rebecca la prima moglie di hitchcock rebecca netflix

IL CINEMA DEI GIUSTI – QUESTO NUOVO “REBECCA,”, RICCO E MOLTO COLORATO, APPENA USCITO SU NETFLIX, NON È NIENTE DI CLAMOROSO, MA IN QUESTI TEMPI DI CHIUSURA O SEMICHIUSURA SI VEDE CON PIACERE - DICIAMO CHE LA “REBECCA” DI ALFRED HITCHCOCK CON JOAN FONTAINE, LAURENCE OLIVIER E LA PERFIDISSIMA JUDITH ANDERSON ERA UN’ALTRA COSA. NON SOLO UN CAPOLAVORO, MA ANCHE UN FILM CHE DA RAGAZZINI CI FACEVA DAVVERO PAURA… - VIDEO

 

 

rebecca la prima moglie di hitchcock 4

Rebecca di Ben Wheatley

Marco Giusti per Dagospia

 

Diciamo che la “Rebecca” di Alfred Hitchcock con Joan Fontaine, Laurence Olivier e la perfidissima Judith Anderson era un’altra cosa. Non solo un capolavoro, ma anche un film che da ragazzini ci faceva davvero paura, affogato in quel bianco e nero meraviglioso, con la terribile Miss Denvers che arrivava sul più bello a farci sobbalzare, mentre, ogni volta che qualcuno pronunciava il nome di Rebecca, partiva ossessivamente un effetto del primissimo protosintetizzatore, l’Hammond Novachord.

 

Primo film americano di Hitchcock, segnato dai violenti dissidi tra il regista inglese e il potentissimo produttore David O’Selznick, che avrebbe voluto Olivia de Havilland al posto della sorella meno noto Joan Fontaine, e da quelli tra l’attrice e il suo partner Laurence Olivier, che molto aveva insistito per avere a suo fianco la sua donna, Vivien Leigh, premiata però da Selznick col ruolo di Rossella O’Hara in “Via col vento”.

 

rebecca netflix 2

Eppure con “Rebecca” nel 1940 Hitchcock vinse il suo unico Oscar per il miglior film, e un altro lo vinse il direttore della fotografia George Barnes, lanciò sia Joan Fontaine sia Judith Anderson. E divenne quel che si dice un classico insuperabile, copiato e ricopiato da tutti.

 

Negli anni abbiamo visto qualche remake, sembra sia buono quello inglese del 1997 con Charles Dance, Geraldine James e Diana Rigg come Miss Devers, mentre in quello italiano televisivo del 2008 diretto da Riccardo Milani con Cristiana Capotondi e Alessio Boni brillava soprattutto Mariangela Melato nello stesso perfido ruolo.

rebecca la prima moglie di hitchcock 1

 

Questo nuovo “Rebecca”, ricco e molto colorato, appena uscito su Netflix, si vanta di essere più simile al romanzo di Daphne du Maurier, scritto nel 1938 e subito acquistato da Selznick per 50 mila dollari che voleva farci un film con Carole Lombard e Ronald Colman (ma Colman capì subito che non sarebbe stato lui il protagonista e se la dette a gambe).

 

In realtà, a differenza della versione di Hitchock, questa sviluppa la parte a Montecarlo con l’incontro romantico tra la bella ragazza che fa la dama di compagnia di una vecchia signora, qui Ann Dowd, e il bel ricchissimo vedovo Maxim de Winter, un Arnie Hammer che non ha nulla di ambiguo o di minaccioso come potevano avere sia Laurence Olivier che Charles Dance.

rebecca netflix

 

Sviluppa un po’ il finale, sorta di terzo atto un po’ processuale che nessuno ricorda mai, e depotenzia così la grande parte centrale, fondamentale nella “Rebecca” di Hitchcok perché quello è il nocciolo del film, con la ragazza che soffoca nel maniero di Manderlay spaventata sia dall’ossessiva Miss Denvers, pazzamente innamorata della “prima moglie”, che dall’idea che il marito possa ucciderla.

 

rebecca la prima moglie di hitchcock

Anche qui la protagonista, la seconda signora de Winter, rimane una ragazza fragile assolutamente senza nome come voleva Hitchcock, mentre Rebecca, che domina la scena col solo nome, visto che né Hithcock né Ben Wheatley ce la mostrano mai né con flashback né con ritratti. In qualche modo, come ha ben scritto il critico americano K. Austin Collum di “Rolling Stones”, il problema che tormenta questo “Rebecca” è proprio il fantasma del primo film, esattamente come il problema della ragazza senza nome è l’ombra della prima moglie.

 

Lily James (“Downton Abbey”, “Cenerentola”) entra bene nel personaggio della ragazza spaventata che prende coraggio e identità per affrontare la realtà, un po’ meno Arnie Hammer (“Chiamami col tuo nome”), che non sembra avere sostanza già nella sceneggiatura, mentre Kristin Scott Thomas punta più a una Miss Denvers apertamente lesbica, fortemente innamorata di Rebecca, più contorta della figura da horror che ci aveva dato Judith Anderson diretta da Hitchcock, prototipo di una serie infinita di altre Miss Denvers. Niente di clamoroso, insomma, ma in questi tempi di chiusura o semichiusura diciamo che si vede con piacere.

rebecca netflix 1rebecca netflix 7rebecca netflix 6rebecca la prima moglie di hitchcock 3rebecca netflix 5rebecca netflix 4rebecca la prima moglie di hitchcock 2

 

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?