laura cioli

I GIORNALI SONO IN CRISI, I MANAGER NO! - COME DAGO-ANTICIPATO, SARÀ L'UOMO PIÙ FIDATO DI ELKANN, SCANAVINO, A PRENDERE IL POSTO DI LAURA CIOLI COME AD DI GEDI. LEI DOPO AVER OTTENUTO DA RCS 3,75 MLN DI BUONUSCITA (DOPO 9 MESI DI LAVORO) ORA SI CONGEDA DAL GRUPPO 'STAMPA-REP' CON ALTRI 1,9 MLN. E IL CDR DI 'REPUBBLICA' S'INCAZZA: ''HA RICEVUTO UN BONUS GRAZIE AI SACRIFICI DEI GIORNALISTI E POLIGRAFICI''

 

Laura Cioli ha ottenuto 3,75 mln come buonauscita da Rcs (dopo nove mesi di lavoro) e 1,9 ora che non sarà più ad di #Gedi. Giornali in crisi, manager decisamente meno

 

 

1 – COMUNICATO DEL CDR

Da “la Repubblica

 

In relazione alle decisioni assunte dal cda del gruppo Gedi il Cdr di Repubblica prende atto del cambio al vertice della governance aziendale. E si augura di poter riprendere al più presto il confronto sul piano di rilancio per il nuovo anno, congelato dalla modifica degli assetti proprietari.

laura cioli fot di bacco (1)

Il Cdr prende inoltre atto, con riferimento alla risoluzione del rapporto tra l' ing.Cioli e Gedi Spa, che il cda del gruppo ha deliberato la corresponsione di un importo pari a 1.850.000 euro lordi (95% a titolo di incentivo all' esodo e 5% a titolo transattivo) e di ulteriori 100.000 euro lordi quale riconoscimento del raggiungimento degli obiettivi manageriali.

 

Pur trattandosi di riconoscimenti in linea con regole e consuetudini diffuse nelle dinamiche manageriali di ogni società, il Cdr di Repubblica non può sottrarsi al dovere di sottolineare che i risultati raggiunti dal management del gruppo Gedi sono stati possibili in larga misura grazie al sacrificio economico e professionale dei lavoratori dipendenti (giornalisti e poligrafici) dell' azienda, che in questi anni hanno concordato con enorme senso di responsabilità ripetuti interventi di riduzione dei costi del lavoro e di riorganizzazione delle redazioni. Senza un pari impegno da parte dell' azienda sul fronte degli investimenti e del sostegno al rilancio di Repubblica.

 

Dunque, nell' augurare buon lavoro all' ing. Scanavino, non possiamo che constatare come ancora una volta la politica dei sacrifici sia stata caricata esclusivamente sui lavoratori dipendenti. Una tendenza che noi crediamo si debba invertire.

 

2 – GEDI, SCANAVINO DIRETTORE GENERALE L'AD CIOLI LASCERÀ

Da “la Repubblica

 

MAURIZIO SCANAVINO E JOHN ELKANN

Maurizio Scanavino è il nuovo direttore generale di Gedi il gruppo che edita tra l' altro La Repubblica - la cui maggioranza sta passando dalla Cir dei De Benedetti alla Exor della famiglia Agnelli-Elkann. Scanavino è stato nominato nel nuovo incarico ieri dal consiglio d' amministrazione della società.

 

In contemporanea Laura Cioli, amministratore delegato e direttore generale di Gedi, lascia quest' ultimo ruolo. Conserverà invece l' incarico di amministratore delegato fino all' esecuzione del passaggio della quota di Gedi da Cir a Exor, per poi lasciare. Cioli, nella prospettiva del cambiamento dell' assetto proprietario, «ha convenuto di mettere a disposizione il proprio mandato», si legge infatti in una nota di Gedi, giungendo a un accordo con la società per la risoluzione consensuale del rapporto.

maurizio scanavino

 

L' accordo prevede che Cioli riceva, oltre alle ordinarie spettanze di fine rapporto, un milione e ottocentocinquantamila euro lordi (il 95% a titolo di incentivo all' esodo e il 5% residuo a titolo transattivo), il versamento di 100 mila euro quale "Mbo" forfettizzato per l' anno 2019, e la maturazione di un terzo delle "stock grant" che le erano state assegnate, rinunciando agli alti due terzi.

 

Proprio ieri il presidente e amministratore delegato di Exor John Elkann, ha spiegato le ragioni e le prospettive dell' operazione che porterà Exor ad acquisire la quota di controllo di Gedi e poi a lanciare un' Opa totalitaria con l' obiettivo di portare la società fuori dalla Borsa. «Per il settore sono stati anni molto difficili. Per rispondere a queste difficoltà abbiamo deciso di impegnarci in un progetto in cui personalmente credo tantissimo. Un progetto non nostalgico, ma che anzi guarda avanti per accelerare le trasformazioni in Gedi», ha detto Elkann, che ha parlato a Torino durante lo scambio di auguri di Natale con la redazione de La Stampa .

 

«L' obiettivo - ha aggiunto - è generare maggiore interesse nei lettori, quelli di oggi e quelli di domani, creando prodotti di grande qualità. Siamo portatori di un giornalismo serio, indipendente e fatto con grande senso di responsabilità: e questo continuerà a essere il nostro punto di riferimento».

 

LAURA CIOLI RCS

Per il neodirettore generale Scanavino, anche lui ieri a Torino, «l' informazione digitale a pagamento sarà la nostra principale sfida: in molti Paesi e anche in Europa il passaggio al digitale sta avvenendo con successo e si stanno consolidando modelli editoriali sostenibili».

Scanavino ha ricordato casi di successo negli Usa e in Europa e ha spiegato che «i quotidiani del gruppo Gedi hanno superato i 100 mila abbonati e dobbiamo puntare a raddoppiarli nei prossimi mesi, facendo leva sul grande potenziale delle nostre testate. Repubblica ha superato i 3 milioni di audience complessiva nel giorno medio ed ha una community di quasi 7 milioni di fan, mentre La Stampa ne conta 1,1 milioni e 2,5 milioni di fan».

 

 

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…