2021divanogiusti1108

IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – STASERA POSSIAMO CONSOLARCI CON “BATMAN – IL RITORNO” DI TIM BURTON. LO ADORO. CERTO, SU IRIS C’È “THE BLUES BROTHERS” DI JOHN LANDIS. DAN AYKROYD RICORDA CHE LA COCAINA ERA INCLUSA NELLE SPESE DI PRODUZIONE PER TUTTA LA TROUPE. LO AVREMO VISTO CENTO VOLTE, MA IL PIACERE DI RIVEDERLO RIMANE SEMPRE LO STESSO - IN SECONDA SERATA SVETTA “MIAMI BEACH” DEI VANZINA BROS. PIENO DI BATTUTE. “STA MIAMI SEMBRA FREGGENE!”. “MI SI È ROTTO IL TACCO! IO MI SO ROTTO IL CAZZO!”. UN PO’ DI RUTTI, LA FIATELLA, QUALCHE SCURREGGETTA (LA SPARA LA BIONDA BONA). È ESATTAMENTE COME LO PENSATE… - VIDEO

 

 

 

 

batman returns

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Stasera in chiaro in prima serata possiamo consolarci su canale 20 alle 21, 05 con “Batman – Il ritorno” di Tim Burton con Michael Keaton come Batman, Michelle Pfeiffer come Cat Woman, Danny De Vito come il Pinguino, ma ci sono anche Christopher Walken come il cattivissimo Max Shrenk, Michael Gough come Alfred, Pee Wee Herman come padre del Pinguino.

 

batman returns

Lo adoro. Uscì subito dopo “Edward Mani di forbice” e ci incantò subito, anche più del primo “Batman”, dimostrando quanto era cresciuto come regista e come autore. La prima scelta di Tim Burton per Cat Woman era Annette Bening, ma rimase incinta e arrivò Michelle Pfeiffer. Come padre del Pinguino, Burton aveva scelto Burgess Meredith, che era stato il Pinguino in tv, ma morì prima dell’inizio delle riprese.

ray charles the blues brothers

 

Certo, su Iris alle 21 c’è “The Blues Brothers” di John Landis con il duo meraviglioso John Belushi e Dan Aykroyd, Aretha Franklyn, John Lee Hooker che canta per le strade di Chicago, James Brown, Cab Calloway che canta “Minnie the Moocher”, Carrie Fisher, John Candy e perfino Kathleen Freeman, attrice fissa dei film di Jerry Lewis come suora.

 

michelle pfeiffer batman returns

Dan Aykroyd, che scrisse soggetto e sceneggiatura del film, ricorda che la cocaina era inclusa nelle spese di produzione per tutta la troupe. Lo avremo visto cento volte, ma il piacere di rivederlo rimane sempre lo stesso.

 

danny de vito batman returns

Cine 34 propone una doppietta di commedie sexy a episodi con la regia di Sergio Martino. Prima, alle 21, “Zucchero, miele e peperoncino” con Lino Banfi, Edwige Fenech, Renato Pozzetto, Patrizia Garganese (ve la ricodate?), e un Pippo Franco meraviglioso che si finge donna per lavorare in casa della prosperosa Dagmar Lassander, sposata col gelosissimo e brutale Glauco Onorato.

 

aretha franklin the blues brothers

 

Poi, alle 23, 15, arriva “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”. Visti e stravisti, ahimé. La5 propone invece un duo di film tratti dai libri di Federico Moccia. Alle 21, 10 il superclassico “3MSC-Tre metri sopra il cielo” diretto da Luca Lucini con Riccardo Scamarcio, che con questo film divenne un idolo delle ragazzine, Katy Saunders (chissà che fine ha fatto?), Galatea Ranzi.

 

lino banfi edwige fenech zucchero, miele e peperoncino

Poi alle 23 “Amore 14” diretto dallo stesso Moccia, con Riccardo Garrone e Pamela Villoresi che fanno gli adulti. Vi ricordo che il film di Lucini funzionò benissimo sotto ogni punto di vista e scommetto che molte ragazzine di allora lo hanno molto amato.

 

neva leoni miami beach

Non so cosa sia “Atomic Shark” di Lisa Palanca con Alex Chayka, Bill Connor, Cielo alle 21, 15, ma penso sia qualcosa di terribile ma divertente. Rai Tre alle 21, 20 presenta un altro film con Christian Clavier, “Un figlio all’improvviso” diretto da Vincent Lobelle e Sebastien Thiery con Catherine Frot e Sebastien Thiery. A fine estate avremo forse visto tutti i film di Christian Clavier…

moira orfei ursus

 

C’è chi si divertirà ancora con “Un weekend da bamboccioni” di Dennis Dugan con Adam Sandler, Steve Buscemi, Selma Hayek, Maria Bello, canale Nove alle 21, 25. Rai Due lancia invece alle 21, 20 un altro film tedesco mai sentito, “La nostra seconda vita” di Peter Henning e Claudia Prietzel con Heike Hakasch, che sarà sicuramente superiore ai terribili gialli canadesi dei mesi scorsi.

 

 

giampaolo morelli neva leoni miami beach

In seconda serata, in un mare di repliche, svetta “Miami Beach” dei Vanzina bros con Ricky Martin, Max Tortora, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, Emanuelle Propizio, Rai Movie alle 22, 40. Faceva ridere, ricordo, pieno di battute. “Sta Miami sembra Freggene!”. “E lavati i piedi! Non fa il solito tuo!” dice Max Tortora al figlio che va a studiare a Miami.

un figlio all’improvviso

 

Per non parlare dello scambio di battute sofisticate, “Mi si è rotto il tacco!” fa la Minaccioni simil Franca Valeri in milanese – “Io mi so rotto il cazzo!” le risponde Max Tortora. Un po’ di rutti, la fiatella, qualche scurreggetta (la spara la bionda bona).

metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica

 

Una nuova maggiorata, Neva Leoni, con un seno davvero enorme come la Allasio o la Donatella Damiani dei bei tempi. Ricky Memphis ormai completamente fermo di fronte allo schermo. Le battute sugli scarpari del centro, “So scarparo e ci ho il 48 de piede, quindi se te pijo te faccio male”, sugli sconti per le polacchette, “Il 30 per cento? Fagli il 25 per cento”.

 

matt murphy blues brothers

Il film è esattamente come lo pensate. Con tanto di battute sul Birdwatching, “un posto dove si guardano gli uccelli, ma non nel senso che pensa lei”, fa la Minaccioni a Max Tortora, che finalmente trionfano., Max Tortora fa lo scarparo romano separato dalla moglie, “lo sa dove sta sta pulciara? A Sabaudia!”, Paola Minaccioni la milanese raggelata che alla fine cederà allo scarparo. La storia è un puro pretesto per portare tutti i romani a Miami e fare una vanzinata americana (“Miami mica è Spoleto!”). Non per tutti i gusti, certo.

 

riccardo scamarcio kat saunders tre metri sopra il cielo

 

Se non vi va, potete aspettare mezzanotte e mezzo che su Rete 4 parte il documentario su Elvis “This Is Elvis” di Andrew Solt e Malcolm Leo. “Syriana” di Syephen Gaghan con George Clooney, Matt Damon, Christopher Plummer, Jeffrey Wright, Iris all’1, 45, lo ricordo un bel po’ faticoso. Alle due di notte non migliorerà.

 

tre metri sopra il cielo

E’ invece molto, molto interessante, almeno nel ricordo di quando uscì, la commedia politica di Lina Wertmuller “Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica”, Cine 34 all’1, 45, con Tullio Solenghi che fa il metalmeccanico bertinottiano e Veronica Pivetti la parrucchiera leghista. Ma ricordo molto divertente anche Gene Gnocchi, operaio rimasto col PDI. Credo sia l’unica commedia politica che punta sul rapporto tra leghisti e ex-comunisti. Sceneggiatura di De Bernardi e Benvenuti. Faceva ridere.

 

 

miami beach

Andrebbe assolutamente recuperato il noir di Roberta Torre, scritto con Heidrun Schleff, “Mare nero”, presentato a Locarno nel 2006 e pochissimo visto. Protagonisti sono Luigi Lo Cascio, ispettore che indaga su un delitto di una ragazza e si trova al centro del mondo degl scambisti, Anna Mouglalis, Massimo Popolizio, Maurizio Donadoni.

 

un weekend da bamboccioni

“La sceriffa” di Roberto Bianchi Montero con Tina Pica protagonista, Rete 4 alle 3, 05, è uno dei miei guilty pleasures più nascosti. Non è bellissimo, confesso, ma l’ho visto da ragazzino e, oltre a essere uno dei primissimi western italiani, aveva un personaggio che mi colpì molto, il cattivo Colorado Joe tutto vestito di nero, tanto che battezzai uno dei miei cowboy Colorado Joe.

l’uomo dalla pistola d’oro

 

Tina Pica allora era una star assoluta. Solo quell’anno, lasciando Eduardo che l’aveva offesa, fece ben quattro film. “Aveva una voce incredibile, inimitabile, sembrava che avesse ingiaito un altoparlante.

