1. ECCO COSA PENSA DI NOI BRIDGEWATER, IL PIÙ GRANDE HEDGE FUND DEL MONDO, IN UN RAPPORTO DEDICATO ALL’ITALIA DOVE HA INVESTITO OLTRE 160 MILIARDI DI DOLLARI: “GLI SPREAD DELL’ITALIA NON RIFLETTONO LA SITUAZIONE IN DETERIORAMENTO DEL PAESE” E CHE “MENTRE L’ITALIA CONTINUA A PEGGIORARE, DIVENTERÀ SEMPRE PIÙ IMPORTANTE CAPIRE FINO A CHE PUNTO LA BCE SARÀ DISPOSTA A SOSTENERE I COSTI DI FINANZIAMENTO DEL PAESE” 2. AMORALE DELLA FAVA E DELLA RAVA: SIAMO DEI MIRACOLATI DELLO SPREAD, GRAZIE ALLA BCE DI DRAGHI, MA NON POSSIAMO ANDARE AVANTI COSÌ. CI CHIEDONO TUTTI DI FARE UNA RIFORMA DEL LAVORO E I GRANDI INVESTITORI ESTERI CI INDICANO IL MODELLO DELLA SPAGNA, DOVE SONO SCESI TUTELE E SALARI. ABBIAMO IL CORAGGIO DI FARLO, O VIVACCHIEREMO TRA UN TAGLIO DI SPESA E UN PRELIEVO SULLE PENSIONI, PRIMA DEL GRANDE BOTTO?

Condividi questo articolo

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. AVVISI AI NAVIGATI

RAY DALIO CAPO DI BRIDGEWATER jpeg RAY DALIO CAPO DI BRIDGEWATER jpeg

Bridgewater è il più grande hedge fund del mondo ed è guidato da un italoamericano, Ray Dalio, che per sé e per i suoi clienti ha guadagnato oltre 50 miliardi di dollari. Lo scorso 12 agosto, in un rapporto dedicato all’Italia, ha messo nero su bianco che cosa pensa di noi.

 

Lo riferisce oggi Repubblica e non è una lettura piacevole. Bridgewater dice senza peli sulla lingua che “gli spread dell’Italia non riflettono la situazione in deterioramento del Paese” e che “mentre l’Italia continua a peggiorare e la sensibilità al debito aumenta, diventerà sempre più importante capire fino a che punto la Bce sarà disposta a sostenere i costi di finanziamento del Paese”.

 

RAY DALIO CAPO DI BRIDGEWATER RAY DALIO CAPO DI BRIDGEWATER

Si tratta di un avvertimento pesante, perché l’hedge fund americano fa parte di quei grandi investitori esteri che dal 2012 hanno riportato in Italia oltre 160 miliardi di dollari e che ora potrebbero ripensarci in qualunque momento. Anche perché il modello virtuoso citato dal report è quello della Spagna, che ha fatto una severa riforma del lavoro e ha recuperato quote di export.

LOGO BRIDGEWATER LOGO BRIDGEWATER

 

Gli spagnoli hanno esportazioni del 10% sopra i livelli del 2008, mentre noi italiani siamo sotto del 3% e continuiamo a perdere quote di mercato. Per questo motivo, scrive crudamente Bridgewater, “una correzione al ribasso dei salari in Italia deprimerebbe ulteriormente i redditi e la spesa, partendo da livelli già depressi, ma non affrontare questo passaggio metterebbe la manodopera italiana in una condizione ancora peggiore nel lungo periodo”.

 

Ecco, abbiamo riportato queste parole perché sta tutto qui il vero dilemma di Renzie. Siamo dei miracolati dello spread, grazie alla Bce di Draghi, ma non possiamo andare avanti così. Ci chiedono tutti di fare una riforma del lavoro e i grandi investitori esteri ci indicano il modello della Spagna, dove sono scesi tutele e salari. Abbiamo il coraggio di farlo, o vivacchieremo tra un taglio di spesa e un prelievo sulle pensioni?

 

 

2. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Mariano Rajoy Mariano Rajoy

Con una serie di tweet, ieri Renzie ha precisato l’agenda del suo governo e pare che non ci sia spazio per gli interventi sulle pensioni dei quali ha parlato il ministro Poletti, ma la situazione resta confusa. Repubblica: “Pensioni, scontro nel governo sul contributo di solidarietà. I sindacati: ‘Troppa confusione’. Polemiche sul piano allo studio al ministero del Lavoro. Baretta (Tesoro): tranquillo chi prende meno di 2.000 euro”. Renzi: “Proposta già bocciata”, ma l’idea prima gli piaceva. Poletti tira dritto, cerca fondi per esodati e cassintegrati. Anche Cottarelli propose un taglio ai trattamenti più ricchi, ma l’ipotesi sul tavolo è quella di Gutgeld” (pp. 2-3).

