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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – IN CHIARO NON È UNA SERATA COSÌ RICCA. PER CHI NON L’HA MAI VISTO, PASSA “RICCHI, RICCHISSIMI PRATICAMENTE IN MUTANDE” DI SERGIO MARTINO, CINE 34 ALLE 21. FAVOLOSO L’EPISODIO CON PIPPO FRANCO E ADRIANA RUSSO CHE VANNO CON LA FAMIGLIOLA AL MARE E INCONTRANO I NUDISTI CAPITANATI DA CERTO BATACCHIO… E’ UNO DEGLI EPISODI PIÙ STRACULT DELLA COMMEDIA SEXY, PIPPO FRANCO A LIVELLI MAI VISTI – NELLA NOTTE INVECE PASSA L’OPERA PRIMA DI BERNARDO BERTOLUCCI, GIRATA A VENT’ANNI, “LA COMMARE SECCA” – VIDEO

 

 

melania laurent mia e il leone bianco

Marco Giusti per Dagospia

 

In chiaro non è una serata così ricca. Ci sarebbe “Mia e il leone bianco” di Gilles de Maistre con Mèlanie Laurent su Rai Uno alle 21, storia di una bambina cresciuta col suo leoncino Mia, si oppone al fatto che il padre lo voglia vendere perché è diventato troppo grande per fare il gattino in casa. Così scappano insieme per liberarlo nella savana.

 

 

Ci sarebbe anche “Gangster Squad” di Ruben Fleischer, Iris alle 21, che ci aveva fatto ben sperare quando uscì.

 

Smitragliate, belle ragazze, ex-pugili, poliziotti corrotti, poliziotti onesti nella Los Angeles del 1949. Gli anni di Johnny Stompanato e di Mickey Cohen.

 

sean penn gangster squad 2

 

 

Insomma, molto piacevole, ha pure un gran bel cast. Da Sean Penn come il cattivissimo Mickey Cohen (“Io sono il progresso”), che mette sotto il suo tacco la bellissima Emma Stone nei panni della bambola Grace Faraday, alla squadra dei duri e puri capitanata da Josh Brolin come Sergente John O’Mara che ha preso con sé l’astro nascente Ryan Gosling, il disincantato Jerry Wooters, poi il nero Anthony Mackie.

 

emma stone gangster squad

Mettiamoci anche il vecchio Nick Nolte come onesto capo della polizia di Los Angeles che ha deciso di farla finita con il boss Mickey Cohen con ogni mezzo.

 

“Niente nomi, niente tesserini, niente pietà”. Eppure, malgrado il tanto sparare, le belle e ricchissime scenografie che ricostruiscono le strade e i locali della Los Angeles di un tempo (notevole l’esibizione di una falsa Carmen Miranda), malgrado una regia agile e moderna, il film rimane totalmente dimenticabile.

 

pippo franco ricchi, ricchissimi praticamente in mutande

Vedo che ci sarebbe pure “Un fantastico via vai” di Leonardo Pieraccioni, Rai Movie alle 21, 10, scritto assieme a Paolo Genovese. Uscì proprio dopo la vittoria di Matteo Renzi a leader del PD. E dicemmo che se era rinnovato il Pd, sarebbero stati capaci di rinnovarsi anche il Pieraccioni e la nostra commedia natalizia.

 

 

 

 

 

leonardo pieraccioni massimo ceccherini un fantastico via vai

Non era male, in questo film di Pieraccioni, l’entrata in scena di un canino, certo Pantocho, odioso quanto il suo padrone, un nuovo ricco razzista che Giorgio Panariello modella con accento più pistoiese che aretino. Poi, si segnalava il grande ritorno del Ceccherini, barbuto e con ruolo paterno, visto che è il babbo di Chiara Mastalli, romana, e dimostra che può far ridere anche in ruoli più maturi.

 

pippo franco ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande

Del resto fece un memorabile numero durante la conferenza stampa al grido di “Panariello facci ridere… dinne una delle tue”. Doveva presentarsi sobrio, si era pure portato dietro il fido Casaglieri come controllare. Invece, passò la notte a bere e la mattina dopo era uno straccio. Per non parlare del Casaglieri, che ebbe pure una storia galante quella notte. Eppure riuscì a reggersi in piedi durante la conferenza stampa… Memorabile.

 

pippo franco ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande

Per chi non l’ha mai visto, passa pure “Ricchi, ricchissimi anzi in mutande” di Sergio Martino, Cine 34 alle 21. Favoloso l’episodio con Pippo Franco e Adriana Russo che vanno con la famigliola al mare e incontrano i nudisti capitanati da certo Batacchio… E’ uno degli episodi più stracult della commedia sexy, Pippo Franco a livelli mai visti.

