alessandro barbano guido boffo azzurra francesco gaetano caltagirone messaggero

DAGOREPORT – "IL MESSAGGERO" DELLE VOCI: BARBANO AVEVA O NO CONCORDATO UNA LINEA EDITORIALE PRO-MELONI CON CALTAGIRONE? – IL “SURREALE” COLLOQUIO FINALE TRA I DUE E LA DELEGITTIMAZIONE DI AZZURRA CHE AVEVA SCELTO BARBANO CHE BABBO CALTA AVEVA GIA' CACCIATO DA "IL MATTINO" – QUEL CHE È CERTO È CHE È LA PRIMA VOLTA, NELLA STORIA DELL’EDITORIA ITALIANA, CHE UN DIRETTORE VIENE ACCOMPAGNATO ALLA PORTA DOPO APPENA 28 GIORNI DI MANDATO - BASTA? NON BASTA: A BARBANO E' STATO NEGATO ANCHE DI ACCOMIATARSI DAI LETTORI CON L’ULTIMO EDITORIALE - (ASPETTASI NEWS DA PRODI...)

DAGOREPORT

francesco caltagirone alessandro barbano

È avvolta dal mistero l’improvvisa e prematura cacciata di Alessandro Barbano dalla direzione del “Messaggero” a soli 28 giorni dalla sua nomina.

 

Le ricostruzioni del siluramento del giornalista divergono: c’è chi sostiene che Francesco Gaetano Caltagirone avesse concordato chiaramente una linea editoriale filo-governativa e c’è invece chi sostiene che Barbano non avesse ricevuto chiare consegne sullo schieramento del giornale.

 

COMUNICATO DEL CDR DEL MESSAGGERO DOPO IL LICENZIAMENTO DI ALESSANDRO BARBANO

Certo è che nelle quattro settimane al timone del quotidiano romano, Barbano aveva iniziato ad apportare una serie di cambiamenti, non ultimo il suo editoriale critico nei confronti di Meloni e Salvini, e aveva dato spazio ad articoli con contenuti non graditi a Caltagirone.

 

ALESSANDRO BARBANO

Il colloquio finale tra i due viene descritto da persone informate sui fatti come ''surreale'': una sorta di ping pong di accuse e rivendicazioni reciproche che hanno portato ad un ruvido addio. (Del resto, il Calta-pensiero è rimasto immutato fin dall'epoca in cui fece fuori dalla direzione del "Messaggero" Pietro Calabrese, qualcosa del tipo: "Chi è il pupo deve fare il pupo, non il puparo"). 

 

Quel che è certo è che non solo è la prima volta, nella storia dell’editoria italiana, che un direttore viene accompagnato alla porta non solo dopo 28 giorni di mandato, ma eccezionalmente gli viene negata anche la possibilità di accomiatarsi dai lettori con l’ultimo editoriale.

 

francesco gaetano caltagirone con la figlia azzurra

A separazione avvenuta, resta una certezza: Francesco Gaetano Caltagirone non aveva sufficiente stima (eufemismo) per Barbano. Infatti, non era stato scelto dal costruttore-editore, ma dalla figlia Azzurra.

 

Il vegliardo imprenditore e il giornalista si erano già separati brutalmente ai tempi in cui Barbano dirigeva “il Mattino”: nel 2018 si erano sfanculati per una linea editoriale considerata troppo critica verso i grillini del governo giallo-verde.

 

L’ex moglie di Pierferdinando Casini, a 50 anni e per l’ennesima volta, si è ritrovata delegittimata e costretta ad assecondare le ubbie del padre-padrone, che dimostra ancora una volta di non voler cedere, nonostante gli 81 anni, lo scettro del comando.

ALESSANDRO BARBANO

 

Ad assecondare i desiderata di “Calta” senior è arrivato il 53enne torinese Guido Boffo, il perfetto uomo-macchina per guidare ordinatamente “il Messaggero” sul binario stabilito dall’editore. Colpisce la scelta del vice-direttore, Barbara Jerkov, notoramente de sinistra.

 

Se Barbano immaginava un quotidiano impegnato e schierato, con ampia foliazione e paginate di approfondimento, Boffo è stato subito chiaro, come scrive il sito “Professione Reporter”: “Nella sua prima riunione con tutti i capi dei servizi il 4 giugno ha chiesto giornale più snello, niente commenti in prima di cronaca, niente paginoni, più integrazioni con il web. Ha detto: “Ripartiamo dal 30 aprile”, ovvero dall’ultimo giorno della Direzione Martinelli. Barbano cancellato come nelle purghe staliniste. E Martinelli era presente al giornale”.

 

 

 

GUIDO BOFFO L EDITORIALE DI ALESSANDRO BARBANO CONTRO MELONI E SALVINI - IL MESSAGGERO - 3 GIUGNO 2024

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…