franco zeffirelli (1) johnathon schaech

GIUSTI: "NUN HAI VISTO ER GESÙ DE ZEFFIRELLI!”...DA QUEL FILM IN POI IL SUO CINEMA NON È STATO MOLTO AMATO. ANZI. LE RECENSIONI DEI SUOI FILM SUI SITI AMERICANI SONO UN DISASTRO: “FRATELLO SOLE, SORELLA LUNA? SEMBRA UN ALBUM DA COLORARE” (TIME) - L'ASSURDO "IL GIOVANE TOSCANINI" FISCHIATO A VENEZIA, LA MACCHIETTA URLANTE DEI TEMPI BERLUSCONIANI, I CAPOLAVORI TRASH GETTAVANO UNA PESANTE OMBRA SULLO ZEFFIRELLI MIGLIORE. AVREBBE VOLUTO ESSERE CELEBRATO COME UN LUCHINO VISCONTI, MA...." - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

zeffirelli

C’era un tempo che il Gesù di Franco Zeffirelli faceva testo come e più dei Vangeli. C’è perfino un divertente sketch di Signori e signore, buona notte, credo diretto da Mario Monicelli, che di fronte a un discutibile discorso su Gesù di un Vittorio Gassman vescovo fuori dalle righe, un burino zitta tutti con un perentorio. “L’ha detto, l’ha detto, nun hai visto er Gesù de Zeffirelli!”. Ecco. Diciamo che dal Gesù de Zeffirelli in poi, e non a caso salverei Romeo e Giulietta e La bisbetica domata e perfino Fratello sole, sorella luna, che mi erano piaciuti, almeno per i ragazzacci della critica più oltranzista, ma anche per la gran massa di cinematografari romani del tempo e de sinistra, il cinema di Franco Zeffirelli non è che sia stato molto amato. Anzi.

 

 

Si sprecarono i fischi di fronte a un assurdo Il giovane Toscanini presentato incautamente a Venezia e giustamente celebrato come il mega-cult-trash di Zeffirelli. In una scena Liz Taylor, già matura diciamo, impazzisce d’amore per il giovane Toscanini di C. Thomas Howell, e nel bel mezzo della grande rappresentazione dell’Aida nel Teatro dell’Opera di Rio, interrompe la musica per dichiarare che “libererà sette dei suoi schiavi negri!”. E in sala partivano le risate.

 

zeffirelli

Zeffirelli, nelle cronache di qualche anno dopo, il film è del 1988, in una lettera al “Corriere della Sera”, sostenne che fu un attacco premeditato dei comunisti contro di lui, simile a quello che fecero a Berlusconi alla prima della Carmen a Verona, organizzato da “una sorte di comitato di salute pubblica, animato dai vari Nanni loy, Citti Maselli e compagni, che si mise a distribuire (perfino ai critici di tutto il mondo!) centinaia di fischietti”.

 

E dopo i fischi premeditati, ricorda che “Ritornai in albergo quella sera a Venezia, si può capire quanto amareggiato, mi versai un whisky per smaltire la rabbia e squillò il telefono. Era Berlusconi, con cui eravamo amici da tempo. Si disse addoloratissimo e indignato per quello che era successo, Aveva saputo anche dei fischietti. ‘Che mascalzoni, mi vergogno di essere italiano. Dobbiamo decidere veramente di metterci tutti insieme, anche per aiutarli a capire quanto il mondo stia cambiando’. Cominciai a sperare”.

 

E quindi da allora che a Berlusconi, per salvare l’Italia dal comunismo, venne l’idea di fondare Forza Italia, partito che vide Zeffirelli in prima linea, addirittura come senatore della Repubblica per ben due legislature, e con scenate incredibili in tv. Non solo in Italia. Peccato, perché lo Zeffirelli esaltato e berlusconiano, come lo Zeffirelli registi di capolavori trash, come Callas Forever con Fanny Ardant e Gabriel Garko, o come lo Zeffirelli supertifoso della Fiorentina (anche io tifo Fiorentina), gettavano una pesante ombra anche sullo Zeffirelli migliore.

 

Zeffirelli

Diciamo lo Zeffirelli regista d’opera lirica, di teatro di prosa, scenografo, costumista, che aveva davvero segnato con le sue celebri messe in scena lo spettacolo internazionale dal dopoguerra a oggi. Capace di collaborare con i pù grandi direttori d’orchestra di ogni tempo, da Von Karajana a Bernstein, da Serafin a Kleiber. Non la macchietta urlante dei tempi berlusconiani.

 

E Zeffirelli ha davvero diretto star del calibro di Maria Callas, Anna Magnani, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Alec Guinness, Laurence Olivier, Joan Plowright, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Mirella Freni, Mel Gibson, Glenn Close, Judi Dench, Maggie Smith, Cher, Faye Dunaway, Charlotte Gainsbourg e decine e decine di altre. Potevamo preferirgli tutta la vita Carmelo Bene o Luca Ronconi, ma di fatto è stato il primo regista non inglese a allestire un testo di Shakespeare a Londra, all’Old Vic, con Romeo e Giulietta nel 1960. Riuscendo una decina d’anni dopo a portare all’Old Vic, in inglese, addirrittura il teatro di Eduardo De Filippo con la complicità d Laurence Olivier. E poteva vantare un curriculum pauroso.

