gene gnocchi 1

GIOVEDÌ GNOCCHI!DOPO 35 ANNI GENE GNOCCHI TORNA ALLO "ZELIG": "DIRÒ CHE LA PANDEMIA HA AVUTO ANCHE DEI BENEFICI. UNA BATTUTA SPIGOLOSA, MA IL POLITICAMENTE CORRETTO CI HA ROTTO LE PALLE. CHISSENEFREGA SE QUALCUNO AVRÀ DA RIDIRE. NESSUNO FA GAG SU DRAGHI? ARRIVERÀ PRESTO IL SUO MOMENTO. BERLUSCONI AL QUIRINALE PER NOI SAREBBE GRASSO CHE COLA. MA BISOGNERÀ STARE ATTENTI AL VILIPENDIO. HO PERSO QUATTRO AMICI PER IL COVID: SENTIRE LE IDIOZIE NO VAX MI FA STAR MALE"

Gianluca Veneziani per “Libero Quotidiano

 

gene gnocchi 2

Dopo 35 anni si compie il suo ritorno alle origini. Gene Gnocchi mette di nuovo piede allo Zelig, dove è iniziata la sua carriera. E lo fa in grande stile, questa sera, intervenendo con uno sketch nel programma condotto da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, in onda su Canale 5 (ore 21.30).

 

«È stato bello», ci dice Gnocchi, «ristabilire un rapporto con persone con le quali mi trovo bene. E poi qui ho piena possibilità di esprimermi».

 

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Con lei ci sono Teo Teocoli, Teresa Mannino, Gioele Dix, Anna Maria Barbera, Flavio Oreglio, il meglio della comicità storica del programma. Nel mondo della risata non c'è rottamazione, ma funziona l'usato sicuro?

«Questo è vero, ma è pure vero che i comici storici hanno portato cose nuove, sono stati al passo coi tempi, cambiando gli argomenti. Del resto, vanno rottamate solo le cose che non fanno ridere».

 

gene gnocchi

La prima puntata ha raggiunto il 22,3% di share con oltre 4 milioni di spettatori, stravincendo la serata. Dopo due anni di pandemia la gente ha una disperata voglia di ridere?

«Sì, lo vedo anche a teatro. Basti pensare a quello degli Arcimboldi dove si tiene Zelig: sono state sei serate sold out. Le gente è vogliosa di ridere e di recuperare un rapporto sereno con i luoghi pubblici. E infatti le sale tornano a riempirsi».

 

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Ci dia qualche anticipazione sul suo sketch.

«In parte sarà satira politica, in parte sarà legato al fatto che la pandemia, pur nelle oggettive brutture, ha avuto un risvolto positivo. Quale? Lo svelerò stasera».

 

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Il nuovo Zelig sarà politicamente scorretto?

«Be', il mio intervento sarà spigoloso: dire che la pandemia ha avuto dei benefici non è correttissimo. In generale però il politicamente corretto ci ha rotto le palle. È perfino diventato scomodo scrivere di sport: se io dico che la Juve ha giocato peggio del Canicattì, qualcuno obietterà che il Canicattì non è così inferiore alla Juve.

 

Ma un comico non può autocensurarsi: l'unico atteggiamento giusto è andare avanti, seguendo il proprio istinto e la propria idea di comicità. Non ci si può chiedere ogni volta se una battuta sarà o meno spunto di polemiche. E chissenefrega se qualcuno avrà qualcosa da dire».

 

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Pio e Amedeo suscitarono scandalo dicendo che, se non ci sono intenzioni cattive, si possono usare parole come «negro» o «frocio». Lei che ne pensa?

«È sempre il contesto che decide. Poi, se qualcuno si sente oltraggiato e diffamato, quereli. Ma uno deve essere libero di poter dire quello che vuole, soprattutto in un contesto giocoso, scherzoso».

 

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Come mai nessuno fa parodie di Draghi? È come i santi, su di lui non è possibile scherzare?

«No, si può scherzare su tutto. Massimo Ran Draghi è diventato l'emblema della pacificazione, è l'uomo al di fuori delle contese. Poi si è sempre sottratto ai talk politici, e ciò lo rende quasi immacolato. Ma arriverà presto il suo momento».

 

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Quanta nostalgia avete, voi comici, di Berlusconi al potere?

«Be', Berlusconi al Quirinale per noi sarebbe grasso che cola. Ma bisognerà stare attenti al vilipendio. Rischieremmo di essere continuamente querelati (ride, ndr)».

 

Il Pd di Letta, più che ridere, fa piangere?

«Il Pd ha capito che è meglio stare fermi, perché come si muove fa danni. Il Pd di Letta perciò fa lavorare gli altri, non fa niente. Sì, è al governo, ma sta defilato, non dà fastidio».

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Grillo dovrebbe tornare a fare il comico a tempo pieno?

«Lo fa anche ora, come dimostra la sua battuta su Conte specialista in penultimatum. La sua verve comica è ancora intatta. Se si mettesse di nuovo a fare il comico, avrebbe da insegnare a tanti. Purtroppo continua a fare il politico».

 

Dopo Grillo sarà la volta in politica di un altro comico, Gene Gnocchi?

«Quando ero al programma di Floris, avevo ideato un movimento chiamato "Il Nulla". Era la prosecuzione ideale della classe politica di allora, al tempo dell'uno vale uno e dell'abolizione della povertà. Il Nulla era la soluzione, ma non è stato capito. In ogni caso Conte potrebbe essere il leader perfetto per il Nulla».

 

GENE GNOCCHI

Come "seppellirebbe" con una battuta No Vax e No Green Pass?

«Su di loro non è possibile fare battute. Semmai faccio una considerazione: ho perso quattro amici per il Covid. Sentire le idiozie No Vax mi fa star male».

 

Lei cerca da tempo di esordire in serie A. A 66 anni ci crede ancora?

«Una speranza ce l'ho. Due settimane fa ho ripreso a giocare e ho visto che il piede c'è. Per questo lancio l'appello: se qualcuno fosse interessato a farmi esordire, io qualche minuto in campo riuscirei a farlo. Mi propongo a qualsiasi squadra di serie A.

GENE GNOCCHI BACIA CONDUTTRICE TG

 

Anche all'Inter, pur essendo milanista ai tempi di Savicevic. Invece a Enrico Ruggeri, che ha esordito in D, dico: sei negato a giocare a calcio (ride di gusto, ndr)».

 

Zelig con il 22,3% va meglio di tutti i partiti politici. Potrebbe diventare un partito? E con Gene raggiungerà il 30?

«Sarebbe una bella soddisfazione, perché verrei nominato alla guida del partito Zelig. E diventarne leader sarebbe quasi come esordire in serie A».

 

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