2024divano0306

IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - IN CHIARO CHE VEDIAMO? AVETE UNA BELLA SCELTA. UN MEGA-CLASSICO COME “BLADE RUNNER", UNO SPLATTERISSIMO WESTERN CON PUNTE D’HORROR, “BONE TOMAHAWK”, MA IL FILM CHE VI CONSIGLIO, COMMOVENTE, FRESCO, PER NULLA TROMBONE, È “AFTERSUN”, CHE FU UN CASO CLAMOROSO A CANNES. "THE GUARDIAN" LO BATTEZZÒ FILM DELL’ANNO - IN SECONDA SERATA TROVATE UNA VANZINATA ROMANTICO-COATTA, “AMARSI UN PO’”, E “VOGLIO STARE SOTTO AL LETTO” … - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

BLADE RUNNER

Che vediamo stasera in chiaro? Avete una bella scelta. Un mega-classico come “Blade Runner” di Ridley Scott con Harrison Ford, Sean Young, Rutger Hauer, Daryl Hannah, su Iris alle 21, 10. Uno splatterissimo western con cannibali e punte d’horror, “Bone Tomahawk” di S. Craig Zahler con Patrick Wilson, Kurt Russell, Lili Simmons, Sean Young, Richard Jenkins, Matthew Fox, Rai Movie alle 21, 10. Appena pensate adesso basta, troppo sangue, cambio canale, poi ci rimanete. Mi sembra il miglior film del suo autore, lo svitatissimo S. Craig Zahler.

il trio di bone tomahawk

 

 Cine 34 alle 21 propone “Cetto c’è senzadubbiamente” di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, Nicola Rignanese, Caterina Shulha, Gianfelice Imparato, terzo e ultimo episodio della saga del personaggi dell’onorevole calabrese inventato da Antonio Albanese. Stavolta vuole direttamente essere re al grido di “Viva la Monarchia! Int’o culo a Cavour!”. Più stanco e meno ispirato del primo film di Cetto, ma superiore al secondo, che si perdeva parecchio.

albanese cetto c e senzadubbiamente

 

Almeno qui la favoletta del pretendente al Regno delle Due Sicilie, diventate delle Due Calabrie, ha una sua unità di racconto, anche se tanti personaggi si perdono per strada, la moglie tedesca ad esempio, la notevole Caterina Schula, la prima moglie diventata suora, Lorenza Indovina, sempre bravissima. Ma al di là della riuscita del film, fa piacere rivedere il vecchio Cetto a zonzo per gli schermi italiani accompagnato dal fido e torvo Pino di Nicola Rignanese, pronto a cedere ai piani politici del perfido Venanzio di Gianfelice Imparato. Come ben capisce lo stesso Cetto, non si tratta di offrire agli italiani la Monarchia, ma “la minchiata giusta al momento giusto”. Ecco. In questi anni di minchiate giuste al momento giusto ne abbiamo viste parecchie.

quo vadis? 2

 

Canale 27 alle 21, 15 ripropone subito il kolossal “Quo vadis?” di Mervyn Le Roy con Robert Taylor, Deborah Kerr, Peter Ustinov, Marina Berti. Italia 1 alle 21, 20 propone invece un thrillerone con Liam Neeson costretto a correre tutta la notte già nel titolo, “Run All Night – Una notte per sopravvivere” diretto da Jaume Collet-Serra con Ed Harris, Joel Kinnaman, Boyd Holbrook, Vincent D'Onofrio.

 

Ma il film che vi consiglio, commovente, fresco, per nulla trombone, è “Aftersun”, opera prima di Charlotte Wells, Cielo alle 21, 20, che fu un caso clamoroso prima a Cannes, dove vinse il French Touch Prize alla Semaine de la Critique, poi in Inghilterra, dove The Guardian lo battezzò film dell’anno e dove vinse ogni premio al British Indipendent Film Award lanciando la stella della neoregista e dei suoi due protagonisti, Paul Mescal nel ruolo del padre, Callum, e l’inedita Francesca Corio nel ruolo della figlia undicenne.

