influencer fedez ferragni maneskin dosio

COM'È DURA LA VITA DA INFLUENCER PARACULI - CECCARELLI SU FEDEZ: "SERVONO CAPI GIOVANI CHE ESERCITINO UNA ASTUTA E VISTOSA FILANTROPIA. LEADER INTERATTIVI, CIOÈ PRODOTTI, E CUORICINI A TUTTI" - DEL RESTO CHI VUOLE RACCOGLIERE CONSENSI FRA LE GENERAZIONI GIOVANI DEVE EVITARE ARGOMENTI DIVISIVI: NE SA QUALCOSA IL 19ENNE DENIS DOSIO CON SALVINI - ANCHE I "RIBELLI" MANESKIN CHIEDONO AI COETANEI IL RISPETTO VACCINALE, TEMA CHE TIRA IN QUELLA FASCIA D'ETÀ...

1 - TUTTO FA FEDEZ

Filippo Ceccarelli per “il Venerdì di Repubblica

 

FEDEZ CHIARA FERRAGNI

«Ma chi è Fedez?» si chiedeva l'altro giorno con polemico garbo una vecchia volpe della politica come Fabrizio Cicchitto. «Ma chi cazzo è Fedez?» si adontava nella stessa giornata con rabbia social Vittorio Sgarbi in accappatoio.

 

Quando la medesima domanda rimbalza all'unisono da due poli opposti l'esperienza insegna che il fenomeno è già diventato tale. Oltretutto, raga, si sa ormai abbastanza bene chi è Fedez, non esattamente un intruso: il rap, la madre, la moglie, il figlio, la figlia, l'ospedale Covid, l'Ambrogino, il podio di Sanremo, il concerto del primo maggio, il duello con la Rai, la hit dell'estate con Orietta Berti e Achille Lauro, gli smalti per uomo e la legge Zan: se passa sarà stato anche, se non soprattutto, merito di Fedez; se non passa toccherà a lui riscattare la sconfitta e ripartire come accreditato paladino dei diritti lgbt.

 

fedez con chiara ferragni allatta vittoria 1

La foto esultante che si vede qui sotto, commentata da 1.200 individui su Instagram, solennizza in un evoluto tris di neuro indizi - l'effusione coniugale, le lunghe gambe nude di Ferragni e la bandierina tricolore - quel che gli antichi greci designavano come kairòs e i latini momentum, ossia l'attimo fatale da acchiappare al volo.

 

E si perdoni il ribaldo paragone, ma convincere quanti più maschi possibile a dipingersi le unghie sembra oggi più ben più impegnativo che persuaderne altrettanti della bontà delle agorà democratiche o della necessità del nuovo statuto cinque stelle.

 

Se i politici si improvvisano influencer, consiglia il mercato di prendersi e magari di votare quelli che già lo sono; e che a domanda «qual è il tuo lato più hot?» non passa un secondo: «Il taglio degli occhi».

 

FERRAGNI E FEDEZ DOPO LA VITTORIA A EURO 2020

Detta altrimenti, se Fedez si presenta - ed è già più che presente - non ce n'è quasi per nessuno e sono guai per tutti. Nel lontano 2014, quando aveva 25 anni, gli chiesero cosa avrebbe voluto fare da grande e lui: «Candidato mai», ma ben più interessanti suonavano le motivazioni: «Non voglio essere un esempio di onestà e senso civico».

 

Da sempre gli aspiranti leader si tengono le mani libere. Il fatto è che nel frattempo, ferma restando la storica penuria di rettitudine e senso civico, la realtà del comando è andata sagomandosi a misura di Fedez.

 

chiara ferragni fedez e la nascita di vittoria 2

Servono cioè capi giovani che abbiano energia e sappiano dare voce a una generazione finora afona; che siano artisti affermati e dispongano di consolidata cultura pop; che appaiano buoni figli, bravi mariti paritari e padri premurosi; che siano invece con gli avversari fumantini e litigiosi; che rappresentino un marchio commerciale di successo, guadagnino un mistero glorioso e comunque vivano nel lusso; che esercitino, per bilanciamento, una astuta e vistosa filantropia. Leader interattivi, cioè prodotti - e cuoricini a tutti.

 

2 - Maria Luisa Agnese per il “Corriere della Sera

 

 

Maneskin 3

«Essere contrari al vaccino è da pazzi. Fa il paio con chi pensa che la Terra sia piatta. Siamo felici di poter ricominciare in sicurezza». Chi l'ha detto? un vaccinista convinto come Burioni? Un amico di Draghi? Non ci crederete ma invece l'hanno detto i Maneskin, il gruppo di cantanti rock che son sempre molto contenti di esser fuori di testa, trionfatori di Sanremo e di Eurovision.

 

Ma che questa volta a sorpresa smettono i panni dei trasgressori a oltranza e molto giudiziosamente rimettono la testa a posto chiamando i coetanei al rispetto vaccinale. Dura la vita dell'influencer oggi o perlomeno di chi vuole raccogliere consensi fra le generazioni giovani (Millennial e Zeta).

 

denis dosio con matteo salvini

Devono andare con i piedi di piombo ed evitare argomenti divisivi, guardate che fine ha fatto Denis Dosio, l'italo brasiliano diciannovenne, ex concorrente del Grande Fratello vip, che ha visto scendere di botto i suoi 740 mila follower (meno duemila in un lampo) per essersi fatto un selfie al Papeete abbracciato a Salvini.

 

i ferragnez

E il problema non è certo Salvini. Il problema è che chi vuol raccogliere like a profusione deve tenersi lontano dalla politica, non essere ideologico e saper scegliere con cura gli argomenti sensibili per i suoi coetanei. Insomma si scrive influencer e si legge furbetto. Il segreto? Andare a vedere cosa posta la coppia maestra nel campo, i Ferragnez. E farsi ispirare da loro.

DENIS DOSIOdenis dosio 2denis dosio con matteo salvini 2denis dosio con matteo salvini 1ferragnez 2ferragnez 1i ferragnezferragnez in giappone 33ferragnez in giappone 17la nascita di leone 9ferragnez deliveroodenis dosio 1maneskin i wanna be your slave 8maneskin i wanna be your slave 46maneskin i wanna be your slave 9maneskin i wanna be your slave 63maneskin i wanna be your slave 49maneskin i wanna be your slave 70maneskin i wanna be your slave 26

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…