2021divanogiusti1903

IL DIVANO DEI GIUSTI – GIUSTAMENTE PER LA FESTA DEL PAPÀ CINE 34 OFFRE AL PUBBLICO MASCHILE I NUDI DI CARMEN VILLANI CON LA DOPPIETTA “L’AMICA DI MIA MADRE” E IL GIÀ VISTO “LETTOMANIA” – CIELO PRESENTA IL BEN PIÙ CONTURBANTE, PERVERSO E RARISSIMO “PICCOLE LABBRA”, DOVE PIERRE CLEMENTI È UN UFFICIALE IMPOTENTE CHE SI INNAMORA DI UNA BIMBA DI TREDICI ANNI, KATYA BERGER – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

l'amica di mia madre

Festa del papà. Non so se essere più scioccato dagli auguri, sul Corriere della Sera, del figlio Pier Silvio al papà Silvio (“…l’imprenditore, il Milan, la politica…”), fulgido esempio di padre magari un po’ meno di marito, o dalla paginata dedicata da Prostamol su Repubblica a tutti gli allegri papà, magari con qualche problema urinario.

 

carmen villani lettomania 3

Giustamente Cine 34 offre al pubblico maschile i nudi di Carmen Villani con la doppietta serale “L’amica di mia madre” di Mauro Ivaldi, e il già visto “Lettomania” di Vincenzo Rigo con Harry Reems.

 

Il primo film, “L’amica di mia madre”, segna il vero esordio di Carmen Villani nella commedia sexy a fianco della più celebre Barbara Bouchet, diretta da suo marito Mauro Ivaldi subito dopo “Anima mia” in questa strampalata coproduzione italo-colombiana.

katya berger piccole labbra

 

Accanto a lei c’è già il suo Alessandro Momo, cioè Roberto Cenci, con tanto di caschetto biondo, che sarà poi un elemento costante dei film della Villani, e che nella realtà si chiama Roberto Pace e diventerà un manager di Mediaset. 

 

Il film, interruzioni di censura a parte, incassò alla fine oltre un miliardo di lire. Ritenuto tremendo e volgarissimo e pieno di battute assurde un po’ da tutti, lanciò però la Villani, come spiega per tutti il titolo de “Il Messaggero”: “Un minuto di nudità in un film che si chiama L’amica di mia madre è bastato a rivelare Carmen Villani come bomba del sesso”.

carmen villani lettomania

 

Francesco Savio, allora critico cattivissimo lo bolla senza pietà su “Il Mondo”: “La trivialità è, per sua natura, innocente. Ma nessun racconto è soltanto scurrile. Questo, per esempio, è anche inquinato da un sottile veleno razzistico e non nasconde il proprio qualunquismo. Barbara Bouchet e Carmen Villani gareggiano nel farci rimpiangere Laura Antonelli, ma il loro è un Peccato Veniale, commesso senza Malizia”.

 

nadia rinaldi moana pozzi amami

Ma non finisce certo qui il 19 marzo. Cielo tv alle 21, 20 presenta il ben più conturbante, perverso e rarissimo “Piccole labbra”, unico film diretto dal celebre fotografo di nudo Mimmo Cattarinich, dove nel dopoguerra Pierre Clementi è un ufficiale impotente che si innamora di una bimba di tredici anni, Katya Berger, bellissima figlia dell’attore William Berger e della cantante d’opera croata Hanja Kochansky, qui al suo esordio nel cinema, e Michele Soavi, futuro regista di horror, è un saltimbanco pronto a salvarla.

laura antonelli mogliamante

 

Qualsiasi tono mitteleuropeo alla Joseph Roth è rovinato dalla presenza di caratteristi come Raf Baldassarre o Ugo Bologna, che ha pure una scena quasi-hard di sesso spinto!

 

In fondo è una specie di “Pretty Baby”, ma ebbe scarsa distribuzione al tempo. Katya Berger farà cinema fino a 17 anni, ricordiamo anche “Lo specchio del desiderio” di Jean-Jacques Beineix e l’horror di Dan Wolman “Nana-La chiave dei desideri” dove si scontra con Satana, interpretato dalla sorella Debra Berger. Lascerà il cinema e l’Italia, ora vive a New York, salva ricomparire in piccolissime produzioni.

 

baci rubati 1

 

Cine 34 presenta poi alle 00, 45 “Amami” diretto da Bruno Colella, prodotto da Galliano Juso con Moana Pozzi figlia addirittura di Novello Novelli. Ultravisto, lo so. Ma ci sono Massimo Ceccherini e Alessandro Paci.

 

Meno visto “Mogliamante” di Marco Vicario, scritto da Rodolfo Sonego, con Laura Antonelli quando era l’Antonelli, Marcello Mastroianni come marito misteriosamente scomparso, Gastone Moschin e in un piccolo ruolo Hélène Chanel. Incasso enorme, quasi due miliardi di lire. Ricorda Rodolfo Sonego, nel libro di Tatti Sanguineti, “Il cervello di Alberto Sordi”: “E’ un copione che io avevo scritto su ordinazione per la Vides”.

chi dice donna, dice donna 4

 

Franco Cristaldi cercava un buon soggetto per la moglie di allora, Claudia Cardinale. E Sonego tira fuori un “raccontino, poco più d’un ricordo d’infanzia”. E nasce il soggetto del film, che in un primo tempo si intitolava Alzati e cammina. Cristaldi lo propone a Marco Bellocchio.

 

baci rubati 2

“Poi lo lesse Malle a cui piacque tantissimo. Mi disse che lo sentiva suo, che era come se l’avesse scritto lui, ma che lo voleva girare in Francia e che la Cardinale non c’entrava niente”. Poi fu la volta di Milos Forman. Intanto la Cardinale si lascia con Cristaldi. Il film parte per la regia di Gillo Ponetcorvo, che aveva già fatto i sopralluoghi in Veneto.

