2021divanogiusti2501

IL DIVANO DEI GIUSTI/2 –LA PERLA DELLA SERATA, ANZI DELLA NOTTATA NON PUÒ CHE ESSERE “LA GRANDE ABBUFFATA” DI MARCO FERRERI CON PHILIPPE NOIRET, MICHEL PICCOLI, MARCELLO MASTROIANNI, UGO TOGNAZZI E ANDRÉA FERREOL SU CINE 34 ALL’1, 50. DA REGISTRARE SUBITO – PER IL PUBBLICO DA PRIMA SERATA È IMPERDIBILE INVECE LA PRIMA PUNTATA DE “IL COMMISSARIO RICCIARDI” PRODOTTO DALLA CLENART DI GABRIELLA BUONTEMPO E MASSIMO MARTINO E INTERPRETATO DA LINO GUANCIALE, IN OTTIMA FORMA DEVO DIRE – VIDEO

 

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

lino guanciale – il commissario ricciardi 1

Per il pubblico da prima serata tv è imperdibile invece la prima puntata de “Il commissario Ricciardi” diretto da Alessandro D’Alatri, tratto dai romanzi di Maurizio De Giovanni,  prodotto dalla Clenart di Gabriella Buontempo e Massimo Martino e interpretato da Lino Guanciale, in ottima forma devo dire, su Rai Uno alle 21 e qualcosa, intitolata “Il senso del dolore”.

 

il commissario ricciardi

Si inizia alla grandissima con il Teatro San Carlo e l’omicidio in camerino del tenore che deve cantare “I pagliacci”. Zac! Gola tagliata. Ricciardi e il suo assistente, un brigadiere sovrappeso con tanti figli, indagano. Ottima l’ambientazione anni ’30 con Ricciardi che deve stare attento a non pestare i piedi ai gerarchi fascisti.

la vita e' bella

 

Ottima Nunzia Schiano come cuoca e tata di Lino Guanciale con un civettuolo ricciolo sulla fronte. D’Alatri fa un gran lavoro visivo sulla serie, che è molto elegante, e illumina benissimo Napoli. Serie ultrasofisticata, di gran classe.

 

silverado

Se la vedrà stasera in chiaro con “La vita è bella” di Roberto Benigni finita su Cine 34 sia alle 21 che alle 22, 35. Non capisco perché Mediaset, che ha i diritti del film un tempo Cecchi Gori, lo abbia sparato su Cine 34 visto che avrebbe potuto metterlo meglio in chiaro. Mi sembra che non passi da qualche tempo, inoltre.

 

Su Rai Movie alle 21, 10 trovate il molto visto, ma sembra grande “Silverado” di Lawrence Kasdan con Kevin Costner, Kevin Cline e un cast stellare. Uno degli ultimi grandi western americani, che vidi nella Venezia di una vita fa, esattamente come “I cancelli del cielo” di Michael Cimino, da poco passato su Rai Movie e che da stasera potete vedere o rivedere su Rai Play. Lo dico a Dago che è rimasto incantato da “Il cacciatore” di Cimino. Non te lo perdere.

 

massimo boldi ma tu di che segno 6

In prima serata vedo che c’è anche su Nove alle 21, 25 il comicarolo già natalizio “Ma tu di che segno 6?” diretto da Neri Parenti e scritto e prodotto dai Vanzina brothers dopo più di vent’anni di cinepanettoni targati De Laurentiis. Si va da “Le faccio un bel clisterino!”. “Avvocato, ma questo è un cucciolo!” – “Sti cazzi!”. Sei episodi con comici più o meno freschi, da Gigi Proietti a Ricky Memphis, da Vincenzo Salemme a Pio e Amedeo a Aneglo Pintus, distribuito dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti con il marchio K Film.

ma tu di che segno 6

 

All’uscita del film scrivevo che gli episodi di Massimo Boldi e di Gigi Proietti sono sublimi. Boldi qui è tal Carlo Rabagliati (“quando canta Rabagliati” è ovviamente citata), tipografo ufficiale del Vaticano e igienista maniaco che affronta il viaggio Milano – Roma in treno per parlare con un cardinale.

e io non pago – l’italia dei furbetti

 

Si fa un taglietto al dito e si fa trasportare all’ospedale, dove verrà scambiato per un paziente che si deve operare di emorroidi. Pesantino, eh? Si sa che la commedia italiana non è mai stata fine. Ma alle prese con un rozzo e corrompibile portantino (grandioso, chi è?), con il dottor Mosca, Luis Molteni, che deve operarlo e con un romanissimo infermiere, Nic Di Gioia nel ruolo comico di una vita, il rozzissimo sketch arriva a livelli comici sublimi.

