elisabeth lacoin simone de beauvoir

DOVE STA ZAZA? - ARRIVA IL ROMANZO INEDITO “LES INSEPARABLES” CHE SIMONE DE BEAUVOIR DEDICO’ ALLA SUA AMICA (E AMANTE?) ELISABETH LACOIN DETTA “ZAZA” - LO HA ANNUNCIATO LA FILOSOFA SYLVIE LE BON, CONFIDENTE DELLA SCRITTRICE PER 26 ANNI E DA LEI ADOTTATA LEGALMENTE NEL 1980 -  USCIRÀ IN AUTUNNO PER LA CASA EDITRICE FRANCESE L'HERNE ED È STATO GIÀ VENDUTO IN DI 17 PAESI - IL LIBRO E’ RIMASTO IN UN CASSETTO DOPO ESSERE STATO “BOCCIATO” DA SARTRE NEL 1954…

Raffaella Silipo per “la Stampa”

 

SIMONE DE BEAUVOIR

«Insieme avevamo lottato contro il destino melmoso che ci aspettava al varco, e per molto tempo ho pensato di aver pagato la mia libertà con la sua morte». Simone De Beauvoir non ha mai dimenticato Elisabeth Lacoin, «Zaza», l' amica tragica e geniale dell' adolescenza, morta a 21 anni per un' encefalite virale fulminante. Sono per Zaza le ultime parole di Memorie di una ragazza perbene, primo capitolo della sua monumentale autobiografia, dedicato agli anni della formazione.

 

Simone e Zaza, fanciulle perbene (ma il francese «rangée», «in fila, nei ranghi», è più forte), soffrono la loro appartenenza alla rigida classe altoborghese e il maschilismo feroce del tempo. Cercano di ribellarsi al destino già scritto, , ognuna a suo modo, ma soltanto Simone conquisterà la libertà di scegliere la sua vita.

 

SARTRE SIMONE DE BEAUVOIR

Una libertà guadagnata a caro prezzo e comunque relativa. Già, perchè il romanzo che Simone de Beauvoir aveva dedicato a Zaza - scritto nel 1954, quando era già famosa per il saggio femminista Il secondo sesso, uscito nel 1949 e aveva appena vinto il Premio Goncourt per I mandarini, ironico ritratto degli intellettuali parigini del dopoguerra - finì in un cassetto, dopo che il compagno della vita di Simone, il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre, lo bocciò. Lo racconterà di suo pugno la scrittrice, sempre assai severa con se stessa, nel terzo capitolo dell' autobiografia, La forza delle cose: «Lui storse il naso.

Non avrei potuto essere più d'accordo: la storia sembrava non avere una necessità interna e non riusciva a trattenere l' interesse del lettore».

simone de beauvoir e jean paul sartre

 

La «necessità interna», però, evidentemente c'era, altrimenti nel 1958 Simone non avrebbe dedicato tante pagine a Zaza nelle sue Memorie. A vendicare questo ricordo rimosso arriva oggi, dopo 66 anni, la filosofa Sylvie Le Bon, confidente della scrittrice per 26 anni e da lei adottata legalmente nel 1980, nonché erede di tutto l'archivio beauvoiriano. Le Bon annuncia al New York Times la decisione di pubblicare il romanzo inedito dedicato a Zaza, Les Inséparables, che uscirà in autunno per la casa editrice francese L' Herne ed è stato già venduto in di 17 Paesi. In Italia sarà pubblicato da Ponte alle Grazie con il titolo Le inseparabili.

 

Il manoscritto in realtà, non aveva titolo. Le Bon ha scelto la parola «inseparabili» perché ricorre costantemente nel testo per descrivere l' amicizia appassionata tra Simone e Zaza, fin da quando si incontrano per la prima volta a 9 anni e condividono il loro sogno di libertà.

 

SARTRE E SIMONE DE BEAUVOIR

Proprio dal confronto con l' amica - e chissà che a questo rapporto non si sia in qualche modo ispirata Elena Ferrante per la tormentata relazione tra Elena e Lila nell' Amica Geniale - Simone impara a conoscersi e si sente stimolata a migliorarsi, pur sempre con una sfumatura di autodenigrazione: «Tutte le volte che mi paragonavo a Zaza, deploravo con ferocia la mia banalità». L' innamoramento di Zaza per il filosofo Maurice Merleau-Ponty (nel libro va sotto il nome di Pradelle), contrastato dalla famiglia, avrebbe causato la fatale malattia della ragazza, dopo una giornata passata sotto una pioggia torrenziale davanti alla porta dell' amato.

 

Elisabeth Lacoin Zaza

Alla base della pubblicazione del breve romanzo (176 pagine), c' è la convinzione di Le Bon che serva «a far luce su una relazione fondamentale per la crescita di Simone» e abbia contribuito «a formare le sue opinioni sulle diseguaglianze di genere». Come mai il testo emerge soltanto ora?

 

Le Bon spiega che Les Inséparables doveva già essere pubblicato nel 1986, poco dopo la morte di Simone de Beauvoir, ma «altre priorità editoriali hanno rallentato il mio intento: ora siamo pronti a lavorare sui romanzi e i racconti che giacciono nell' archivio». Simone, secondo lei, sarebbe d' accordo: «A proposito delle sue carte mi disse: "Farai ciò che ritieni giusto". D' altronde le opere di cui non era soddisfatta le ha distrutte».

 

Elisabeth Lacoin e Simone De Beauvoir

In attesa di leggere il romanzo, è inevitabile interrogarsi sui motivi della bocciatura di Sartre. Secondo Toril Moi, professore di letteratura alla Duke University e autore di Simone de Beauvoir: The Making of an Intellectual Woman, che l' ha letto in anteprima, «il problema non è la scrittura. Sartre lo ha giudicato insignificante perché non è un romanzo politico».

 

E un' altra studiosa di Simone de Beauvoir, Éliane Lecarme-Tabone, la prima ad aver letto il manoscritto prima della pubblicazione, concorda parlando addirittura di «scoperta meravigliosa. Sappiamo che la De Beauvoir a volte si giudica troppo severamente. Quest' opera meritava di vedere la luce». Chissà che ne direbbe Zaza: «Fu lei a farmi abbandonare il mio personaggio di bambina giudiziosa - risuonano le parole malinconiche di De Beauvoir -, mi insegnò l' indipendenza e l' irrispettosità. Non posso immaginare un' infanzia in cui non fosse esistita Zaza».

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…