 

mogliamante 2

 

A questo punto si chiude con Marco Vicario e Marcello Mastroianni e Laura Antonelli protagonisti. “Marco Vicario non era soltanto un regista non di sinistra, come il novantacinque per cento per cento della categoria dei registi in Italia, era considerato un reazionario volgare e retrivo, attaccato al denaro, alle chiappe, alle tette. (..) Quando Mogliamante uscì, la consegna prevalente fu il silenzio totale o il parlarne comunque molto poco. E se proprio se ne doveva parlare, meglio evitare lodi allo squallido Vicario.

chi dice donna, dice donna

 

Ragion per cui critici che non mi avevano mai nominato in vita loro e che nulla sapevano di me, scrissero qualche mia timida lode”. Il film piacque moltissimo agli americani, tanto che la Lorimar comprò il soggetto per farne un remake.

 

la stanza del vescovo

Per fortuna che nella notte, Rai Tre all’1,20, mette le cose a posto un film che piacque a tutti, “Baci rubati” di François Truffaut con Jean-Pierre Lèaud come Antoine Doinel che si muove nella Parigi del 1968, tra un titolo che rimanda a un celebre successo di Charles Trenet ("Que reste-t-il de nos amours ?), la Cinémathèque Françoise di Henri Langlois che trova chiusa nella prima scena, la fidanzatina Claude Jade e l’innamoramento per la fascinosa signora Tabard di Delphine Seyrig, sposata con Michel Lonsdale. Allora ne rimanemmo incantati.

 

monica vitti ragione di stato

Non mi ricordo davvero nulla di “Ragione di stato” girato nel 1978 da André Cayatte con Monica Vitti e François Perier che cercano di far capire al mondo i traffici di armi del governo francese con due stati dittatoriali africani. I cattivi sono Jean Yanne e Michel Bouquet, Rete 4 all’1,55. 

 

Mi piacerebbe rivedere anche “Chi dice donna, dice donna” di Tonino Cervi, Cine 34 alle 2, 25, film a episodi con una serie di bellissime attrici. Ci sono Stéphane Audran e Françoise Fabian, stanche dei tradimenti dei rispettivi mariti, che decidono di aprire una casa di tolleranza dove loro saranno le uniche ragazze.

 

Giovanna Ralli, colpita da una amnesia, che pensa di essere moglie di un ricco signore e madre di tre bambini quando in realtà è un’operaia moglie di un disoccupato. Poi Adriana Asti che si affida a un manuale di erotismo per risolvere i suoi problemi sessuali. Papà e maman. Poi la coppia Lea Massari Gigi Proietti, è l’episodio più famoso, che fanno i travestiti in un locale e si ritrovano a dover cambiar vita perché la donna è incinta. Ma non ci sposano. Infine Gigi Proietti, italiano emigrato in Svezia, che si sposa con una bella donna prete, Janet Agren.

 

 

monica vitti ragione di stato

Attenti che Rai Tre propone alle 2, 50 l’ultimo film di un maestro come Andrzej Zulawski, “Cosmos”, con Victoria Guerra, Sabine Azema, un specie di mistery d’autore tratto da un romanzo di Witold Gombrowicz.

l'amica di mia madre

 

Nella notte ancora più fonda, Rai Movie alle 3, 10, uffa, arriva uno dei capolavori di Dino Risi tratto d aun romanzo di Piero Chiara, “La stanza del vescovo”, con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Patrick Dewaere, Lia Tanzi. Un tempo il film apparteneva a Mediaset, ma non la davano mai in prima serata, malgrado il cast strepitoso, perché il personaggio del marito evirato di Ornella Muti che interpreta Max Turilli si chiama Berlusconi. Non per caso, inoltre, proprio un buffo scherzo che aveva fatto Dino Risi all’imprenditore.

 

cosmos

Ora, su Rai Movie, magari non passa prima per le battute volgarissime del protagonista Tognazzi come Temistocle Maria Orimbelli e perché spintissimo sui nudi femminili delle due ragazze francesi, Katia Tchenko e Karine Verlier, che porta assieme a Dewaere sulla barca chiamata “Viva la tinca”.

 

la stanza del vescovo

E’ anche il film che Dino Risi “soffiò” al collega Luigi Comencini. Al punto che ci fu alla Fono Roma un vero scontro a pugni tra i due non più giovani signori, come ben ricordano ancora in molti. E la verità è che Dino non si comportò benissimo. Ma non so a pugni chi abbia vinto. Il problema era che il film, messo in piedi già in un periodo di crisi, era l’ultima commedia con grosso budget che si girava nella stagione e il piatto era particolarmente ghiotto.

 

la stanza del vescovo 1

Risi e Tognazzi danno vita al folle personaggio di Orimbelli davvero assatanato e forse oggi poco presentabile con le sue battute. “In certi particolari momenti la tinca mi fa piangere, mi commuove. Anche le tette, eh. Il culo invece mi fa ridere”. Il film ha grandi fan e è uno spettacolo, ma certo, dopo anni di lotte femminili è difficilmente proponibile in prima serata…

mogliamante 4l'amica di mia madre. piccole labbra 2l'amica di mia madre 4ornella muti la stanza del vescovo carmen villani lettomania laura antonelli mogliamante piccole labbra la stanza del vescovo cosmos 2cosmos piccole labbracarmen villani l'amica di mia madre chi dice donna, dice donnabaci rubatimogliamante mogliamante 2mogliamante 3ornella muti la stanza del vescovoragione di stato

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO