meme elon musk

LA DIFFERENZA TRA MEME E TE - ELON MUSK COME AL SOLITO È PIÙ AVANTI DI TUTTI E SGANCIA LA BOMBA SU TWITTER: "CHI CONTROLLA I MEME, CONTROLLA L’UNIVERSO". E INFATTI C'ENTRANO ADDIRITTURA CON LE CRIPTO VALUTE, COME NEL CASO DEL "DOGECOIN", E HANNO ANCHE UN SIGNIFICATO POLITICO, PER ESEMPIO CON "PEPE THE FROG" - IL SAGGISTA VENTURA: "È VERO CHE GOVERNANO L’UNIVERSO, PERLOMENO QUELLO SOCIALE"...

Lorenzo Santucci per www.formiche.net

 

meme dogecoin 7

“Chi controlla i meme, controlla l’universo”. Lo ha twittato Elon Musk e la domanda, visti i tempi, sorge spontanea: quale universo? Il nostro o quello futuro del Web3, cui lo stesso Musk sta contribuendo? Forse, però, più della risposta è interessare sapere che l’affermazione del patron di Tesla è stata lasciata sotto una considerazione di Marc Andreessen.

 

meme dogecoin 9

“Tutta la formazione culturale nel nostro tempo è ora lo sviluppo e la propagazione di meme che si fanno strada attraverso una catena di approvvigionamento nel cyberspazio. La maggior parte muore; alcuni prosperano. I meme che ce la fanno codificano significati profondi. Questo è un processo serio come non è mai esistito”, aveva twittato il venture capitalist. E tra quelli che ce la vogliono fare – o che ce l’hanno già fatta – c’è anche Dogecoin, valuta digitale cara ad Elon Musk.

 

meme dogecoin 6

Cosa c’entra un meme con le crypto e, soprattutto, con la diffusione culturale? Da neanche un anno, Dogecoin rientra nella classifica top five delle criptovalute per capitalizzazione, che ad aprile 2021 ammontava a 50 miliardi di dollari. Una cifra che, con molta probabilità, nessuno si sarebbe mai aspettato quando nel dicembre del 2013 venne creata per scherzo.

 

meme dogecoin 8

È ispirata a un meme famosissimo di Internet che raffigura un cane Shiba – da cui un’altra criptomoneta, la Shiba Inu coin – non propriamente a suo agio con l’ortografia, spiegando così il nome Dog(e)coin. Insomma, l’intento voleva suscitare giusto qualche risata.

 

Tuttavia, dopo un mese aveva raggiunto una capitalizzazione di mercato pari a 60 milioni di dollari, un anno e mezzo dopo era arrivata a 370 milioni, fino a toccare il miliardo a inizio 2018. Le risate, a quanto pare, erano diventate contagiose.

meme dogecoin 3

 

A dare una spinta a Dogecoin ci ha pensato proprio il Ceo di Tesla. Il suo primo approccio è stato poco più di un anno fa, quando aveva ritwittato una falsa copertina della rivista Dogue. Che da lì potesse nascere un legame così forte era difficile da immaginare. Eppure, giorno dopo giorno, gli indizi crescevano.

 

Prima la condivisione di un’immagine del Re Leone, con lo Shiba al posto di Simba. Poi si era chiesto “Chi ha fatto uscire il Doge”, parafrasando la canzone anni ’90 Who let the dogs out?.

 

Ma, soprattutto, ad aprile aveva scritto “Doge Barking at the Moon”, cane che abbaia alla Luna. Ormai parlare della Luna senza citare Elon Musk è pressoché impossibile e infatti, poco dopo, riecco un altro tweet indicativo: “Il prossimo anno, SpaceX lancerà il satellite Doge-1 sulla Luna”. In sostanza, Dogecoin finanzierebbe l’intera spedizione.

 

meme dogecoin 18

A sessantacinque anni dal lancio dello Sputnik 2 sovietico, su cui la cagnolina (di razza) Laika diventò il primo animale a orbitare intorno alla Terra, potrebbe esserci un altro cane – questa volta digitale – a prendere la via dello spazio.

 

meme dogecoin 2

L’interesse di Musk ha creato un effetto domino: dai rapper statunitensi Snoop Dogg e Soulja Boy, all’azienda di alimenti confezionati Conagra Brands fino a Snickers. Interazioni che hanno portato la valuta digitale nata per scherzo così in alto da avere davanti solo a Bitcoin, Ether e Binance coin.

 

meme dogecoin 16

Ovviamente, la volatilità è il pericolo più grande per tutte le criptovalute. Non sarebbe dunque una sorpresa veder crollare improvvisamente il suo valore, cresciuto del 13% dopo l’apertura di Musk all’acquisto in Doge di alcuni prodotti.

 

Questa riflessione ci rimanda alla considerazione iniziale di Andreessen sull’impatto dei meme nella nostra società, su quanto e come riescono a influenzarla. Ma perché è importante se uno come lui parla dei meme come diffusore culturale?

 

Informatico e imprenditore, il suo arrivo in California ha rivoluzionato il settore Tech. Quando il browser Mosaic debuttò sul mercato, Andreessen fu nominato vicepresidente del dipartimento tecnologico, di cui era cofondatore. Presto cambiò nome in quello che divenne il marchio di fabbrica di Andreessen: Netscape Navigator.

