fabio fazio daniele luttazzi

FABIO FAZIO DÀ I NUMERI. E LA STAMPA DE’ SINISTRA SE LA BEVE  – DANIELE LUTTAZZI TORNA A RANDELLARE IL CONDUTTORE E SMONTA LA NARRAZIONE SECONDO CUI “CHE TEMPO CHE FA” SAREBBE UNA TRASMISSIONE REDDITIZIA PER LA RAI: “È FUFFA VITTIMISTICA. FAZIO FINGE DI NON SAPERE CHE LE FICTION RAI FANNO GUADAGNARE MOLTO DI PIÙ DEL SUO SHOW PERCHÉ FANNO QUASI IL DOPPIO DEL SUO SHARE E PERCHÉ, A DIFFERENZA DEL SUO SHOW, VENGONO VENDUTE NEL RESTO DEL MONDO” - “E POI: È VERO CHE IL PROGRAMMA SI RIPAGAVA CON LA PUBBLICITÀ?” - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Daniele Luttazzi per “il Fatto quotidiano”

 

fabio fazio 1

Riassunto della puntata precedente: Fabiofazio, annunciando il suo addio alla Rai, ha detto e scritto di detestare vittimismi e martirologi, implicando che ne avesse motivo. In realtà sul vittimismo ci ha marciato parecchio.

 

Abbiamo visto come, grazie alla sponda amica di Repubblica, il giorno dopo l’editto bulgaro provò a infilarsi fra gli epurati […]

 

Sulle sue tattiche da chiagnefotte è illuminante l’intervista concessa al Fatto nel 2020 (bit.ly/41YkPPg), quando il Cda Rai approvò una norma sacrosanta contro i conduttori-produttori, lo strapotere dei manager di spettacolo, e i compensi stratosferici.

DANIELE LUTTAZZI

 

Fabiofazio: “Adesso basta. Trovo ogni limite superato. Qui entriamo nel campo dell’inaccettabile: da tempo mi viene riservato un trattamento che non ha eguali né precedenti. Tre anni fa, quand’ero già serenamente avviato altrove e la Rai mi chiese di restare, mi scappò detto che la politica non doveva più entrare nella tv. Da allora iniziò la guerra, perché quella mia frase fu letta come una questione personale. Uno stillicidio continuo, un linciaggio senza eguali né giustificazioni.”

 

marco travaglio ospite di fabio fazio a che tempo che fa 2

Fq: “Aveva un accordo con Discovery”. “Non voglio specificare, per policy con la controparte”. “Lo diciamo noi”. “(Sorride) Quando sono rimasto, l’intento dell’azienda era di portarmi su Rai1. Su Rai1 abbiamo coperto dalle 20.30 a mezzanotte per un costo a puntata di 300 mila euro per la mia società, più 100 mila di costi generali Rai”. “400 mila complessivi…” “Sì, ma di solito in quella fascia va una fiction di due ore, a una media di 750 mila euro l’ora”.

 

DANIELE LUTTAZZI

Questa classica fuffa vittimistica di Fabiofazio viene utilizzata tuttora dai giornalisti amici che lo difendono, sicché mi tocca riprendere un mio vecchio discorso: Fabiofazio finge di non sapere che le fiction Rai fanno guadagnare molto di più del suo show perché fanno quasi il doppio del suo share e perché, a differenza del suo show, vengono vendute nel resto del mondo.

 

Fabiofazio: “Prima del mio arrivo, Rai1 faceva in media il 15,19%: con me il 16,3 il primo anno e il 15,49 il secondo”. Altra fuffa vittimistica: si riferisce al dato medio, invece che al dato del prime time, la sua fascia oraria; così evita di dire che lo share atteso per il suo programma era del 18%, in linea con lo share del prime time di Rai1, che era del 18,9% (bit.ly/42KHU9r).

 

fabio fazio

Fabiofazio: “Poi la Corte dei conti ha dimostrato che il programma costa meno della metà di qualunque altro varietà della stessa fascia oraria”. Altra fuffa vittimistica. La Corte dei conti scrisse che il costo-puntata del suo programma era “meno della metà della media dei programmi di intrattenimento del servizio pubblico”. Ma la Rai, da cui la Corte dei conti aveva attinto le informazioni, considera intrattenimento anche le fiction: hanno costi notevolmente superiori a un talk-show, che in paragone sembra regalato.

fabio fazio

 

[…]  Innanzitutto, finché la Rai non pubblicherà dati ufficiali sui costi del programma di Fabiofazio, ogni discussione in merito è campata in aria; e dunque anche ogni difesa. Soprattutto: è vero che il programma si ripagava con la pubblicità, come “gli dicevano”?

 

 

 

 

 

 

Articoli correlati

DANIELE LUTTAZZI CONTRO FABIO FAZIO E IL SUO VITTIMISMO. E RICORDA L\'EDITTO BULGARO... - VIDEO

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?