nanni moretti

IL DIVANO DEI GIUSTI - SI NARRA CHE SIA STATO VISTO NANNI MORETTI DISPERATO MANGIAR DA SOLO IN UN RISTORANTE DI MONTEVERDE IN UN ANGOLO BUIO. CHE TRISTEZZA. NESSUNO DEI CRITICI ITALIANI CHE LO AVEVANO INUTILMENTE ESALTATO (QUATTRO STELLE SU REPUBBLICA) HA OSATO SCRIVERE NULLA RIGUARDO A UNA CANNES CHE GLI HA VOLTATO LE SPALLE… MA LA DOMANDA, MI DISPIACE, È SEMPRE LA STESSA. STASERA CHE VEDIAMO? IN PRIMA SERATA IN CHIARO AVETE… – VIDEO

 

 

 

 

 

Titane

Marco Giusti per Dagospia

 

Lo so che non ve ne può importare di meno, ma vedo che si seguita a parlare male della giuria di Cannes, di Spike Lee rincoglionito, schiavo della giurata Myléne Farmer, che ha spinto per l’ingiusto premio a “Titane” di Julia Ducournau, che da parte sua si dichiara, leggo, fan di Ruggero Deodato e di Dario Argento. Bene così.

Titane 4

 

Non so se dia più noia il fatto che sia una donna o che abbia girato un horror. Tutto questo casino, poi, per un film che verrà distribuito dalla piccola I Wonder e finirà presto su Mubi, dove potete vedere in questi giorni molti film diretti da registe donne. Ben due film di Kelly Reichardt, anche “First Cow”, uno di Naomi Kawase, l’opera prima di Chloe Zhao.

 

NANNI MORETTI ALBA ROHRWACHER MARGHERITA BUY

Intanto si narra che sia stato visto Nanni Moretti disperato mangiar da solo in un ristorante di Monteverde in un angolo buio. Che tristezza.

 

Nessuno dei critici italiani che lo avevano inutilmente esaltato (quattro stelle su Repubblica), e che avevano lanciato il festival come il sicuro trionfo di Moretti, ha osato scrivere nulla riguardo a una Cannes che gli ha voltato le spalle e su un film ormai vecchio di tre anni inutilmente massacrato da critici giovani.

 

 

 

marcello mastroianni che? di roman polanski

Ma la domanda, mi dispiace, è sempre la stessa. Stasera che vediamo? Dago mi ha tirato in testa “Che?” di Roman Polanski che io avevo presentato come capolavoro. Ha detto che a Sidney Rome preferisce la Parigi Dakar. Rimango della mia idea. Mi sembra un film molto complesso, quasi una parabola liberatoria sulla fine di Sharon Tate, e sul desiderio maschile. Un film dove affronta temi importanti.

 

una storia senza nome

Insomma, stasera, in prima serata in chiaro avete su Rai Uno alle 21, 25 “Una storia senza nome” di Roberto Andò con Micaela Ramazzotti, Renato Carpinteri, Laura Morante e Alessandro Gassman, divertente, un viaggio nel giallo e nel cinema d’impegno dove, fortunatamente, le citazioni colte sono limitate e quelle cinematografiche sono accettabili perché in bocca a un Alessandro Gassman (“Sono il generale Della Rovere”, “I pugni fanno male”).

 

roberto ando micaela ramazzotti

 

Anche se non mancano pirandellate e situazioni da film nel film, funziona nel tentativo di rifare, forse non volendo, il giallo alla Corbucci. La storia vede Micaela Ramazzotti, segretaria di produzione che nasconde ai suoi datori di lavoro, produttori, di essere la ghost writer del loro sceneggiatore di punta, un Alessandro Gassman più interessato alle sottane che alla scrittura.

 

Fabrizio De Andre e PFM- il concerto inedito

Un misterioso personaggio, Renato Carpentieri, le suggerisce un soggetto ispirato alla realtà, che parte dall’omicidio di un critico d’arte inglese e dalla sparizione di un celebre quadro di Caravaggio, La Natività, realmente rubato dalla mafia a Palermo nel 1969.

Fabrizio De Andre e PFM- il concerto inedito

Proprio la sceneggiatura, che molte piace a uno dei suoi produttori, mette in allarme i mafiosi, che vogliono capire come Gassman sia in possesso di tutte queste notizie.

 

sidney rome marcello mastroianni che? di roman polanski

Rai Tre propone in prima serata il documentario “Fabrizio De André e PFM: il concerto ritrovato”, firmato da Walter Veltroni, anche se non si capisce realmente cosa abbia fatto, visto che si tratto di un vecchio concerto ritrovato.

 

Rai Due si lancia in un giallo australiano mai sentito da nessuno, “Miss Fisher e la cripta delle lacrime” diretto da Tony Tise con Essie Davis, Asgleigh Cummings.

 

ryan gosling blade runner 2049

Preferisco di sicuro “Lupin III” di Ryumei Kitamura, Rai 4 alle 21, 20, a “Tom Raider: la culla della vita” di Jan De Bont con Angelina Jolie, Gerard Butler e Ciaran Hinds, Nove alle 21, 25, anche se la Lara Croft di Angelina aveva il suo perché e forse andrebbe rivalutata.

 

blade runner 2049 3

Rispetto a “Blade Runner 2049”, il sequel del capolavoro di Ridley Scott girato da Denis Villeneuve con Ryan Gosling protagonista, Rai Movie alle21, 20, trovo che pubblico e critica siano stati troppo duri. Rimango un fan.

 

E’ un film sofisticato e elegante, fotografato magistralmente da Roger Deakins, ma soprattutto sceneggiato da Hampton Fencher, che aveva scritto anche il primo Blade Runner, e prodotto da Ridley Scott che lo ha supervisionato dando però al regista canadese pieno potere di potersi costruire il suo film inserendovi il suo mondo.

