lo chiamavano bulldozer bud spencer

IL DIVANO DEI GIUSTI - CI RICHIUDONO. LO SAPEVAMO, NO? PER FORTUNA CHE STASERA AVETE DEI CAPOLAVORI COME “AMMAZZALI TUTTI E TORNA SOLO” DI ENZO G. CASTELLARI, CINE 34 ALLE 21, TITOLO ULTRA “ME COJONI” - “LO CHIAMAVANO BULLDOZER” DI MICHELE LUPO CON BUD SPENCER E NANDO PAONE, CIELO 21, 20, L’OTTIMO “CAPTAIN PHILLIPS” DI PAUL GREENGRASS CON TOM HANKS ATTACCATO DAI PIRATI PIÙ CATTIVI DEI RENZIANI, RAI UNO 21,25 E VI POTETE PREPARARE ALL’ARMANDO FEROCI DI CARLO VERDONE ALLE 23, 50 SU RETE 4 IN “GALLO CEDRONE”

Ammazzali tutti e torna solo

Marco Giusti per Dagospia

 

Ci richiudono. Lo sapevamo, no? Per fortuna che stasera avete dei capolavori come “Ammazzali tutti e torna solo” di Enzo G. Castellari, Cine 34 alle 21, titolo ultra “me cojoni”, “Lo chiamavano Bulldozer” di Michele Lupo con Bud Spencer e Nando Paone, Cielo 21, 20, l’ottimo “Captain Phillips” di Paul Greengrass con Tom Hanks attaccato dai pirati più cattivi dei renziani, Rai Uno 21, 25 e vi potete preparare all’Armando Feroci di Carlo Verdone alle 23, 50 su Rete 4 in “Gallo cedrone”, ritratto dell’italiano medio ignorante e battutaro (Sai che c’hai un sito da paura? Te c’hanno mai cliccato sopra?”), che alla fine diventa pure un politico, identico ai tanti che abbiamo avuto e abbiamo, e pensa di asfaltare il Tevere concludendo col geniale “E finalmente in questa città se score!”. 

 

Lo chiamavano Bulldozer

Ai più raffinati propongo il depressivo “Requiem for a Dream” di Darren Aranofsky con Ellen Burstyn e Jared Leto prima dell’incontro con Alessandro Michele e l’illuminazione di Gucci, Iris all’1, 45, e il ben più raro “Marcia nuziale” di Marco Ferreri con Ugo Tognazzi, ahimé akke 3, 25 sulla benemerita Rai Tre. “Ammazzali tutti e torna solo” del mio amico Enzo, lo posso dire, su, Cine 34 alle 21, è uno scatenato, divertente western che diresse per la Fida quando la famiglia Amati possedeva due terzi dei cinema romani.

 

Lo chiamavano Bulldozer

Per Edmondo Amati, il produttore, un buon titolo era quello che quando lo vedevi gigante sparato fuori dal cinema Adriano a Roma assieme al nome di un attore americano, non importa se finto, ti faceva attraversare piazza Cavour. Qua l’attore americano è il pestilenziale Chuck Connors, che fa qui il suo esordio nello spaghetti, reduce da buoni western in patria ma invedibile a cominciare dalla dentiera.

 

gallo cedrone

Per fortuna che c’è una bella fotografia di Alejandro Ulloa, un soggetto alla “Sporca dozzina” e un bel concentrato di attori di culto come banda protagonista che va da Frank Wolff a un Franco Citti fantastico, ancora fresco di film di Pasolini, purtroppo doppiatissimo, dallo spagnolo Leo Anchoriz al finto indiano Ken Wood che è in realtà il forzuto Giovanni Cianfriglia di Ostia, dal  biondo Alberto Dell’Acqua maestro di acrobazie, e il gigantesco Hercules Cortes, vero campione di lotta libera spagnola, una specie di montagna semovente di scarsa mobilità facciale. Castellari ricorda che con Citti venne anche suo fratello Sergio, praticamente in vacanza, ospite fisso al ristorante El Nuovo Valentin di Madrid. 

