con lui ci si divertiva sempre, sulla scena e fuori, e persino Pingitore doveva nascondere le sue risate in fase di prove, perché Bombolo era ingovernabile, una vera forza della natura!

MARINA MARFOGLIA 45

 

La tua carriera è stata trasversale… oltre alla televisione e al teatro/cabaret hai fatto anche molto cinema. Quale forma di spettacolo preferisci?

Particine in film ne ho fatte tante agli inizi, anche perché facevo parte dei frequentatori del Piper Club di Roma, che a metà degli anni Sessanta era una fucina di talenti, e i registi più famosi per formare il cast venivano nel leggendario locale romano a scegliere i volti e i personaggi più consoni per il loro film. Così sono entrata nel cast de “Le sedicenni” di Luigi Petrini, nei film di Dino Risi e di Lina Wertmuller, nello specifico “Rita la zanzara” dove ero l’antagonista di Rita Pavone… cast stellare con Giancarlo Giannini, Peppino De Filippo, Bice Valori, Paolo Panelli e tanti altri. Partecipai anche al film di Fellini “Amarcord” poi accanto a Pippo Franco in “Nerone” nel ruolo di Atte la sua schiava, nel film anche il mitico Aldo Fabrizi nel ruolo di Galba.

 

Negli anni Ottanta fui protagonista di “Quella peste di Pierina”, risposta al femminile del Pierino di Alvaro Vitali, ma le battute un po’ spinte erano ad appannaggio del mio partner maschile Lucio Montanaro. Guadagnai la parte di Pierina, perché mi ero specializzata con le interpretazioni da bambina terribile che facevo spesso negli spettacoli del Bagaglino accanto a Bombolo! Ho fatto anche molto teatro, quello serio! Ma in entrambe i casi, sia nel cinema che nel teatro classico, mi mancava la parte danzata e cantata! Insomma mi ritengo un animale da palcoscenico, ma più adatta per il mondo della rivista.

 

Cosa ha rappresentato per te la RAI? Sei mai stata oggetto di censura?

La RAI è stata importante per i miei inizi, entrando a far parte delle collettine di Rita Pavone, sembrava tutto facile, ma diventò ostile nei miei confronti, quando, la mia casa discografica voleva inserirmi come ospite nei vari programmi come “Discoring” o “Domenica in” o altri contenitori musicali. Qualcuno tra gli alti dirigenti di allora, (parlo della fine degli anni Settanta inizio Ottanta), riteneva che io fossi troppo sexy, per apparire in programmi di fasce orarie seguite dai minori. Questi segnali di emarginazione mi fecero perdere la stima nei confronti della tv di Stato. Per fortuna allora nascevano le tv private, dove non avevo alcuna difficoltà di questo genere.

 

MAL MARINA MARFOGLIA 34

Hai lavorato con il grande Antonello Falqui, Gino Landi ed Enzo Trapani, colonne portanti degli anni gloriosi della RAI, che ricordi hai di loro e di quella tv?

Falqui è stato davvero un grande regista televisivo, infatti firmava tutte le riviste di successo che gli italiani seguivano, anche perché esisteva solo RAI 1! Con Landi ho avuto la fortuna di lavorare in uno show dove lui curava regia e coreografie e il protagonista era Walter Chiari. Mentre con Enzo Trapani lavorai nei caroselli del doppio Brodo Star. Nessuno lo sapeva ma il grande successo di Carosello, tanto amato dai bimbi anni Sessanta e Settanta, era merito dei grandi registi che dirigevano le ministorie. Nelle serate estive attuali possiamo ammirare la vecchia tv seguendo Techetechetè, che desta in tutti noi la nostalgia di una televisione bella, pulita e non urlata, come quella di adesso, dove i programmi venivano affidati ai personaggi di talento!

 

In seguito c’è stata la musica con alcuni singoli di successo! Come hai scoperto il canto?

MARINA MARFOGLIA 44

Nel canto ero abbastanza insicura, diciamo che tra la danza e la recitazione era la parte dove mi sentivo più debole, ma grazie agli spettacoli del Bagaglino dove si doveva cantare dal vivo, diciamo che ho imparato a cantare piano piano, anno dopo anno, poi la mia lunga relazione con Mal dei Primitives (conosciuto al Piper Club) mi ha dato modo ed occasione di inserirmi nel mondo della musica leggera. Il mio primo disco lo incisi con la Ricordi ed era la sigla della trasmissione “Show Show Show” di GBR, tv privata romana, dove io ero la conduttrice… ricordo gli ospiti: Vasco Rossi, Toto Cutugno, Donatella Rettore e tanti altri. Il singolo più di successo lo incisi con la Five Record, casa discografica dell’allora nascente Canale 5, in occasione dello show itinerante “GiroMike”, che Mike Bongiorno faceva per l’Italia nel periodo estivo.

 

Quindi oltre alla tv, al cinema e al teatro hai partecipato anche agli spettacoli di piazza?

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Proprio così! Un’ulteriore esperienza che ha aggiunto al mio bagaglio artistico tanta ma tanta sicurezza nell’affrontare il pubblico dal vivo cantando e ballando senza un copione! Ricordo in occasione del GiroMike del 1983, la piazza di Palermo, talmente gremita di pubblico che la gente si era arrampicata sugli alberi e seguiva lo show stando sui rami! L’impatto con moltissima gente emozionò anche il veterano Mike… io invece coadiuvata dal mio corpo di ballo ero nel mio elemento! Il pubblico… tanta gente che ti vuole vedere e conoscere e con il quale riesco ad instaurare un rapporto vero e sincero, presentandomi come me stessa, senza finzioni!

 

(…)

 

Roma è la tua città, gli hai dedicato anche un album con le più celebri canzoni. I bei tempi del Piper non torneranno più? Cosa rendeva tutto speciale?

 

Sì Roma entra nel cuore, ed io l’ho vissuta nel periodo di grande fermento, con l’avvento della musica beat negli anni 60/70, della protesta nel ‘68… ho fatto parte della gioventù che ha dato la svolta per il cambiamento epocale. Il Piper è stato il ritrovo di giovani artisti in erba come Renato Zero, Franco Miseria, Loredana Bertè, Mia Martini e tanti altri, me compresa, che poi hanno avuto delle carriere meno eclatanti dei sopracitati. Nel 1989 prima di dare l’addio definitivo alle scene (poi mi sono dedicata ai giovani talenti del mondo della danza) ho inciso l’album con dodici canzoni romane classiche, con l’inserimento di un brano da me composto “Roma Pazzo Pazzo amore” una dichiarazione di amore eterno alla città eterna.

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(…)

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