IL CINEMA DEI GIUSTI - MI DISPIACE PER SALVINI E LORENZO FONTANA MA IL CINEPANETTONE PIÙ CALDO E PIÙ ATTENTO AL SENSO DELLA FAMIGLIA, CATTOLICO MAGARI NO MA BERGOGLIESCO FORSE SÌ, È PROPRIO QUESTO SUPERMÉLO “LA DEA FORTUNA” FIRMATO DA FERZAN OZPETEK - IL LATO PIÙ FORTE DEL FILM È LA NATURALEZZA DELLA COMMEDIA FAMILIARE GAY CON TANTO DI CRISI E AMICA MALATA - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

LA DEA FORTUNA LA DEA FORTUNA

Mi dispiace per Salvini e Fontana, e pensare che è stato pure ministro per la famiglia, ma il cinepanettone più caldo e più attento al senso della famiglia, cattolico magari no ma bergogliesco forse sì, è proprio questo supermélo La dea fortuna firmato da Ferzan Ozpetek, che lo ha scritto col fido sceneggiatore-coproduttore dei suoi film migliori Gianni Romoli. Magari il pubblico più sofisticato gli preferirà il più curioso e misterioso film precedente, Napoli velata, anche quello costruito a partire da una celebre scultura con significati nascosti, ma questo è sicuramente più commedia, cioè si ride, e più mélo, cioè si piange, secondo i modelli del cinema ozpetekiano (con due k viene male).

 

Forse vedendolo in mezzo a critici, più diffidenti, e a industry romana, produttori & cinematografari di Prati, adoranti, non si percepisce bene il lato più forte del film. Che è proprio questa naturalezza della commedia familiare gay con tanto di crisi e amica malata (temi immancabili per Ozpetek), ma che presentati a Natale diventano qualcosa di esplosivo nel nostro cinema, che già mette in fila un Pinocchio garroniano un presepe ficarrapiconiano e un pamphlet politico antisalviniano (si sepra) zaloniano.

 

LA DEA FORTUNA LA DEA FORTUNA

Se il cinema, come un tempo, fosse lo specchio della nostra società non potremmo insomma che festeggiare tanta civilità e modernità di pensiero. Ma non eravamo gli scorreggioni del cinepanettone? Dove sono finiti tutti i puzzoni? Quelli che facevano i film con dentro mille sponsorizzazioni di mutandari e di crociere? Per questo Natale scompare tutto, compresi Salvini e Fontana, impresentabili nel presepe civile, e il film che più spiega il calore della famiglia, inoltre in termini di commedia, dove ci possiamo riconoscere, forse Fontana no, è il cinepanettone mélo gaio di Ozpetek.

 

Che rilancia, inoltre, la stella di Edoardo Leo, già gettonatissimo nel nostro cinema, in versione idraulico romano bisex di gran cuore, che si ritrova a casa una crisi col suo amore, Stefano Accorsi, traduttore e intellettuale frustato con baffetti, che lo tradisce con un pittore bonazzo, e i due figli piccoli della sua migliore amica e ex-fidanzata, ovviamente Jasmine Trinca, stavolta mora versione Laura Morante, che è baronessa un po’ scocciata e un bel po’ malata.

LA DEA FORTUNA - STEFANO ACCORSI - FERZAN OZPETEK - EDOARDO LEO LA DEA FORTUNA - STEFANO ACCORSI - FERZAN OZPETEK - EDOARDO LEO

 

E non vuole tornare da mammà a Bagheria, te ce credo è la perfida Barbara Alberti in versione Maleficent, preferisce che i suoi figli stiano con la coppia di amici gay attorniati dal presepe umano alla Ozpetek, con tanto di Sierra Ylmaz, il Mario Brega del regista, Filippo Nigro, e tanti altri, tutti in adorazione della Madonna Mina, che ci regala anche una nuva canzone su testi e musica di Ivano Fossati. Sì, è Natale. Ozpetek fa un grande lavoro su Edoardo Leo, rendendolo un personaggio nuovo, un Mastroianni meno bello ma più del popolo.

LA DEA FORTUNA LA DEA FORTUNA

 

Gli mette a fianco uno Stefano Accorsi di grande spessore e sicurezza, e una Jasmine Trinca che deve chiudere il triangolo amoroso. Perché forse uno dei figli è proprio dell’idraulico. Chissà? La dea fortuna del titolo è quella meravigliosa di Palestrina, che ci riporta a un mondo pagano sicuramente presalviniano, il senso è nella frase, più volte detta nel film, che basterà fissare una persona, chiudere gli occhi, conservare quell’immagine, per avere la persona amata per sempre. In sala da oggi.

 

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