 

storia di una capinera

Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, diventa giovanissimo scenografo e aiuto di Luchino Visconti. Non solo all’opera, ma anche al cinema, per capolavori come La terra trema, Senso, Bellissima. Anche attore, nell’Onorevole Angelina di Luigi Zampa. Aveva fatto il suo esordio da regista alla Scala nei primi anni ’50. Ma presto lo troviamo al Royal Opera House con la Manon Lescaut. Poi con la Cavalleria rusticana e I pagliacci. Dirige la sua prima Lucia con Joan Sutherland al Covent Garden di Londra.

johnathon schaech

 

Del 1958 è la sua prima Traviata con Maria Callas. Ma non meno celebri saranno la sua Norma all’Opera di Paris e la Tosca al Covent Garden, sempre con la Callas. Nel 1960 dirige all’Old Vic, Romeo e Giulietta. E’ anche il suo primo Shakespeare in assoluto.

 

Negli anni ’60 lo troviamo ancora a La Scala per celebri messe in scena di La bohéme, l’Aida, La Traviata. Ma dirige anche Anna Magnani a teatro per La lupa.

Durante i giorni dell’alluvione di Firenze nel 1966, gira un bellissimo documentario, Per Firenze, che farà il giro del mondo. La voce che accompagna il film per la tv è di Richard Burton. Allora ci commosse profondamente.

 

storia di una capinera

Proprio con La bisbetica domata da William Shakespeare interpretato dalla coppia Richard Burton- Elizabeth Taylor, è il suo grande ritorno al cinema dopo un esordio un po’ banale negli anni’50 con Camping. Ma il più riuscito fra i suoi adattementi shakesperiani per il cinema è il successivo Romeo e Giulietta con Olivia Hussey e Leonard Whiting, che vedemmo nel 1968. E’ il film che cambierà completamente il modo di trattare Shakespeare al cinema. Nei primi anni ’70 mette in scena al Metropolitan di New York la Cavalleria Rusticana.Torna al cinema con Fratello sole, sorella luna, la vita di San Francesco d’Assisi, un nuovo grande successo, che nell’edizione originale aveva le canzoni originali di Donovan e in quella italiana la versione quelle di Claudio Baglioni.

franco zeffirelli

 

Dirige nel 1974 la cerimonia dell’apertura dell’Anno Santo in mondovisione.

Del 1976 è appunto Gesù di Nazareth con Robert Powell e un cast stellare. Da Anthony Quinn a James Mason, da Claudia Cardinale a Rod Steiger, da Renato Rascel a Laurence Olivier. Personalmente non mi piacque e non piacque certo ai critici più attenti del tempo. Era un cinema un po’ vecchio e piacione. E poi avevamo ancora in testa Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini. Il confronto era schiacciante. E proprio questo confronto continuo con i maestri del cinema, credo, rendeva furioso il lato più vanitoso di Zeffirelli, che avrebbe voluto essere celebrato come un Luchino Visconti, l’unico suo erede possibile. Ma i tempi erano cambiati.

 

franco zeffirelli

Anche se  lo chiamò Hollywood alla fine degli anni ’70 per due film completamente diversi, Il campione con Jon Voight e Faye Dunaway e Amore senza fine con Brooke Shields. Non erano male, ma non aggiungevano niente né al cinema né a Zeffirelli. Meglio, mi sembra, l’ Amleto con Mel Gibson, Glenn Close e Helena Bonham Carter, mentre Il giovane Toscanini con Elizabeth Taylor fu un disastro. Non male Jane Eyre, e ancor di pià l’autobiografico Un tè con Mussolini, che lo rendeva un nostalgico James Ivory fiorentino. E poi arriviamo a Callas Forever dove a Jeremy Irons, che sembra la parodia omo del suo personaggio bertolucciano in Io ballo da sola, viene dato il ruolo di un giovane Zeffirelli che cerca di convincere la divina Maria di Fanny Ardant a interpretare la Carmen per una versione cinematografica. E si ritrova il baldo Gabriel Garko sul suo percorso. Ecco. Magari sbaglio e anche Callas Forever diventerà un cult.

ZEFFIRELLI

 

 Ma date un attimo uno sguardo alle recensioni dei suoi film da parte dei grandi giornali sui siti americani. E’ un disastro. Si salvano solo Romeo e Giulietta, La bisbetica domata, Hamlet e un po’ Un tè con Mussolini. Viene massacrato anche Fratello Sole, Sorella Luna (“sembra un album da colorare dei tempi di scuola”, Time). Non parliamo de Il giovane Toscanini e di Callas Forever. O di Gesù di Nazareth.

zeffirellivilla zeffirelliZEFFIRELLI CON LIBRO SU FRANCESCOGIORGIO ALBERTAZZI E FRANCO ZEFFIRELLI FRANCO ZEFFIRELLI ZEFFIRELLI E SILVIA DAMICO LUCA E CARLO VERDONE CON ZEFFIRELLI aida di zeffirelli 2WERTMULLER ZEFFIRELLI ZEFFIRELLI ROSI CASA DI FRANCO ZEFFIRELLI FOTO ALESSANDRO PENSO PER LESPRESSO VALENTINA CORTESE E FRANCO ZEFFIRELLI FRANCO ZEFFIRELLI FOTO ALESSANDRO PENSO PER LESPRESSO FRANCO ZEFFIRELLI FOTO ALESSANDRO PENSO PER LESPRESSO aida di zeffirelli 3aida di zeffirelli 4PAPA FRANCESCO ZEFFIRELLIaida di zeffirelli 6aida di zeffirelli 7aida di zeffirelli 5franca valeri zeffirelliZEFFIRELLI SI INCHINA ALLA REGINA ELISABETTAZEFFIRELLI PAPA FRANCESCO casa zeffirelli

 

Ultimi Dagoreport

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…