 

gallo cedrone

Ricorda anche lo scherzo che fecero in proiezione a Amati mostrandogli un pezzo di dialogo originale di Citti che se ne esce con un “Mortacci tua e de sto fijo de ’na mignotta!”. Quanto a “Captain Phillips- Attacco in mare aperto”, Rai Uno 21, 25 devo dire che il regista Paul Greengrass, il suo sceneggiatore, il Billy Ray di Hunger Games, il suo direttore della fotografia, Barry Ackroyd, già collaboratore di Ken Loach e di Kathryn Bigelow (The Hurt Locker), hanno costruito una gran bel avventuroso moderno per un Tom Hanks finalmente tornato a essere il grande attore che conoscevamo e che si muove sulla nave della sua storia come se fare il capitano fosse davvero il suo mestiere.

Ammazzali tutti e torna solo

 

La storia, ambientata nel 2009, purtroppo è vera, e capiamo subito che per il povero Tom Hanks non ci sarà nessuna speranza di cavarsela a buon mercato né nel suo pericoloso viaggio sulla Maersk Alabama nel Golfo di Aden diretto a Mombasa, né nel tentativo di sfuggire a una frenetica macchina da presa che non lo abbandona mai e ruota attorno a lui. E' la tecnica realistica un po’ angosciante di Greengrass, già sperimentata sia nei suoi film politici inglesi, come Bloody Sunday, sia nei suoi film d'azione americani come, i due bellissimi spy con il Jason Bourne di Matt Damon.

 

Venne candidato all’Oscar il mai visto prima ma incredibile Barkhad Abdi, il capo dei pirati, che insieme a altri tre assatanati non attori somali, riescono a trasmettere una paura incredibile sia al povero Tom Hanks che allo spettatore. Sembra che Greengras non li fece provare con Tom Hanks per accentuare questo effetto di paura assolutamente realistico. Per chi ha fatto il liceo classico ricordo che Rai Storia alle 21, 10 passa “Noi credevamo” di Mario Martone, buona lezione di storia sull’Unità d’Italia, scritto assieme a Giancarlo De Cataldo, con un gran cast di buoni attori italiani, Luigi lo Cascio, Valerio Binasco, Luca Zingaretti come Francesco Crispi, Toni Servillo come Mazzini, Luca Barbareschi, Guido Caprino come Felice Orsini. Leggenda vuole che Quentin Tarantino, giurato a Venezia e quindi obbligato a vedere il film, dopo un quarto d’ora disse che non ci capiva niente e chiese che qualcuno glielo spiegasse.

dal film captain phillips

 

Ovvio che Quentin, che avrebbe capito immediatamente la storia di “Ammazzali tutti e torna solo”, non sapesse assolutamente nulla di storia italiana. Il titolo, un po’ sti cazzi, inoltre, non aiutava. Né la trovata degli elementi di modernità nell’ambientazione d’epoca. Ma il cast è ottimo. Cine 34 alle 00, 55 presenta uno dei migliori film diretti da Sergio Rubini, “La terra”, con Fabrizio Bentivoglio, Massimo Venturiello, Emilio Solfrizzi, Paolo Briguglia e una smagliante Cladia Gerini. Rubini si lascia per se stesso il ruolo di un laido forforoso. Tutto girato nel Salento, in gran parte a Mesagne.

ammazzali tutti e torna solo 3

 

Un film che andrebbe rivisto, perché non ebbe il successo critico che meritava e nel frattempo è molto cresciuto, anche se non tutto il casting funziona. Ma ci ricorda il valore di Rubini regista, che sa trattare perfettamente il mondo violento del sud, che ormai vediamo soprattutto come ambientazione un po’ turistica.

 

Attenti che passano un bel di trashioni di ogni tipo. Come il sotto-sotto-sotto Rambo “Strike Commando” di Bruno Mattei, Italia 1 alle 2, 20, con Christopher Connelly, Reb Brown e Alan Collins alias Luciano Pigozzi, o “Tornado 2” sempre di Bruno Mattei, con tal Christopher Ahrens e Geretta Geretta. Per fortuna che porta un po’ d’ordine un tardo film del comandante De Robertis, “Ragazzi del mare” con Gabriele Antonini. Mai visto.

captain phillips

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