aftersun

Il pubblico inglese dei trenta-quarantenni, la generazione oltre che dei Blur anche della Macarena, lo adora e ci si riconosce. La storia vede nulla di più che un viaggio ultracheap, tutto incluso, in un albergo sul mare in Turchia di un padre operaio, il Calum di Paul Mescal, e della figlia Sophie, Francesca Corio, dove il massimo del piacere è prendere il sole e cantare al karaoke. Tutto è mediato dalla memoria della figlia oggi, interpretata da Celia Rowlson-Hall, che ripensa a quella vacanza di vent’anni prima come l’ultima volta che ha visto suo padre, e dalle riprese che ha fatto allora in Super8.

aftersun

 

La stessa fotografia, di Gregory Oke, riprende un po’ il sapore del Super8 del tempo. Non è che sia un film dove accade molto, è tutto minimale, anche il titolo, “doposole”, è riferito proprio alle gradazione delle creme per i pallidissimi inglesi, anzi scozzesi, 130 o 131?, ma il film ha una sua grazia profonda che da subito riesce a prenderti e cerchi di capire cosa abbia davvero il padre, malattia o depressione… e da dove venga la sua tristezza nascosta da quella di classe operaia scozzese in vacanza sul Mediterraneo.

 

amarsi un po’

Ci sarebbe anche, Tv2000 alle 20, 55, il biopic cattolico “Suor Pascalin. Nel cuore della fede”, diretto da Markus Rosenmüller con Christine Neubauer, Remo Girone, Emily Behr, Georg Blumreiter, Ronny Bregulla, cioè la storia della governante di Papa Pacelli, Remo Girone, da quando era ancora nunzio apostolico a Monaco.

 

Passiamo alla seconda serata con una vanzinata romantico-coatta, “Amarsi un po’” diretta da Carlo Vanzina con Claudio Amendola, che fa il figlio di Mario Brega e Rossana Di Lorenzo, che si innamora di Tahnee Welch, figlia di Virna Lisi e Riccardo Garrone, Cine 34 alle 23. Molto divertente. Su Canale 27 alle 23, 10 presenta un classico del cinema avventuroso in Technicolor, “Le miniere di Re Salomone” diretto nel 1950 da Compton Bennett e Andrew Marton, tratto dal romanzo di H. Rider Haggard, con Stewart Granger, Deborah Kerr, Richard Carlson, Hugo Haas.

 

le miniere di re salomone

Girato in gran parte in Africa, anche se venne anche rigirato a Hollywood, con vere tribù di Watusi. La prima scena di caccia all’elefante è, ahimé, vera. Ma leggo che allora c’erano troppi elefanti! Errol Flynn, che doveva essere il protagonista, non se la sentì di dormire male in Africa, e scelse invece di andare in India a girare “Kim”, lasciando il suo ruolo a Stewart Granger, qui al suo primo film americano e al primo con la MGM. Il personaggio di Deborah Kerr, che non esiste nel romanzo, venne aggiunto in produzione.

 

alexander skarsgard the northman

La Kerr, in realtà, voleva fare il ruolo della protagonista in “La regina d’Africa”, che era della Warner Bros. La MGM le offrì questo film africano, che lei accettò di corsa. Durante la lavorazione ebbe una grande storia d’amore extra-matrimoniale con Stewart Granger. “Abbiamo passato sei mesi a far l’amore sugli alberi”, disse Granger, “e non saremmo mai scesi”. Fu Granger a far licenziare il primo regista del film, Compton Bennett. Il resto venne girato da Andrew Marton.

