giuseppe conte matteo renzi nicola zingaretti

FISCHIATO DALLA PIAZZA, PRESSATO DAGLI ALLEATI, CONTE PROVA A USCIRE DALL’ANGOLO CON IL FAMILY ACT - IL PACCHETTO PREVEDE UN ASSEGNO UNICO PER OGNI FIGLIO E CONGEDI PATERNITA’ PIU’ LUNGHI – RENZI SI INTESTA IL PROVVEDIMENTO, SALE LA TENSIONE CON IL PD – I DEM CONTESTANO “IL MASTERPLAN PER LA RIPRESA" DI GIUSEPPI: “È ARRIVATO CON UN FOGLIO EXCEL PIENO ZEPPO DI TITOLI MA NEL SUO PIANO NON C'ERA UNA CIFRA CHE FOSSE UNA...”

Alessandro Di Matteo per la Stampa

 

conte

Ci sarà un assegno per ciascun figlio a carico, saranno più chiare e «flessibili» le regole per i congedi parentali e per le giovani coppie sarà più facile affittare casa grazie ad agevolazioni fiscali ad hoc. Il «Family act» varato ieri dal governo promette tutto questo, sulla carta una rivoluzione del sistema di aiuti alle famiglie. Un pacchetto di misure che verrà attuato nel tempo, visto che quella varata dal consiglio dei ministri è una legge delega e il governo dovrà poi dettagliare e rendere operative le norme con una serie di decreti legislativi. Un pacchetto che di fatto dovrebbe assorbire - e semplificare - la miriade di misure previste attualmente.

elena bonetti foto di bacco (5)

 

L'«assegno unico», per esempio, dovrebbe assorbire l'assegno per i nuclei familiari, le detrazioni per i figli a carico, il bonus mamma e altre misure ancora. Il sussidio spetterà a tutte le famiglie per ciascun figlio minorenne a carico e scatterà a partire dal settimo mese di gravidanza. L'importo sarà variabile in base al reddito Isee e aumenterà del 20% a partire dal terzo figlio. Sono previsti incrementi anche in caso di figli con disabilità. Questa parte, peraltro, verrà di fatto attuata seguendo un percorso parallelo, cioè votando già da lunedì la proposta di legge Pd già in commissione.

 

Sul punto c'è stata qualche frizione tra Iv e Pd, che fanno a gara per rivendicare la paternità della parte più consistente del provvedimento. Dice il democratico Stefano Lepri, relatore della proposta di legge sull'assegno unico: «L'accordo di maggioranza prevede che il "Family act" sia approvato in Consiglio dei ministri e che poi si proceda da lunedì con la proposta di legge Pd sull'assegno unico per i figli».

giuseppe conte contestato sotto palazzo chigi

 

Percorso in serata confermato dalla ministra Elena Bonetti, Iv, dopo qualche indiscrezione fatta filtrare dai renziani che aveva irritato i democratici. I congedi parentali spetteranno a prescindere dallo stato di famiglia e per i padri lavoratori ci saranno congedi obbligatori non inferiori a 10 giorni.

 

Per le madri lavoratrici ci sarà un'indennità integrativa della retribuzione - erogata dall'Inps - e verrà concessa la detraibilità o la deducibilità delle spese per addetti ai servizi domestici. Previsti tra l'altro anche contributi per il pagamento degli asili nido, per le spese per palestre e piscine e anche per l'acquisto di libri scolastici. Per sostenere «l'autonomia e il protagonismo giovanile», poi, la legge prevede detrazioni fiscali delle spese per l'acquisto di libri universitari di figli maggiorenni a carico.

 

bonetti

Infine, un sostegno per le giovani coppie «di età non superiore a 35 anni» che potranno usufruire di «agevolazioni fiscali per l'affitto della prima casa». Festeggiano sia il Pd che Italia viva. Dice la ministra Elena Bonetti, Iv: «Il governo ha approvato il Family act. Un sogno grande nato alla Leopolda». E Matteo Renzi aggiunge: «Molto bene. Soldi e diritti per figli e famiglie». Contento anche Graziano Delrio, Pd: «Abbiamo lavorato bene con la ministra Bonetti, siamo soddisfatti».

 

CONTE

DA il Giornale

(…) Il Pd continua a mordere il freno, sentendo di avere le mani legate: non può permettersi di affondare il premier, e si ritrova coi grillini che dettano legge, forti dei loro numeri parlamentari e del fatto che non si voterà per anni. Negli incontri di ieri con i gruppi di maggioranza, Conte si è dilungato sul suo «masterplan» per la ripresa. Ma, lamentano i dem, «che masterplan vuoi fare se non hai idea di quanti fondi saranno a disposizione? È arrivato con un foglio excel pieno zeppo di titoli, ce lo ha illustrato in lungo e in largo, ma nel suo piano non c'era una cifra che fosse una». 

GRAZIANO DELRIO

 

elena bonetti foto di bacco (2)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…