premio strega 2020

IL COLIBRÌ STREGATO! - VERONESI (LA NAVE DI TESEO) RIVINCE IL PREMIO STREGA - STRACCIATO L'EGO DI CAROFIGLIO CHE HA PAGATO LE DIVISIONI INTERNE ALLA EINAUDI - LO SCRITTORE FIORENTINO È IL SECONDO A VINCERE DUE VOLTE IL PREMIO: LO AVEVA PRECEDUTO PAOLO VOLPONI (GIOVANNI VERONESI: "IL BELLO NON E’ IL BEVI MA IL RI-BEVI”) - PER VERONESI LA LETTERATURA È COME IL RINNOVO DELLA PATENTE: “FARÒ UN ALTRO LIBRO, SEMPRE SENZA SAPERE PERCHÉ…” – BAZZI MEJO DI ACHILLE LAURO: GIACCA GLITTER E LA SCRITTA, UNGHIA PER UNGHIA, “FEMMINUCCIA” - VIDEO

PER CHI HA SCRITTO IL SUO NUOVO ROMANZO SANDRO VERONESI

https://m.dagospia.com/uccelli-molesti-per-chi-ha-scritto-sandro-veronesi-il-suo-nuovo-romanzo-il-colibri-219041

 

 

PREMIO STREGA

sandro veronesi 2

Mirella Serri per la Stampa

 

«Quando ho vinto per la prima volta nel 2006 diluviava. Era un'edizione particolare. Anche questa è un'edizione molto speciale. Io rendo in condizioni estreme: è un tratto degli italiani di dare il loro meglio nelle difficoltà. Sono un italiano vero». Ieri sera, sotto il rinascimentale porticato di Villa Giulia, Sandro Veronesi, con Il colibrì (La nave di Teseo), ha conquistato per la seconda volta il premio Strega aggiudicandosi 200 voti. È salito sul podio staccando nettamente La misura del tempo di Gianrico Carofiglio (Einaudi Stile Libero) classificatosi secondo con 132 preferenze.

 

premio strega 2020

Il raddoppio di Veronesi - già incoronato nel 2006 con Caos calmo (Bompiani) - è una vera bomba nel mondo della letteratura italiana e probabilmente cambierà la vita del premio negli anni a venire. Il terzo posto, con 86 voti, è andato a Valeria Parrella con Almarina (Einaudi); quarto Ragazzo italiano (Feltrinelli) di Gian Arturo Ferrari con 70 preferenze; quinto Daniele Mencarelli con Tutto chiede salvezza (Mondadori) che ha avuto 67 voti ed è anche il vincitore del premio Strega giovani.

 

ninfeo

Alla tradizionale cinquina si è aggiunto quest' anno un sesto finalista, Jonathan Bazzi il cui Febbre (Fandango) ha ricevuto 50 preferenze. Il successo di Veronesi e il suo ritorno sul palco rompe un tabù dello Strega. Il regolamento non ha mai impedito agli autori di concorrere più volte, purché si rispettasse un intervallo minimo di tre anni dalla prima vittoria.

 

Lo scrittore fiorentino è il secondo narratore nella storia del certamen che bissa il premio: lo aveva preceduto Paolo Volponi che trionfò nel 1965 con La macchina mondiale e nel 1991 con La strada per Roma. Anche Carlo Cassola aveva tentato il raddoppio: tagliò il traguardo nel 1960 con La ragazza di Bube e nel '71 ci riprovò con Paura e tristezza, ma arrivò solo secondo. A parte queste eccezioni, fin dalle origini dello Strega è sempre esistito un tacito interdetto ad azzardare il bis, una specie di patto tra gentiluomini (e gentildonne).

gian arturo ferrari

 

Ora il doppio exploit di Veronesi può diventare la regola e ipotecare il futuro del premio. L'affermazione del 61enne narratore è avvenuta in una singolare atmosfera: addio Ninfeo con centinaia di ospiti, affollato come un autobus capitolino. Le presenze nell'anno della maledetta pandemia sono state ridotte a circa 120. D'obbligo il distanziamento e le mascherine e, per la prima volta, alla finalissima è sparito il cartaceo e si è votato solo elettronicamente.

carofiglio

 

Non è mutato invece il peso determinante sulla vittoria finale di alleanze editoriali e anche di errori strategici. Esemplare è il caso del gruppo Mondadori-Einaudi. Molti dei voti di Mencarelli, edito da Segrate, solo in seconda battuta e solo in parte sono andati a incrementare il patrimonio di Carofiglio, pubblicato dall'Einaudi. L'ex magistrato barese, che aveva già gareggiato entrando nella rosa finale nel 2012 con Il silenzio dell'onda, ha avuto quindi minori chance di vittoria. Ma non è finita qui. Ci si sono messe pure le fratture interne all'Einaudi, tra la collana Stile Libero che ha appoggiato Carofiglio e il ramo editoriale di Torino che ha voluto la Parrella.

parrella 1valeria parrella

 

Molti giurati anche in quest' ultimo round hanno continuato a scegliere la scrittrice di Torre del Greco, favorendo così il trionfo di Veronesi. L'autore del Colibrì ha avuto il sostegno di un'agguerrita campagna elettorale diretta a impedire l'ascesa di uno scrittore «seriale» o di genere come Carofiglio, i cui romanzi noir hanno venduto milioni di copie e a cui, sempre secondo i fan di Veronesi, non spetterebbe il diritto di entrare allo Strega, salotto buono della letteratura italiana.

 

sandro veronesi 5

A favore del narratore fiorentino ha anche giocato il fatto di essere sempre stato molto impegnato nella lotta per la difesa dei diritti civili: ha interrotto la stesura del Colibrì per scrivere il pamphlet Cani d'estate dove ha espresso l'indignazione contro il respingimento dei naufraghi e contro i porti chiusi (ha avuto uno scontro al calor bianco con il leader della Lega Matteo Salvini). La sfida tra Carofiglio e Veronesi sembra resuscitare un antico antagonismo tra La nave di Teseo e il gruppo Mondadori-Einaudi.

bazzi

 

Nel 2015, quando la Bompiani era in procinto di entrare nell'orbita editoriale di Segrate, Umberto Eco e la direttrice editoriale Elisabetta Sgarbi decisero di dar vita a una nuova casa, La nave appunto, facendo uno sgambetto ai desiderata della Mondadori. Adesso la seconda palma di Veronesi sembra aprire inattese prospettive al premio.

 

Sarà lunga la fila dei «revenants», degli autori che bussano alla porta degli editori per bissare la competizione? In questo elenco potremmo ritrovare da Edoardo Albinati a Antonio Scurati, da Antonio Pennacchi a Helena Janeczek, da Nicola Lagioia a Francesco Piccolo a molti altri ancora. Allo Strega non è mai detta l'ultima parola e nel prossimo anno i machiavellismi editoriali ci possono riservare grandi sorprese.

bazzi 1sandro veronesi cover

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…