 

snowpiercer

Rai 4 presenta alle 21, 20 “Snowpiercer” di Bong Joon-ho con Chris Evans, Tilda Swinton, Octavia Spence. Lo preferisco a “Parasite”. E’ un grande film sul futuro della nostra civiltà, che viaggia tutta compressa su un treno che si muove attorno alla terra e dove le classi alte viaggiano in prima classe e quelle basse in fondo.

manchester by the sea

 

Grande film popolare, che esordì alla Festa di Roma diretta da Marco Muller, benedetto da Quentin Tarantino al Festival di Busan in Cina. Bong Joon-ho riuscì a evitare che Harvey Weinstein, che doveva distribuirlo in America, tagliasse venti minuti di film e aggiungesse una voce off che spiegasse la storia.

 

bianca come il latte, rossa come il sangue 1

Ci fu un insostenibile braccio di ferro tra regista e distributore. Così “Snowpiercer”, giocattolone da 38 milioni di dollari, il film più caro prodotto in Corea, pensato per il mercato asiatico come per quello occidentale, girato negli studi Barrandov di Praga e in esterni in Austria, stesse otto mesi a aspettare chi la spuntasse. Peccato mortale, perché il film, tratto dalla graphic novel francese "Le Transperceneige" di Jean Marc Rochette e Benjamin Legrand, è un capolavoro tra gli apocalittici violenti e lanciò la stella di Bong Joon-ho.

 

ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande 1

In seconda serata vedo che ripassa “Febbre da cavallo” di Steno, Rai Movie alle 23, altro film che conosciamo a memoria e rivediamo sempre. La notte si riempie di film un bel po’ visti, ma tutti buoni. “Full Metal Jacket” di Stanley Kubrick, Italia 1 alle 23, 40, “The Queen” di Stephen Frears con Helen Mirren e James Cromwell, La7 alle 23, 45, è decisamente migliore della saga “The Crown”, “Manchester by the Sea” di Kenneth Lonergan con Casey Affleck, Rete 4 a mezzanotte, è un bel drammone indie con un’ambientazione molto sofisticata e una bellissima sceneggiatura. 

 

bianca come il latte, rossa come il sangue

Rai Due lancia troppo tardi un film di grande successo tra i ragazzi, “Bianca come il latte, rossa come il sangue” diretto da Giacomo Campiotti e tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia. Rivedrei davvero volentieri, malgrado l’ora, Iris all’1, 25, malgrado lo schermo di casa non possa far risplendere il 70mm del tempo l’avventuro spionistico di John Sturges “Base Artica Zebra” con Rock Hudson con il pellicciotto addosso perché fa freddo (è il suo film preferito), Patrick McGoohan, Ernest Borgnine e Jim Brown.

 

ricchi, ricchissimi praticamente in mutande

La storia, tratta da un romanzo di Alistar MacLean, riscritta da Harry Julian Fink, Douglas Heyes e perfino dal W.R.Burnett dello “Scarface” del 1933,  non l’ho mai capita, ma il film è uno spettacolo per gli occhi. Iniziato a girare in Ultra Panavision 70 e poi in Super Panavision 70 da Daniel L. Fapp, che venne candidato all’Oscar.

 

la commare secca

Nel cast dovevano esserci Gregory Peck e David Niven, poi Charlton Hestone Laurence Harvey.

 

Ricordo che entrai a vederlo al cinema Augustus di Genova (non esiste più come tutte le sale del centro a Genova) e ne rimasi incantato. Omaggiato da Quentin in “C’era una volta a Hollywood”. Era il minimo.

 

 

base artica zebra

 

Nella notte passa l’opera prima di Bernardo Bertolucci, girata a vent’anni, “La commare secca”, tratto da un racconto di Pasolini sceneggiato da Bernardo assieme a Sergio Citti, prodotto da Tonino Cervi, Cine 34 alle 3.

 

emma stone ryan gosling gangster squad

Non è bello come il successivo “Prima della rivoluzione”, che è forse la vera opera prima di Bertolucci, ma è lo stesso uno spettacolo. All’epoca non piacque particolarmente, era appena uscito “Accattone” e sembrò come un’appendice.

 

Ma Attilio Bertolucci notò che era un film sui cieli di Roma. E vedere omosessuali al cinema dava un certo fastidio.

la commare secca

 

Non scordiamo che lo stesso Fellini, da produttore, aveva interrotto la prima lavorazione di “Accattone”, trovando il film terribile. “Roba che neanche il peggior cineoperatore di attualità avrebbe avuto il coraggio di presentarmi”, disse Fellini a Moraldo Rossi, “tutti primi piani sgangherati… e lui che mi parla di Dreyer…”.

ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande

 

E Moraldo: “Ma come si fa a non dare fiducia a Pier Paolo Pasolini?”. Pasolini ne uscì straziato, ricordava Moraldo, dal no di Fellini. Ci aveva creduto fino in fondo. Ma poi lo fece il suo film e fece anche esordire il suo giovanissimo aiuto Bernardo. A vent’anni.

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