 

 

blade runner 2049 2

Perché, malgrado i grandi camei di Harrison Ford, Sean Young, Edward James Olmos, questo è pienamente un film di Denis Villeneuve e di Roger Deakins. E’ loro anche una certa freddezza di composizione, sia narrativa che visiva, con la Los Angeles sotto la neve, gli interni incredibile della Wallace Corporation, e la perfezione “cool” di Ryan Gosling, che ci offre un’interpretazione meravigliosa e perfetta, e di tutto il cast femminile, dalla Joi, il suo ologramma romantico personale, di Ana de Armas, alla Luv di Sylvia Hoecks, braccio armato di Wallace-Jared Leto e sua nemica, alla Joshi di Robin Wright, il suo capo.

diego abatantuono cose dell’altro mondo

 

Per i fan del cinema western classico, ricordo su Iris slle 21 “La conquista del West”, polpettone di 191 minuti diretto da Henry Hathaway, John Ford, George Sherman con James Stewart, Gregory Peck, George Peppard, John Wayne, Eli Wallach. Non tutto funziona, ma l’episodio della Guerra Civile diretto da John Ford è un capolavoro di scrittura cinematografica, come segnalò al tempo Jean-Marie Straub.

 

Cine 34 lancia in prima serata “Cose dell’altro mondo” di Francesco Patierno con Valentina Lodovini, Valerio Mastandrea, Diego Abatantuono, film che vedemmo a Venezia nel 2011. L’idea, presa di peso da un altro film, “Un giorno senza messicani” (2004) di Sergio Arau, vede la misteriosa scomparsa di 80.000 extracomunitari da una cittadina del nordest italiano dominato da un rozzo padrone, Diego Abatantuono, e da cittadini non meno rozzi e razzisti.

cose dell’altro mondo

 

Purtroppo la favola funziona a metà, il film annaspa parecchio nella seconda parte e, giocate quelle tre o quattro trovate ovvie, come fanno i vecchietti senza badanti? come fanno i padroni senza manovalanza nera?

 

I maschi senza mignotte nigeriane?, i personaggi si perdono nello stesso nulla che ha avvolto gli extracomunitari. Abatantuono è la cosa migliore del film, sempre sopra le righe, una specie di Terrunciello veneto invecchiato alle prese con l’Italia di oggi.

TRAIN TO BUSAN

 

Ma le sue battute migliori sembrano quasi fuori dal film, come il violento attacco a un thriller con Liam Neeson, “Io ti salverò” (“Liam Neeson è senza coglioni, non può fare quel ruolo”… va detto che ha ragione).

 

In seconda serata avete un grande film d’impegno sulla guerra di Algeria come “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo, fotografato da Marcello Gatti in uno strepitoso bianco e nero, con Jean Martin, Brahim Haggiag, La7 alle 23, 30. Allora piacque a tutti e lanciò Pontecorvo come autore di prima grandezza. Ma c’è chi non lo ha mai amato, confesso.

ninfa plebea

 

Molto divertente, anche se è già passato parecchie volte, l’horror con zombi coreano tutto su un treno “Train to Busan” di Sang-ho Yeoun, Rai 4 alle 23, 35. Vi addormenterete facilmente col kolossal artisticoide di Terrence Malick “The Tree of Life”, 155 minuti, c’è di tutto, da Brad Pitt a Jessica Chastain, da Sean Penn ai dinosauri, Rai Movie 23, 50.

 

ninfa plebea 2

Non male “La ragazza fuoristrada” di Luigi Scattini con Zeudy Araya, Luc Merenda e Martine Brochard, Cine 34 alle 22, 55. Torno su “Ninfa plebea” di Lina Wertmuller, con Stefania Sandrelli, Raoul Bova, Lucia Cara, stasera su Cielo alle 23, 15, perché Ciro Ippolito, produttore del film, mi ha raccontato che era riuscito a comprare prima di tutti i diritti del romanzo non ancora uscito, sapendo che Domenico Rea lo stava scrivendo, un colpo visto che non scriveva un romanzo da trent’anni.

 

Organizzò un pranzo a Roma con Lina Wertmuller e Rea che era sboccatissimo, e amava descrivere le scopate dei suoi personaggi a voci alta con tanto di particolari boccacceschi gettando nel panico i presenti. Un bel po’ di questa violenza sessuale si ritrova anche nel film, che perse la protagonista già scelta il giorno prima delle riprese.

 

pierino il fichissimo

Così produttore e regista presero una ragazza, Lucia Cara, che non funzionò molto bene, al punto che tutta la violenza sessuale passò sul personaggio della Sandrelli. Uno sbaglio che fecero, spiegava ancora Ciro, era quello di non aver inserito nella prima parte del film un Raoul Bova alle prime armi ma di sicuro successo che scoppiò proprio in quella stagione.

 

la terra dei morti viventi 2

La nottata va avanti con un capolavoro del trash barzellettistico, il falso Pierino “Pierino il fichissimo” di Sandro Metz con Maurizio Esposito, Adriana Russo e Italo Vigliante detto la Pantera Rosa, Cine 34 alle 00, 50. Terribile e per questo imperdibile. Poi il tardo capolavoro di George A. Romero, il super politico “La terra dei morti viventi” con Simon Baker, Asia Argento, John Leguizamo e Dennis Hopper, Italia 1 all’1, 05. Iris all’1, 45 presenta addirittura “Yado/Red Sonja” di Richard Fleischer con Arnold Schwarzenegger, Sandahl Bergman e Brigitte Nielsen. Ma l’avrò visto?

ninfa plebea 3pierino il fichissimo 3pierino il fichissimo 1la terra dei morti viventi BLADE RUNNER 2049

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