carlos ghosn

GHOSN IS GONE – NETFLIX FARÀ UN FILM SULLA SPETTACOLARE FUGA DELL’EX AD DI RENAULT-NISSAN DAL GIAPPONE? QUEL FURBONE DI GHOSN AVREBBE GIRMATO GIÀ UN CONTRATTO CON LA PIATTAFORMA STREAMING PER RACCONTARE LA SUA VITA – GIÀ NEI MESI SCORSI IL PRODUTTORE JOHN LESHER HA FATTO VISITA A GHOSN, CHE IN PASSATO È STATO PROTAGONISTA DI UN MANGA…

Massimiliano Jattoni Dall’Asén per www.corriere.it

 

 

UNA VITA DEGNA DI HOLLYWOOD

 

carlos ghosn e la moglie carole

Com’è andata davvero la rocambolesca fuga dal Giappone dell’ex capo di Nissan e Renault, Carlos Ghosn, lo sapremo (forse) solo dalla tv. Almeno, è quanto sostiene Le Monde, che assicura che il 65enne Ceo deposto ha firmato alcuni mesi fa un accordo esclusivo con la piattaforma americana Netflix. “Il libanese più famoso del mondo”, scrive il quotidiano francese, “ha deciso di controllare il racconto della propria storia fino alla fine, anche se in spregio alla legge”.

 

carlos ghosn 3

Dal canto suo, Netflix ha negato l’esistenza di questo contratto, ma il rumor non è campato per aria: anche il New York Times pochi giorni fa ha confermato il desiderio di Ghosn che il cinema racconti la sua vita. Secondo il quotidiano americano, nel dicembre scorso l’ex numero uno di Nissan avrebbe infatti incontrato il produttore di Hollywood John Lesher (noto per film come Birdman) proprio per discutere la sceneggiatura di una pellicola che racconti la sua ascesa: dalla nascita in Brasile, figlio di immigrati libanesi, agli studi in Francia e alla conquista dei vertici della Nissan, i cui ottimi risultati lo porteranno a diventare ad dell’intero gruppo Renault. I colloqui con Lesher però sarebbero rimasti lettera morta ed ecco l’interesse di Netflix, pronto a convergere con le ambizioni di Ghosn.

 

perquisizione della casa di ghosn a tokyo 1

Sia come sia, è evidente che l’ex Ceo vuole tenere ben salde nelle sue mani la regia della sua storia, nella quale vuole apparire come un ero. Poche ore dopo il suo arrivo in Libano, infatti, il 31 dicembre scorso, ha rilasciato un comunicato stampa: “Non sarò più ostaggio di un sistema giudiziario giapponese truccato in cui si presume la colpevolezza”, si legge nella nota. “Non sono fuggito dalla giustizia: sto sfuggendo all’ingiustizia e alla persecuzione politica”.

 

carlos ghosn 2

 

LA FUGA ROCAMBOLESCA

 

il capodanno di carlos ghosn con la moglie a beirut

Nessuno può negare che la fuga di Ghosn dal Giappone sia degna di una sceneggiatura hollywoodiana. Gli ingredienti ci sono tutti per un grande action movie, con protagonista un celebre Ceo caduto in disgrazia dopo l’accusa di non aver dichiarato compensi per un totale di 9 miliardi di yen, circa 80 milioni di dollari, tra il 2010 e il 2017, oltre a una serie di illeciti finanziari e di aver usato beni aziendali, quando era a capo di Nissan, a fini personali. Al Ceo non resta che progettare una fuga rocambolesca dalla sua casa di Tokyo, dove è stato posto in libertà vigilata. Fuga che costa, come ha già raccontato il Corriere della Sera, 312 mila euro soltanto per i voli privati che devono portarlo, con l’aiuto di un ex militare americano, nella terra d’origine della sua famiglia, il Libano.

la fuga di carlos ghosn

 

NASCOSTO IN UNA CASSA

la casa di carlos ghosn a tokyo 3

L’action movie potrebbe cominciare con la sequenza di un uomo (il nostro Ghosn) che esce da un palazzo di Tokyo: a immortalarlo alle 14.30 del 29 dicembre 2019 c’è una telecamera. Per non farsi riconoscere, l’uomo indossa un cappello e una mascherina monouso, quelle che in Oriente sono così diffuse per proteggersi dalle malattie e per non trasmetterle agli altri.