 

miglior lato b. anya taylor joy in the northman

Su Rai4 alle 23, 10 avete il film di vichinghi “The Northman” diretto da Robert Eggers con Alexander Skarsgård, Nicole Kidman, Claes Bang, Ethan Hawke, Anya Taylor-Joy. A me piace, pieno di botte e di duelli. E’ considerato un po’ di destra. Rai Movie alle 23, 20 presenta invece l’ottimo spaghetti western “La parola di un fuorilegge… è legge!” di Antonio Margheriti. Un film che oggi sarebbe impossibile.

la parola di un fuorilegge... e legge

Tre stelle della blaxploitation del tempo, cioè Jim Brown, Fred Williamson e Jim Kelly, fresco fresco dal kung fu movie I tre dell’Operazione Drago, uniti a Lee Van Cleef stranamente capellone, eroe dello spaghetto leoniano e a tre colossi di Hollywood come Dana Andrews, Barry Sullivan e Harry Carey Jr. Aggiungiamo al tutto la nostra Catherine Spaak e una bellissima colonna sonora di Jerry Goldsmith, la seconda unità, per le scene acrobatiche in mano a un esperto come Hal Needham.

 

la parola di un fuorilegge... e legge

Ne viene fuori questo gioiello che avremmo dovuto apprezzare di più al tempo e non trattarlo come prodotto di serie B. Come venne effettivamente trattato da noi. Il tutto è girato in quel delle Canarie e, parte, in Arizona. Sembra che la scelta di Margheriti arrivò quando i tre protagonisti neri rifiutarono di lavorare con una serie di registi bianchi americani. Jim Kelly fa l’indiano muto esperto di kung fu.

la parola di un fuorilegge... e legge

 

Fred Williamson, che usciva dalla regia del suo folle Adiós amigo, dove recitava in coppia con Richard Pryor, fa il giocatore nero, una specie di Doc Holliday rispetto a Jim Brown che fa un tipo alla Wyatt Earp. Margheriti lo raccontava, con molta serenità, come di un film non completamente riuscito: “È un western anche questo, molto anomalo; la Fox mi chiamò perché gli attori neri, Jim Brown, ecc, avevano già lavorato con lo stesso produttore e volevano per questo film un regista di colore; invece, questa volta trovarono una certa resistenza, anche da parte degli attori bianchi e quindi decisero di prendere non un nero, non un bianco, ma un grigio!

 

la parola di un fuorilegge... e legge

 Anche lì, forse, avrei dovuto fermarmi un momento, richiamare gli autori… tant’è che il film finiva con la morte di loro – era il finale di Butch Cassidy – questi si buttavano giù e rimanevano fermi per aria – identico! E allora dissi: ragazzi, almeno datemi la possibilità di cambiarlo, se no usiamo quell’altro di pezzo; ce lo facciamo prestare! Così li convinsi a fare dei piccoli cambiamenti, robetta; invece, girando, sono riuscito a cambiare anche il finale… Li ho salvati, loro se la cavano…

demolition man

 

ma il film è rimasto lo stesso un po’ inerte, con un piede di là e uno di qua… Anche se Jim Brown, secondo me, era riuscito a dare al personaggio una strana umanità; bravo anche Fred Williamson… In America è andato piuttosto bene; a Detroit ha fatto incassi da favola. (“Segno Cinema”, intervista di Marcello Garofalo).

demolition man

 

Su Iris alle 23, 45 avete il divertente fantascientifico fracassone “Demolition Man” diretto da Marco Brambilla, scritto da Daniel Waters e Peter Lenokow, con Sylvester Stallone come John Spartan e Wesley Snipes coi capelli biondi (che odiava) come Simon Phoenix, Sandra Bullock, che sostituì Lori Petty, e Sir Nigel Hawthorne. Su Rete 4 alle 0, 50 trovate “Per grazia ricevuta” diretto da Nino Manfredi, ma ideato e scritto da Fausto Tozzi con De Bernardi e Benvenuti, con Nino Manfredi, Lionel Stander, Delia Boccardo, Mariangela Melato, Cast: Nino Manfredi, Lionel Stander, Delia Boccardo, Veronique Vendell, Paola Borboni, Mario Scaccia, Fausto Tozzi, Tano Cimarosa, Gastone Pescucci, Alfredo Bianchini. In gran parte diretto dalla più esperta Sofia Scandurra.

