IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - STATE VEDENDO “FRAN LEBOWITZ: PRETEND IT’S A CITY”, LA MINISERIE DI MARTIN SCORSESE, SU NETFLIX? E’ UNA MERAVIGLIA. SCORSESE INTERVISTA FRAN LEBOWITZ, 70 ANNI, SCRITTRICE E UMORISTA SCATENATA, IN UNA SERIE DI INCONTRI PUBBLICI A TEATRO, MA ANCHE NEI BAR DI NEW YORK, DAVANTI ALLA SUA LIBRERIA DI CASA. NON CI SONO PREGLIASCO E SALLUSTI, SCANZI E SEVERGNINI, TRAVAGLIO E CACCIARI CHE FANNO I PRIMI DELLA CLASSE, C’È SOLO LEI CHE... – VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

martin scorsese fran lebowitz martin scorsese fran lebowitz

State vedendo “Fran Lebowitz: Pretend It’s a City”, la miniserie di Martin Scorsese, solo sei puntate da 30’ l’una, su Netflix? E’ una meraviglia. Scorsese intervista Fran Lebowitz, 70 anni, scrittrice e umorista fin dai bei tempi di “Interview”, assolutamente scatenata, in una serie di incontri pubblici a teatro, ma anche nei bar di New York, davanti alla sua libreria di casa.

 

fran lebowitz pretend it’s a city fran lebowitz pretend it’s a city

Lei gli parla di tutto, dei suoi gemelli d’oro ai polsini fatti da Calder in persona, di quando Charles Mingus scese dal palco dove doveva suonare e la rincorse per menarla e poi finirono al ristorante, della sua amica Toni Morrison, di Leonard Bernstein che lei chiama Bern, dei pessimi sindaci Bloomberg e Giuliani, dell’inutilità di spendere 40 milioni di dollari pubblici per le sdraio a Times Square.

 

fran lebowitz pretend it’s a city fran lebowitz pretend it’s a city

Ogni tanto compaiono star come Alec Baldwin o Spike Lee, col quale ingarella un folle paragone dedicato al fatto che Michael Jordan è come Picasso. Beh, sostiene, Fran Lebowitz, è diverso. Tu vedi una partita di Michael Jordan per vedere chi vince. No, le risponde Spike Lee, tu vedi la partita per domandarti come fa Michael Jordan a far quello che fa.

 

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Insomma. Non ci sono Pregliasco e Sallusti, Scanzi e Severgnini, Sgarbi che guarda il cellulare, Travaglio e Cacciari che fanno i primi della classe, c’è solo Fran Lebowitz che non la smette di parlare e Scorsese che ride con la sua risata di pancia e non riesce a fermarla. E dei pazzeschi materiali d’epoca assolutamente centellinati.

 

Un concerto dei New York Dolls, Marvin Gaye, Charles Mingus che Fran Lebowitz preferisce a tutti, mentre suona o mentre spara con il fucile che si è appena comprato per spaventare i ladri, un Mingus che diventa un agnellino solo con Duke Ellington.

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