 

perquisizione della casa di ghosn a tokyo 1

Nulla, dunque, che possa dare nell’occhio nell’affollata Tokyo. L’uomo è diretto all’aeroporto di Osaka ed è qui che c’è il primo colpo di scena. Lo sceneggiatore di Netflix, o chi per lui, forse avrà il permesso da parte di Ghosn di confermare quanto ricostruito dal Wall Street Journal: l’ex Ceo, arrivato in aeroporto, entra in una cassa per il trasporto di strumenti musicali (al seguito, sostiene la rete libanese Mtv, di un’orchestra di musicisti e agenti segreti che aveva suonato nella dimora super-sorvegliata di Ghosn nel quartiere di Hiroo). Così, imbarcato sul Bombardier, l’uomo lascia il suolo giapponese alle 23.10. Dodici ore dopo, atterra all’aeroporto di Istanbul, dove sale su un altro velivolo che, grazie all’aiuto di alcuni dipendenti della compagnia aerea turca (già individuati e arrestati), lo porta sano e salvo a Beirut.

 

IL RUOLO DELLA MOGLIE CAROLE

le telecamere di sorveglianza nella casa di ghosn a tokyo 1carlos ghosn con la moglie

In un action movie che si rispetti non può mancare il personaggio femminile che, dall’esterno, aiuta il protagonista nella fuga. E in questo caso, è la moglie di Ghosn, Carole Nahas, che attende il marito al suo sbarco in Libano. Nata nel 1966 a Beirut, anche Carole è di nazionalità libanese (Ghosn ha altri due passaporti: uno del Brasile, Paese dove è nato, e uno francese), ma ha trascorso gran parte della sua vita a New York, come l’ex capo della Renault, un tempo responsabile delle operazioni della Michelin in Nord America. È in questa città che i due iniziano a frequentarsi, mentre entrambi sono già sposati.

carlos ghosn 2

 

Ottenuto il divorzio, i due si mostrano insieme pubblicamente per la prima volta sul tappeto rosso di Cannes nel 2015. L’anno seguente, la coppia si sposa civilmente a Parigi per poi celebrare in pompa magna la loro unione al Grand Trianon di Versailles.

C’è dunque Carole dietro all’organizzazione di questa evasione straordinaria. Secondo le fonti citate dall’agenzia Reuters il piano sarebbe stato preparato in tre mesi e realizzato da una società di sicurezza privata. Si mormora che un bell’aiuto sia arrivato dal governo libanese (il presidente Michel Aoun avrebbe incontrato Ghosn appena giunto a Beirut).

 

LA CONFERENZA STAMPA

carlos ghosn 1arresti per la fuga di carlos ghosn 3

Difficile ora immaginare come finirà l’«affaire Ghosn» e, dunque, il suo ipotetico biopic targato Netflix. Forse, l’atteso processo senza l’imputato non si celebrerà più (in Giappone non sono frequenti i processi in contumacia). Forse Ghosn si accontenterà della ritrovata libertà. Oppure, ormai in salvo dalle carceri nipponiche, protetto da Libano e Francia, potrebbe aver voglia di difendersi, togliersi qualche sassolino dalla scarpa e attaccare la Nissan, che lui conosce bene. Lui che l’ha salvata, trasformandola in una delle aziende più redditizie, potrebbe svelarne tutti i punti deboli. Nell’attesa, c’è fibrillazione per la conferenza stampa che Ghosn ha indetto per mercoledì 8 gennaio a Beirut (alle 15 ora locale, le 14 in Italia), quando «l’imperatore di tre continenti» darà il suo punto di vista su una delle vicende più intricate degli ultimi anni.

 

la casa di carlos ghosn a tokyo 4carlos ghosn 4carlos ghosncarlos ghosn emmanuel macroncarlos ghosnla casa di carlos ghosn a tokyo 1la casa di carlos ghosn a tokyo 2la casa di carlos ghosn a tokyo 5la casa di carlos ghosn a tokyo 2arresti per la fuga di carlos ghosn 3

 

le telecamere di sorveglianza nella casa di ghosn a tokyo 1le telecamere di sorveglianza nella casa di ghosn a tokyo 3persone arrestate dopo la fuga di carlos ghosnpersone arrestate dopo la fuga di carlos ghosn 1persone arrestate dopo la fuga di carlos ghosn 2jet privato mngla casa di carlos ghosn a tokyo 5

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”