 

la donna e. una cosa meravigliosa

All’epoca fu un grande successo e lanciò un piccolo sottogenere provincial-campagnolo. Manfredi vinse il David come regia e l’opera prima a Cannes, anche se aveva già diretto un film (un episodio di “L’amore difficile”). Ricorderete tuttio però la canzoncina “Viva, viva Sant’Eusebio!”. Cine 34 alle 2, 35 passa un raro e bizzarro “La donna è una cosa meravigliosa”, grottesco film a episodi diretto da Mauro Bolognini con Vittorio Caprioli, Sandra Milo, Tinto Brass, Arnaldo Fabrizio, Edra Gale, Poldo Bendandi, Tinto Brass. Il primo episodio è scritto da Goffredo Parise, l’altro è di Benvenuti e De Bernardi e Bolognini. Gli inserti animati sono di Pino Zac e di Shuntaro Tanikawa. Non piacque né allora né dopo.

 

Su Iris alle 3, 55 i fan dei vecchi western troveranno “L’assedio delle sette frecce”, titolo favoloso che ci faceva sognare proprio queste sette frecce, mentre in originale si chiamava “Escape from Fort Bravo”, molto più sticazzi, diretto dal grande John Sturges con William Holden, Eleanor Parker, John Forsythe, William Demarest. Leggo che il film, fotografo dal grande Robert Surtees, un tempo sapevo riconoscere le mani diverse dei direttori della fotografia dei film americani classici (ci credete?), e che risulta in “Ansco Color”, doveva essere girato in 3D.

l'assedio delle sette frecce

E così venne preparato. Le frecce, come insegnava “Hondo”, venivano benissimo in 3D. Ti colpivano proprio sulla poltrona del cinema. Fu perà il primo film a utilizzare le lenti sferiche della Panavision. La storia vede un fortino, Fort Bravo, dove i nordisti hanno rinchiuso i prigionieri sudisti. Il problema è che quando il baldo William Holden parte a recuperare un gruppo di sudisti che sono scappati dalla prigione, si ritrova a combattere i Mescaleros. Il film fu un grande successo per Sturges, guadagnò 200 mila dollari in più di “Quo Vadis”, che durava troppo.

 

giorgio pasotti michelle hunziker voglio stare sotto al letto

Su Cine 34 alle 3, 55 passa il buffo “Voglio stare sotto al letto” di Bruno Colella già regista di “Amami” con Moana, alle prese con una storia, forse, autobiografica, dove il giovane Giorgio Pasotti cade nelle mani di un impresario teatrale, Colella stesso, e del suo assistente, Rocco Papaleo, per mettere in piedi una commedia impegnata con l’attore comico di successo Mario Scaccia.

 

cosmopolis

Solo che il produttore è un sòla e presto il giovane capisce che sta cadendo in una trappola. Immontabile, si diceva al tempo, il film viene rinforzato da Vittorio Cecchi Gori e Rita Rusic da presenze femminili come una giovane Michelle Hunzinker che si spoglia pure, per non parlare di una Manuela Arcuri come bagnante prosperosa inquadrata subito dal sedere”. Chiudo con “Cosmopolis” diretto da David Cronenberg, tratto da Don De Lillo con Robert Pattinson, Jay Baruchel, Kevin Durand, Paul Giamatti, Juliette Binoche, Rai Due alle 4, 15. Da vedere. Certo.

BLADE RUNNER 1cosmopolisBLADE RUNNERsandra milo vittorio caprioli la donna e una cosa meravigliosavoglio stare sotto al letto 1voglio stare sotto al letto. voglio stare sotto al letto 2il monologo finale di blade runner 2cosmopolis

 

michelle hunziker giorgio pasotti voglio stare sotto al letto sandra milo la donna e?? una cosa meravigliosa il monologo finale di blade runner 1 the northman NICOLE KIDMAN THE NORTHMAN demolition man kurt russel in bone tomahawknicole kidman the northman alexander skarsgard anya taylor joy the northman anya taylor joy the northman 2run all night – una notte per sopravvivereliam neeson run all night – una notte per sopravvivere run all night – una notte per sopravvivere. in cannibali di bone tomahawkper grazia ricevutaBone Tomahawk 810quo vadis? 3aftersunquo vadis? 1Charlotte Welles HARRISON FORD IN BLADE RUNNER

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