COLPO DI SCENA, BECHIS A “LIBERO”! - SOLO DUE GIORNI FA, DA CORTINA, UN GASATISSIMO FELTRI AVEVA ANNUNCIATO DI AVER PRESO COME VICE L’AGOGNATO BECHIS - IN FUGA DA “IL GIORNALE” ANCHE FACCI E PORRO – IL VICE BRAMBILLA S’è DIMESSIONATO - LA BATTAGLIA TRA I DUE TOSTI BERGAMASCHI DI SILVIO SI PREVEDE CAZZUTISSIMA DI SCOOP

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vittorio feltri - copyright Pizzivittorio feltri - copyright Pizzi

Come direbbe il Trap, non dire gatto se non l'hai nel sacco. L'altroieri un caricatissimo s pallettoni Vittorio Feltri ha annunciato a Cortina d'Ampezzo di aver arruolato come vice direttore al ‘Giornale" Franchino Bechis, attuale responsabile delle pagine di ‘Italia Oggi', già sogno mai diventato realtà di Minzolini che voleva caricarselo al TG1 come suo braccio destro.

Invece, a Bechis, l'uscita dell'Infeltrito non deve essere andata giù, o magari l'editore GiaMpaolo Angelucci ha alzato la posta di ingaggio, fatto sta che oggi l'AdnKronos annuncia il colpo di scena: anziché Feltri, Bechis se l'è beccato Belpietro. Alla faccia dell'Infeltrito.

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Il duello tra i due direttori bergamaschi-destrorsi, fin dal'inizio, è stato incandescente: uno scipparsi continuo di penne: Sallusti e Mughini che traslocano al ‘Giornale', Belpietro che porta seco l'inviato di punta di Panorama Gianluigi Nuzzi e il vice Mario Sechi, l'arrivo probabilissimo di Facci e del vice direttore Nicola Porro a "Libero', intanto Luca Telese preferisce alzare i tacchi per sbarcare al quotidiano di Padellaro-Travaglio "Il Fatto", mentre se n'è iuto anche l'altro vice direttore del ‘Giornale' Michele Brambilla pr una destinastione non conosciuta (forse a ‘La Stampa', per la sua amicizia con Mario Calabresi).

Non solo: Belpietro prende subito le redini del quotidiano di Angelucci e parte caricatissimo con una storia a puntate della dinastia Agnelli vista da Margherita che Feltri, dicono, non sarebbe riuscito a strapparla all'autore Gigi Moncalvo. E l'arrivo anticipato di Feltri alla guida del giornale di Paolino Berlusconino è stata la spia che lo sprint di partenza di Belpietro lo ha davvero preoccupato.

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Va da sé che il bellum deve ancora venire. E mentre a sinistra, per la disperazione dell'Unità e anche di Repubblica e l'Espresso, il 23 settembre sbucherà in edicola l'agguerritissimo "Il Fatto" by Travaglio-Padellaro-Gomez-Lillo-Beha-Colombo-Telese-Bonazzi etc, sarà divertente seguire sull'altra sponda gli scoop cazzuti che i nostri eroi riusciranno a portare a casa.

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FRANCO BECHIS PASSA A ''LIBERO''
(Adnkronos) - Franco Bechis passera' a ''Libero''. L'attuale direttore di ''Italia Oggi'' entrera' a far parte del quotidiano di viale Majno come vicedirettore. L'accordo e' stato formalizzato questa mattina. Franco Bechis, nato a Torino il 25 luglio 1962, e' stato fino ad oggi direttore ed editore associato di Italia Oggi, dove arrivo' il primo febbraio 2006. In precedenza, e' stato direttore del quotidiano ''Il Tempo'', che ha retto dal primo dicembre 2002 al 31 gennaio 2006. Salvo una breve parentesi a 'Repubblica' nel 1991, dal 1989 al 2002 e' stato a ''MF-MIlano Finanza'' di cui e' stato dal 1994 prima vicedirettore e poi direttore. Giornalista professionista dal 1990 ha svolto praticantato prima a ''Mondo Economico'', poi a ''il Sabato'' e infine a ''Milano Finanza''.

nicola porronicola porro

Ha scritto tre saggi su Tangentopoli e un quarto libro a quattro mani con Sergio Rizzo, "Il nome della rosa" storia della casa editrice Mondadori del 1993. Ha appreso i primi rudimenti della professione giornalistica a 18 anni, prima in una radio privata e poi in una tv privata di Torino, esperienza poi proseguita nel 1984 a New York presso radio Icn.

A fine luglio, il nome di Bechis era circolato per la vicedirezione del Tg1 diretto da Augusto Minzolini. A quanto apprende l'ADNKRONOS, Bechis approdera' a ''Libero'' alla fine di settembre con la qualifica di vicedirettore e fara' parte, con Maurizio Belpietro e Mario Sechi, di un comitato di direzione presiedduto dall'ex direttore di ''Panorama''.

2 - ZERU TITULO (ECCO L'ADDIO DI FACCI PER ‘IL GIORNALE')
Filippi Facci per Il Giornale

Si litigava sulla grazia a Sofri - qui, su questo Giornale - e volarono accuse al limite dell'insulto, roba pesante, un corsivo contro l'altro, mica finzione. Avevo cominciato io e il direttore Maurizio Belpietro ricambiò dandomi in sostanza dell'ignorante; io per contro accusai Mario Giordano, un giovane inviato, di puerilità e semplicismo. Il caso fece un chiasso trascurabile ma sentito, e i lettori comunque mi scotennarono; ricordo che un solo collega, Giampiero Mughini, da vero fuoriclasse, mi diede la sua solidarietà.

Quel Mario Giordano, tempo dopo, me lo ritrovai come avversario in una partita di calcio: galoppavo sulla destra e mi fece un fallo da espulsione (a vita) che mi fece rotolare a terra per quattro volte; mi rialzai digrignando i denti e lui mi disse pure: «Non è fallo». Ne seguì una di quelle scene penose dove un esagitato (io) viene trattenuto a stento dai compagni mentre menziona uno a uno i santi del calendario.

Quando poi quel Giordano divenne direttore del Giornale, tutti a dirmi: tu hai chiuso. Invece questa rubrica, che da anni scorrazzava impunita in questa prima pagina, non solo fu mantenuta, ma divenne ancora più libera, persino troppo, un caso praticamente unico nel panorama nazionale. E siccome si vive una volta sola, io, che a dire «grazie» mi viene un'emiparesi facciale, oggi gli dico: grazie. Non me ne hai mai censurata una e non mi censurerai neanche questa, l'ultima.

 

 

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