GIULIANO POLETTI IN SENATO FOTO LAPRESSE GIULIANO POLETTI IN SENATO FOTO LAPRESSE

 

Anche il Corriere prende atto delle smentite del premier, ma dedica ancora molto spazio alle pensioni per sconsigliare interventi: “La tentazione di tagli e balzelli. I no della Consulta e i conti sbagliati. I dubbi sulla possibilità di ricalcolare gli importi con il sistema contributivo. Oggi le pensioni sono calcolate ancora con il metodo retributivo per il 98%: un nuovo balzello peserebbe su quasi tutte. La metà dell’Irpef pesa su meno di 2 milioni di pensionati con assegni oltre i 30mila euro: un contributo li penalizzerebbe due volte” (p. 7).

 

Sulla Stampa si fa vivo ancora una volta Lorenzo Bini Smaghi. Dopo l’intervento sul Corriere dei giorni scorsi, l’ex membro della Bce invita a copiare la riforma spagnola del mercato del lavoro e a fare le riforme per aumentare la competitività italiana (p. 5).

 

lorenzo bini smaghi e veronica lorenzo bini smaghi e veronica

Sul Messaggero, le indiscrezioni su altri tagli: “Stangata statali. Il Tesoro studia un nuovo blocco biennale dei salari. Un congelamento della busta paga consentirebbe risparmi per 4-5 miliardi. Dal 2010 a oggi tagli al settore per 11 miliardi” (p. 2).

 

 

3. IL RAID AEREO DEL PREMIER CAZZARO

Botta d’immagine per il premier in vacanza a Forte dei Marmi, che oggi fa un giro in Iraq, rigorosamente in giornata. La Repubblica dei renziani titola: “Renzi, visita lampo in Iraq a Bagdad e dai profughi. ‘Anche a nome della Ue’. Colloqui con le autorità, poi a Erbil nella zona curda. Il premier e il fronte estero: ‘Italia attiva nelle crisi, pure la Libia avrà bisogno” (p. 6).

RENZI A FORTE DEI MARMI CON LA FAMIGLIA RENZI A FORTE DEI MARMI CON LA FAMIGLIA

 

renzi e gli scout renzi e gli scout

Il Corriere va oltre e spiega: “Blitz iracheno e alleanze: lanciata la volata di Mogherini. Mancano dieci giorni al vertice sulle euronomine. Berlino non si oppone, c’è l’intesa con Parigi. In crescita le chance di ottenere il ruolo di Mrs Pesc. Per la responsabile degli Esteri restano l’opposizione dell’Est e le difficoltà sul dossier russo. L’Eliseo favorevole a un binomio della candidata italiana con l’ex ministro Moscovici a cui andrebbe un importante portafoglio economico” (p. 5).

 

 

4. GIUSTIZIA À LA CARTE

Prosegue il dibattito sulla riforma della giustizia che il ministro Orlando sta mettendo a punto con sapienza democristiana. Sul civile è già quasi tutto pronto, ma restano problemi aperti sul penale: “Scontro sulle intercettazioni. Aut aut di Ncd: o si approvano anche le norme sugli ascolti oppure chiediamo anche la separazione delle carriere. Oggi vertice di maggioranza con il ministro Orlando. Il viceministro Costa: il premier rispetti i patti stipulati. Il governo vuole organizzare prima una tavola rotonda con i direttori dei giornali” (Repubblica, p. 11). Già solo la caccia all’invito sarà uno spettacolo.

 

Per il Messaggero, problemi anche su altri fronti: “Ma sulle regole del nuovo Csm è scontro nella maggioranza. Tensione Pd-Ncd anche sulla responsabilità civile dei magistrati. Oggi vertice con Orlando. Berlusconi alla finestra, gli azzurri: pronti a discutere, ma nessuna cambiale in bianco” (p. 5)

 

 

5. L’ABBRACCIO DEL CAINANO

bacio renzi berlusconi bacio renzi berlusconi

Giustizia a parte, Berlusconi aspetta Renzie sulle ricette economiche, come racconta oggi il Giornale: “Il piano di Berlusconi: un’agenda economica per unire il centrodestra. Il leader azzurro al lavoro su un progetto anti crisi da presentare a Renzi ma anche a Ncd, Fdi e Lega. L’idea della flat tax: per l’ex premier è la ricetta vincente come in Spagna e Gran Bretagna” (p. 8). In autunno si vedrà se il premier ha i voti per portare a casa le sue riforme economiche. Sulla riforma del Senato non li aveva e ha avuto bisogno di Forza Italia.