 

Lo straordinario, il bello di Tina Pica era che nel suo volto c’erano mille storie, era inutile scrivere per lei dei personaggi.” (Domenico Paolella).

 

il colosso di rodi 2

Ancora più raro il western italo-spagnolo “L’uomo dalla pistola d’oro” di Alfonso Balcazar con Carl Mohner, Gloria Milland, Fernando Sancho, Luis Induni, Iris alle 3,55. Curioso spaghetti dei fratelli Balcázar, il terzo che producono, con l’italiano Italo Zingarelli, che vede Carl Möhner nei panni di Doc detto “Manos de Plata”, medico fallito, che assiste all’uccisione di un celebre pistolero, Larry Kitchner, l’uomo dalla pistola d’oro, e si presenta nella città di Baldosas spacciandosi proprio per lui.

 

the blues brothers :5

 

Solo il bounty killer Slade, cioè Luis Dávila , sospetta qualcosa, ma gli altri cittadini lo salutano come colui che li salverà dalla prepotenza delle bande criminali e di un sindaco fetente. Per Jean-François Giré è il western spagnolo che dimostra l’arrivo del nuovo corso italiano essendo molto più sadico e violento dei precedenti.

atomic shark

 

Chiudo con grandi peplum dei primi anni’60, “Ursus” di Carlo Campogalliani con Ed Fury, Moira Orfei, Cristina Gaioni e Mario Scaccia, Rete 4 alle 4, 40, e “Il colosso di Rodi” di Sergio Leone con Rory Calhoun, Mimmo Palmara, un film che non funzionò affatto e pesò molto sulla carriera di Leone, che non era tagliato per il peplum, non era il suo genere. Il protagonista Rory Calhoun ebbe solo un giorno di preparazione prima di girare.

 

rory calhoun il colosso di rodi

Il suo ruolo era in realtà stato pensato per John Derek, poi si era pensato di farlo interpretare al più giovane Sergio Ciani, futuro Alan Steel, che ricorda che gli venne preferito Calouhn perché “dava più garanzia per il mercato internazionale”. Fu anzi per questo esordio mancato che la Filmar gli dette il nome di Alan Steel che conservò per tutta la carriera.

 

Alfio Caltabiano, allora anche molto amico di Leone (che aveva conosciuto sul set di Ben Hur), ha un ruolo piuttosto importante pur essendo accreditato solo come maestro d’armi. Fu anzi Leone che lo spinse a fare il maestro d’armi (“Preparai il gruppo degli acrobati per tre mesi”). Nello Pazzafini fu chiamato a fare il suonatore di gong mentre era impegnato sul set di un altro film. Ha un piccolo ruolo Aldo Sambrell, che diventerà amico di Sergio Leone proprio su questo set, tanto che lo vorrà pochi anni dopo nel cast di Per un pugno di dollari.

tre metri sopra il cielo

 

Gianfranco Parolini, allora organizzatore alla Cineproduzioni, ricorda che andò a dare un’occhiata al set per conto di Maggi. “Io stavo lavorando al Conquistatore di Maracaibo. (..) Noi avevamo finito il film e Leone stava ancora girando Il colosso di Rodi a Madrid. I suoi produttori erano l’Opus Dei. Il capo dell’Opus Dei di quel tempo mi chiamò e  mi chiese se noi avevamo finito. Gli risposi di sì. “Questo Colosso di Rodi non arriva mai alla fine! Bisogna parlare con Sergio Leone!”.

 

il colosso di rodi

Così andai a trovarlo negli studi di Madrid e c’era una fila di 15000 comparse. Era quasi ora di pausa e i cestini erano arrivati. Lo trovai che stava girando una scena di duello con Mimmo Palmara e quell’attore francese…. Georges Marchal. (..) Andai da Sergio e gli dissi: “Che cazzo stai facendo?” Esattamente queste parole. “Che cazzo stai facendo?”.

 

E lui: “Gianfranco, che te ne importa?”. “Noi abbiamo finito il nostro film in cinque settimane, e il vostro? I preti mi hanno chiamato e si sono lamentati. Perché avevi bisogno di 15000 comparse? Non potevi girare questi primi piani a Rocca Callarella. Potevi girarli per la strada, sulla sabbia e poi montarli”. Mi rispose con queste precise parole: “Fatti i fatti tuoi, io voglio rovinare quei preti pidocchiosi!”.

la sceriffa amore 14 la sceriffa il colosso di rodi the blues brothers il colosso di rodi ursus miami beach. la sceriffa 2amore 14 this is elvis il colosso di rodi 5miami beach 2 the blues brothers the blues brothers :4the blues brothers :6mare nero zucchero, miele e peperoncino

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...