pietro valsecchi checco zalone

IL CONTRATTO DI CHECCO ZALONE CON VALSECCHI E MEDUSA È SCADUTO. E SCATTA IL TOTO-PRODUTTORE PER IL COMICO CHE CON ''TOLO TOLO'' È GIÀ ARRIVATO A 41,1 MILIONI DI EURO, CIFRA-MONSTRE PER IL CINEMA ITALIANO COME MONSTRE È QUELLA PER LA PRODUZIONE: 22 MILIONI - MA FARE LA REGIA DA SOLO HA PORTATO A UN CALO DEGLI INCASSI (''QUO VADO'' A QUEST'ORA AVEVA GIÀ PORTATO A CASA 52 MLN), DAVVERO VORRÀ PURE AUTO-PRODURSELI, COME SUSSURRA QUALCUNO?

 

Claudio Plazzotta per ''Italia Oggi''

 

PIETRO VALSECCHI CHECCO ZALONE

Il film Tolo Tolo di Checco Zalone ha chiuso anche l' ultimo fine settimana allargato dal 9 al 12 gennaio con incassi di 5,2 milioni di euro, arrivando a un box office complessivo di 41,1 milioni di euro (Quo Vado? nello stesso periodo 1-12 gennaio 2016 ne aveva incassati 52,1), e veleggiando verso un possibile botteghino totale attorno ai 50 milioni di euro, che comunque lo collocherà dietro gli oltre 65 milioni di euro di Quo Vado? del 2016.

Per Checco Zalone questo è stato l' ultimo film prodotto con Taodue e distribuito da Medusa, poiché il contratto che lo legava alle due società al 100% Mediaset è scaduto.

Si aprono quindi scenari interessanti per la prossima pellicola, che Zalone porterà in sala, verosimilmente, nel 2023 o nel 2024.

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO

Nel caso di mancato rinnovo, sarà un grosso problema per Taodue, che, come già analizzato da ItaliaOggi del 31 dicembre scorso, dipende ormai quasi esclusivamente dai film del comico pugliese e che, quando non ha il box office di Zalone a corroborare i conti, veleggia a 12 milioni di euro di ricavi e nove milioni di perdite come nell' esercizio 2018. Un problema molto più relativo, invece, per Medusa, che ha spalle larghe e può diversificare i suoi business su più titoli di successo, come ad esempio Il primo Natale di Ficarra e Picone che si è appena portato a casa un botteghino da 15,2 milioni di euro, di tutto rispetto.

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO 2

 

Checco Zalone con la compagna Mariangela Eboli

Secondo molte indiscrezioni, Zalone potrebbe decidere, d' ora in poi, di autoprodurre i propri film (un po' come fanno, ad esempio, Ficarra e Picone con la loro Tramp limited) lasciando successivamente al miglior offerente il compito di distribuirli. Dovrà tuttavia entrare nell' ottica imprenditoriale di anticipare i soldi del budget. Ovvero, come nel caso di Tolo Tolo, ben 22 milioni di euro. Che sono una cifra notevolissima per l' industria cinematografica italiana, pur in presenza dei botteghini da record di Zalone.

 

CHECCO ZALONE - IMMIGRATO

Insomma, non sarà semplice, neanche per un genio che con i cinque film realizzati con la Taodue e Medusa ha raccolto incassi mostruosi superiori a 225 milioni di euro.

PIETRO VALSECCHI CHECCO ZALONE

Se Zalone, quindi, potrebbe uscire dalla scuderia Mediaset, bisogna comunque sottolineare che il Biscione continua a credere molto nel comparto cinematografico. Al punto che il prossimo 20 gennaio debutterà con un nuovo canale in chiaro sul digitale terrestre, Cine34, all' lcn 34, e che prenderà il posto di Mediaset Extra, brand spostato all' lcn 55, ovvero quello che Cologno Monzese, insieme col 45, ha acquistato dal gruppo Sony a inizio 2019 dopo la chiusura di CineSony e Pop.

checco zalone e pietro valsecchi al festival di roma

 

Cine34 proporrà solo film italiani, di tutti i tipi, dalla commedia ai classici cult del passato, a film storici e al mitico western. Ogni giorno della settimana sarà diviso per tema: domenica Supercult, lunedì Maestri del cinema, martedì Le bellissime - Commedie sexy, mercoledì Poliziesco, giovedì Non ci resta che ridere - Commedie, venerdì Thrilling all' italiana, sabato Western all' italiana.

 

Il debutto di Cine34 è fissato al 20 gennaio anche per celebrare il centenario della nascita del grande regista Federico Fellini, nato il 20 gennaio 1920 a Rimini.

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO 1

Con l' arrivo di Cine34, il numero di canali tematici in chiaro di Mediaset sale a 14 (ultimi arrivati Boing Plus, 20, Focus, Radio 105 tv), da affiancare ai tre grandi generalisti Canale 5, Italia Uno e Rete 4.

VALSECCHI, ALDO GRASSO E CHECCO ZALONE OSPITE ALLUNIVERSITA CATTOLICA DI MILANO CHECCO ZALONE - TOLO TOLOCHECCO ZALONE - IMMIGRATO 1CONFERENZA STAMPA DI TOLO TOLO - CHECCO ZALONECHECCO ZALONE IN TOLO TOLOCHECCO ZALONE IN TOLO TOLOROSARIO FIORELLO CHECCO ZALONE CECCHI GORI VALSECCHI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…