 

gigi proietti ma tu di che segno 6

Gigi Proietti è invece un terribile avvocato romano, tal Giuliano De Marchis, pronto a difendere ogni genere di imbroglione e di ladrone da mafia romana. I Vanzina sono sempre sul pezzo, si sa.

 

“Ci sono due tipi di avvocati, quelli che conoscono le leggi e quelli che conoscono i giudici” è il motto di De Marchis, seguito da un ancora più elegante “Per me un cliente è innocente finché ha i soldi per pagarmi”. Parenti, Vanzina e Proietti riescono in pochi minuti a costruirci un ritratto perfetto dell’avvocato romano dei tempi der Cecato, generone romano e cafonal inarrivabile.

 

 

e io non pago – l’italia dei furbetti 1

In seconda serata vedo che si seguita con le commedie italiani recenti. La più trash non può che essere “E io non pago – L’Italia dei furbetti” diretta da Alessandro Capone e prodotto dal grande Andrea Iervolino, king degli Z-movies prima che passasse a Hollywood legandosi alla vedova Bacardi, quella del rhum, per produrre i film di James Franco e Al Pacino (insomma…), Nove alle 23, 30. Comunque, c’era solo da imparare da Iervolino che produsse una ventina di film in tempi incredibili alla Ed Wood, dove ritrovavamo quasi sempre gli stessi attori, da Valeria Marini a Enzo Salvi, da Jerry Calà a Maurizio Mattioli, e dove il modello produttivo sembra essere sempre lo stesso.

valeria marini e io non pago – l’italia dei furbetti

 

Set tutto in un albergo sul mare in bassa stagione, sponsor locali, attrici di solito reclutate tra le donne degli stessi investitori o degli sponsor o tra le ex raccomandate di Mediaset, sceneggiature non troppo lavorate, registi o alla prima esperienza o macinatori di professione.

 

In questo film, inoltre, c’era una fotografia possibile e un ruolo che offriva a Jerry Calà qualche battuta addirittura drammatica sulla propria professione di intrattenitore estivo: “Faccio il buffone per vivere!”. Mattioli e Casagrande, nel film, fanno due finanzieri in incognito che arrivano nell’albergo di Calà per stanare gli evasori fiscali. Enzo Salvi fa il ragioniere di furbetti e onorevoli corrotti, che aiuta i birbaccioni a portare i soldi all’estero .

 

la grande abbuffata 14

Tra i momenti più trash Benito Urgu, comico e cantante sardo, che ha nascosto 300.000 euro nel pecorino. O Valeria Marini che recita in sardo assieme a un gruppo di veri sardi mentre prepara delle magiche pozioni di successo politico per un politico corrotto, Francesco Procopio.

LA GRANDE ABBUFFATA - LOCANDINA

 

Ma la perla della serata, anzi della nottata non può che essere “La grande abbuffata” di Marco Ferreri con Philippe Noiret, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi e Andréa Ferreol su Cine 34 all’1, 50. Da registrare subito. Non so né che copia sia né se sia piena di tagli o meno. Quella integrale durava 130’ Speriamo bene. Ma è un film che non passa mai e che dalla sua uscita venne massacrato da ogni genere di critica. Eccessivo, sotto ogni punto di vista. Con i meravigliosi manifesti disegnati da Reiser.

 

 

la grande abbuffata 15

Quando passò a Cannes, la presidentessa della giuria, Ingrid Bergman, lo bollò assieme a “La maman et la putain” di Jean Eustache come i più volgari film del festival. I giornali francesi urlarono all’oscenità. Girato in una villa Parigi dove ora è l’ambasciata del Vietnam. I piatti venivano da un celebre cuoco parigino, Fauchon. Per l’occasione Andréa Ferreol ingrassò 25 chili.

la grande abbuffata 7la grande abbuffatala grande abbuffata 8la grande abbuffata 9silverado la grande abbuffata 12la grande abbuffata 2la grande abbuffata 1la grande abbuffata 13la grande abbuffata 5la grande abbuffata 11la grande abbuffata 10la grande abbuffata 3la grande abbuffata 6la grande abbuffata 4

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”