 

 

6. ARIA DI DIVORZIO IN LUXOTTICA

Andrea Guerra Andrea Guerra

Andrea Guerra potrebbe lasciare Luxottica, ma non per fare il ministro. Il Corriere spiffera il grande gelo al vertice con il patròn Leonardo Del Vecchio: “Luxottica, Guerra verso l’uscita. Divergenze con Del Vecchio. In primavera 35 milioni di guadagno con le stock option. Le incomprensioni sull’alleanza con Google per gli occhiali hi-tech e sulla chiamata pubblica di Renzi per fare il ministro” (p. 25). Anche il Sole 24 Ore fiuta aria di divorzio e racconta: “Luxottica, in uscita l’ad Guerra. I contrasti con il presidente e azionista Leonardo Del Vecchio sono alla base del prossimo cambio al vertice del gruppo. Verso una transizione-soft nei prossimi mesi” (p. 1 dorso Finanza & Mercati).

DEL VECCHIO CON LA MOGLIE DEL VECCHIO CON LA MOGLIE

 

 

7. LINGOTTI IN FUGA

marchionne e cardinal poletto marchionne e cardinal poletto

Sembra complicarsi la partita della fusione Fiat-Chrysler, con Torino che rischia di dover rifare l’operazione daccapo per l’esercizio dei diritti di recesso. Repubblica riporta: “La speculazione si scatena su Fiat, -3% in Borsa. Stasera scade il recesso” .Report di Credit Suisse alla vigilia della scadenza che parla di azione sopravvalutata: “l’istituto di Zurigo scommette sulla necessità di una ricapitalizzazione. Norges Bank torna ad acquistare azioni del Lingotto e risale oltre il 2 per cento” (p. 24). L’investitore scandinavo aveva votato contro la fusione. A Torino restano ottimisti e credono che alla fine il diritto di recesso non farà saltare l’operazione.

 

8. TELECOM-MEDIA DO BRASIL

Si avvicinano i giorni della verità per la battaglia brasiliana tra Telecom e Telefonica. Per il Corriere, “Telecom-Vivendi, il rebus dei soci italiani. Fiammata in Borsa. Il mercato scommette sull’offerta. Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali dovranno ora decidere se vendere o allearsi con il nuovo partner francese” (p. 27).

MARCO PATUANO MARCO PATUANO

 

RECCHI RECCHI

La Stampa apre un nuovo fronte: “Telecom, resta il rischio aumento di capitale. Per gli analisti di Soc Gen è tra le opzioni sul tavolo dell’ex monopolista e potrebbe superare il miliardo. Prosegue la sfida tra italiani e spagnoli per conquistare la brasiliana Gvt. Il 28 agosto la decisione finale a Parigi. Da Telefonica probabile una controfferta dell’ultimo minuto” (p. 22). Il Sole spiega: “Telecom-Vivendi, offerta in azioni e cash. Advisor al lavoro per una proposta mista con cassa e azioni della holding e di Tim Brasil” (p. 1 Finanza&Mercati). Bollorè nella posizione migliore possibile per decidere quanto entrare da padrone nelle telecomunicazioni italiane. 

VINCENT BOLLORE VINCENT BOLLORE

 

Condividi questo articolo

media e tv

UNO, DIECI, MILLE VERDONE - IL RAPPORTO CON IL PADRE, IL CEFFONE PRESO A PRAGA, LA SOLITUDINE DI ALBERTO SORDI, IL RITIRO DALLE SCENE (“NON VOGLIO CHE SIA IL PUBBLICO A DIRMI BASTA”) E LE SOFFERENZE D’AMORE: “LIVIA AZZARITI NON MI SI FILAVA DI PEZZA, MA DA RAGAZZA ERA DI UNA BELLEZZA SCONVOLGENTE. UNA SERA LA PORTAI AL CIRCO. PARTIMMO MALE. MI CHIESE: “PERCHÉ SIAMO VENUTI AL CIRCO?”. RISPOSI MINIMIZZANDO: “NON È DIVERTENTE?”, E LEI SECCA: “NON MI PARE”. PERSO PER PERSO TENTAI DI STRINGERLA E…”

politica

business

cronache

sport

cafonal

viaggi

salute