 

marc andreessen 3

Venne acquistato per 4,2 miliardi di dollari da American on Line (AOL), all’epoca gigante di internet nel frattempo decaduto e comprato da Verizon.  Nel 2009, con il gruzzolo ottenuto dalla vendita, ha fondato insieme a Ben Horowitz la società di venture capital che porta i loro nomi, la Andressen Horowitz nota anche come a16z.

 

marc andreessen 2

Gli investimenti dell’azienda variano dal mobile al gaming, dai social all’e-commerce, con una particolare attenzione per le start-up emergenti e con grande prospettiva di crescita.

 

Non è un caso perciò che tra le sue operazioni rientrano società come Skype – venduta a Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari –, Facebook, Twitter, Groupon e Zynga. Lo stesso ha fatto con Airbnb, BuzzFeed, Foursquare, Stripe fino ad arrivare alle case automobilistiche a guida autonoma.

 

Ha investito anche su Coinbase (principale exchange di criptovalute) e, come ha raccontato nei giorni scorsi il Financial Times, sarebbe in cerca di 4,5 miliardi di dollari per continuare in questa direzione. In sintesi: i più grandi finanziamenti della Silicon Valley passano da questa società.

marc andreessen 1

 

Se, dunque, due degli imprenditori più importanti parlano (chi per un verso, chi per un altro) dei meme come lo strumento principale per veicolare messaggi, la questione si fa calda.

 

Citando l’Accademia della Crusca, “si può dire che un meme è un elemento culturale o di informazione che, per qualche sua caratteristica, diviene chiaramente riconoscibile e riproducibile, e si diffonde in maniera velocissima, potremmo dire virale, per l’appunto, anche grazie alla possibilità date dai nuovi canali di comunicazione”.

 

meme dogecoin 12

A parlare di diffusione culturale dei memes fu nel 1976 il padre della memetica, il biologo Richard Dawkins nel suo libro “Il gene egoista”. Secondo lui, per avere successo un meme deve essere riprodotto quanto più vicino all’originale – dal greco mimena, ovvero imitazione – deve diffondersi velocemente e, soprattutto, deve avere una lunga vita. Ecco spiegato come le informazioni culturali iniziano a circolare.

 

meme dogecoin 15

“Sicuramente c’è un’ambiguità su quello che significa “meme”: se in senso più stretto le immagini buffe che circolano in rete, o in senso più ampio – com’era nella metafora proposta da Dawkins – dei segni o dei discorsi che si diffondono secondo una logica evoluzionista”, spiega a Formiche.net il saggista Raffaele Alberto Ventura.

 

meme dogecoin 14

“In questa seconda accezione è vero che i meme governano l’universo, perlomeno quello sociale, e per capirlo più che Dawkins consiglierei di leggere Dan Sperber, teorico di una epidemologia dell’immaginario.

 

Ovviamente questa ambiguità è strumentale a una certa narrazione che tenta di valorizzare la cultura dei meme (in senso stretto) sulla base della generalità della dimensione memetica (in senso ampio)”.

 

meme pepe the frog 1

L’exploit di questa narrazione lo abbiamo avuto “nel 2015-2016, quando in occasione della vittoria di Donald Trump si è speso molto inchiostro digitale per parlare di una ‘magia dei meme’ che aveva in Pepe the frog il suo significante maestro”, continua Ventura.

 

meme pepe the frog 3

La rana a cui fa riferimento il saggista è quella con sembianze umanoidi ormai famosa nel web. La sua origine è da ritrovare nel cartone Boy’s Club, ma a garantirle il successo è stato anche il significato che l’Alt-right americana ha deciso di affibbiarle (senza consenso dell’ideatore, Matt Furie).

 

meme pepe the frog 4

Così, è facile imbattersi in Pepe the frog vicino a commenti razzisti o nazisti o per rappresentare Donald Trump, tanto che l’Anti-Defamation League, ideata oltre cento anni fa per combattere la diffamazione contro gli ebrei, l’ha inserita ella sua lista nera. Dall’altra parte del Pacifico, invece, i cinesi la legano alle proteste di Hong Kong.

 

meme pepe the frog 2

Dietro un meme,  pertanto, si può nascondere molto più di una semplice risata. Una storia politica, un rimando indiretto a un’ideologia: tutte interazioni che possono condizionare la società.

 

Addirittura, come abbiamo visto, da uno scherzoso ne è nata una criptovaluta capace di incuriosire Elon Musk a tal punto da pensare di spedire un satellite nello spazio a suo nome.

 

meme dogecoin 17

Il Ceo di Tesla ha fatto notare come, da quando la moneta digitale è stata presa in considerazione dagli investitori e dalle piattaforme di exchange, l’interesse nei suoi confronti è cresciuto a dismisura. Ora, verrebbe da chiedersi se riuscirà un cane giapponese a imporsi e a codificare un nuovo messaggio nella nostra società. Mal che vada, c’è il Metaverso.

 

meme dogecoin 11meme dogecoin 1meme dogecoin 10meme dogecoin 13

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO