sex pistols glen matlock

GOD SAVE SEX PISTOLS – FRANCESCO ADINOLFI INCONTRA A ROMA GLEN MATLOCK, BASSISTA E MOTORE DEL GRUPPO CHE HA INVENTATO IL PUNK E HA RIBALTATO IL ROCK A PARTIRE DAL 1976 - E' LUI CHE SCRIVE LA MUSICA DEI PRIMI TRE SINGOLI. E' SEMPRE LUI CHE QUANDO NEL 1977 LASCIA IL GRUPPO SOSTITUITO DA SID VICIOUS, CONDANNA LA BAND A CHIUDERE I BATTENTI - ANEDDOTI E RICORDI: JOHNNY ROTTEN, RONNIE WOOD, DAVID BOWIE, IGGY POP, LA PROSSIMA SERIE “PISTOL” DIRETTA DA DANNY BOYLE - VIDEO

francesco adinolfi

 

Incontro con Glen Matlock di Francesco Adinolfi per Dagospia

 

Glen Matlock, bassista, è stato il motore principale dei Sex Pistols, gruppo che ha inventato il punk in Gran Bretagna e ha ribaltato il rock a partire dal 1976. E' lui che scrive la musica dei primi tre singoli del gruppo (Anarchy in the Uk, God Save the Queen e Pretty Vacant, di quest'ultimo anche il testo) e, anche insieme al chitarrista Steve Jones, il resto dei pezzi - ad esclusione di Holidays in the Sun e Bodies - sull'unico album della band, Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols.

glen matlock tiene in braccio Sid Vicious, foto Sheila Rock 1978

 

E' sempre lui che quando nel 1977 lascia il gruppo - o è costretto a lasciare, dipende dai punti di vista - sostituito da Sid Vicious, da un lato esce dai radar della gloria eterna (offuscato dalla esuberanza visiva e dalle sregolatezze del nuovo arrivato) e dall'altro condanna la band a un'esistenza a tempo: ancora pochi mesi e poi si sarebbero sciolti.

 

Lo conferma anche Steve Jones, chitarrista del gruppo, colui alle cui memorie Danny Boyle si è affidato per Pistol, la mini serie presto in onda su Disney+. Dirà che dopo Glen mancavano le canzoni e il gruppo anche per questo era imploso. Dai Sex Pistols in poi per Matlock è una vertigine di progetti: dagli storici Rich Kids, il suo gruppo più noto, alla collaborazione con Iggy Pop (nell'album Soldier, 1980), dai suoi progetti solisti alle recenti registrazioni con i Faces di Kenney Jones, Rod Stewart e Ronnie Wood.

 

Glen Matlock a roma

Appena può Glen scappa a Roma - “tra le città che in assoluto più amo, come vorrei viverci!” - e una settimana fa ci ha passato tre giorni. Piazza di Spagna, Trastevere, Villa Borghese. Le sue sono passeggiate rilassanti che durano ore, con quel mocassino nero ultra mod e quelle mise impeccabili. Quasi sempre alloggia all'Hotel Imperiale di via Veneto, il suo albergo preferito.

GLEN MATLOCK

 

“Quando posso e finché ce lo faranno fare – sorride, mentre beve l'ennesimo cappuccino – continuerò a viaggiare. In Gran Bretagna stiamo andando sempre più a destra e Boris Johnson sembra sempre più vicino a Francisco Franco e Mussolini. La Brexit è una sciagura ed è stata fatta, da quello che capisco, per trasformare il paese in un paradiso fiscale proteggendo gli interessi dei super ricchi, nessun altro ne beneficia.

Glen Matlock (primo a sinistra) con i Sex Pistols nel 1977

 

Da un punto di vista personale, e come artista, la Brexit ha cambiato drasticamente e limitato le nostre possibilità di movimento, adesso possiamo stare senza visto nei paesi della Ue per un massimo di 90 giorni e in un arco di tempo di 180 giorni, e comunque questa esenzione non prevede il diritto al lavoro nell'Unione europea.

 

Glen Matlock Sex Pistols (a sinistra) con Ron Wood

Il governo aveva promesso che per i musicisti e altre categorie ci sarebbero state eccezioni ma finora solo promesse. Penso non capiscano nemmeno chi siamo, ma riguarda anche musicisti di classica, architetti e altre figure professionali. Io ho 65 anni, non sono ricco ma vivo bene, mi piace viaggiare, fare concerti, prendere la vita in maniera leggera, essere un 'Englishman abroad', be’ non posso più farlo.

 

glen matlock sex pistols

Insomma è un terribile passo indietro. Sarò naive, sarò il classico turista, ma quando vengo a Roma o in generale in Italia c'è un'atmosfera diversa, di sicuro più rilassata rispetto all'Inghilterra. Lì la situazione è molto tesa”.

 

Si parla spesso di Brexit con Glen, è l'argomento che più lo inquieta. Laburista, pro vax, impegnato politicamente, quando si presenta l'occasione Matlock scende spesso in piazza. “L'ultima volta – racconta – è stato a maggio per la 'Kill the bill', la marcia di protesta contro la legge che riduce libertà di espressione, blocca mobilitazioni pacifiche e dà alle autorità una discrezionalità enorme su cosa autorizzare o meno”.

sex pistols

 

E prosegue: “L'opposizione in Gran Bretagna non può contare su una stampa forte, la maggior parte dei giornali sono schierati a destra e sono di proprietà di imprenditori a cui la Brexit fa comodo, serve a proteggere i loro interessi e, ripeto, i loro paradisi fiscali. C'è un clima molto orwelliano insomma”.

 

La musica però aiuta, e Glen Matlock sta per tornare con un nuovo album (e un nuovo contratto con la Universal) a cui l'imminente uscita della mini serie di Danny Boyle darà sicuramente una bella mano in quanto a promozione e diffusione. Ma com'è questo disco?

 

sex pistols

“Non sarà rockabilly come il mio ultimo album, Good to Go, ma rock nel senso più allargato del termine, una cosa sullo stile di Born Running, il mio album (a nome Glen Matlock & The Philistines) del 2010. Ci suona anche Norman Watt-Roy, il bassista dei Blockheads di Ian Dury, e poi c'è anche Tomoyasu Hotei che ha scritto il tema di Kill Bill, lui è il Jeff Beck giapponese!

sex pistols steve jones

 

Ancora non ho pensato a un titolo. Ne ho tanti in mente, forse Consequences Coming, pensando a quello che tra un anno o due potrà succedere in Inghilterra. Le canzoni riguardano il clima che si è creato con la Brexit, le ho scritte prima che accadesse quello sta succedendo ora ma era prevedibile che sarebbe avvenuto. Ho anche pensato che potessero essere un po' anacronistiche, in realtà sono molto contemporanee, anzi ora più di prima”.

 

Quando con Glen ci si incontra affiorano aneddoti e ricordi di ogni genere. Un fiume di memorie che lascia a bocca aperta. Ti inchioda quando, ad esempio, racconta, con tutta la nonchalance del mondo, della volta in cui a Londra era passato a salutare alcuni amici nella casa occupata frequentata dagli 101ers, il gruppo di Joe Strummer; proprio quel giorno e in quel momento, nel 1976, Joe aveva annunciato agli altri che avrebbe lasciato il gruppo e avrebbe formato i Clash.

 

sex pistols

Oppure quando ti dice che nella casa di Dave Vanian il cantante dei Damned è tutto scuro e color porpora e c'è un pentagramma all'ingresso, o quando gli tornano in mente gli incontri con David Bowie al tempo in cui Glen suonava con Iggy Pop. “David era sempre gentilissimo – ricorda -. Ti faceva sentire a proprio agio, era sempre interessato a quello che facevi, rispetto ad altre rockstar riusciva sempre a coinvolgerti.

 

Steve Jones, Sex Pistols

Con Iggy sono venuto in Italia per la prima volta, nel 1979; abbiamo suonato a Milano e Parma. Lì è sbocciato l'amore per questo paese, tanto che ho un'applicazione con cui ripasso le mie frasi idiomatiche in italiano. A proposito di Iggy, l'ultima volta che ci siamo incontrati è stato nel 2008, quando con i Sex Pistols abbiamo suonato all'Isola di Wight, lui ci faceva da supporto.

 

Alla fine del concerto lo sono andato a salutare in camerino con mio figlio Louis che al tempo aveva 10 anni. Entriamo e c'era questa signora tutta vestita con un abito di pelle, era fatto a strisce, quindi lasciava alcuni parti del corpo scoperte. Louis mi guardava, era imbarazzato, Iggy se ne è accorto, si è messo a ridere, e gli ha detto, 'Guarda che è mia moglie'”.

 

Sex Pistols

Anche i figli di Glen Matlock suonano: Louis (24) è un solista e Sam (28), ha un gruppo, i Wargasm spesso in playlist su BBC Radio1. Prosegue: “A volte qualcuno mi domanda, 'Ma una cosa come il punk potrebbe succedere anche oggi?' Non lo so. O forse sì, potrebbe succedere. I miei due figli suonano, si pongono criticamente di fronte a quello che vedono, partecipano a concerti e attività che hanno a che fare con un'area di sinistra ma è diverso rispetto alla fine degli anni Settanta;

 

Sex Pistols 2

adesso c'è un gioco a cui devi partecipare e a cui partecipano anche case discografiche, servizi musicali digitali, piattaforme streaming; al tempo non era così, c'erano fanzine, fotocopie che giravano di mano in mano; adesso tutto succede online ed è diverso.

 

Da un lato puoi raggiungere più persone, dall'altro si finisce per dissipare un po' il messaggio proprio per via di quel gioco di cui dicevo a cui devi partecipare se vuoi diffondere la tua musica; le tendenze contemporanee, inoltre, girano tutte molto velocemente, già siamo pronti per la prossima, forse.

 

Johnny Rotten, Sex Pistols

Ma in un certo senso ci sono molti motivi per protestare e io, ad esempio, lo faccio con il mio nuovo disco. Ovviamente se sei giovane hai un impatto maggiore. Devi comunque essere attivo su Facebook, Instagram, Twitter”.

 

Alcune canzoni del nuovo disco di Matlock verranno presentate il prossimo 14 novembre, al 100 Club, tra i templi della musica a Londra, luogo in cui il 20 e 21 settembre 1976 si tenne il 100 Club Punk Special, storico, mitico festival punk attraverso il quale si imposero a livello di massa gruppi e immaginari legati a quel movimento. La prima sera, ovviamente, c'erano i Sex Pistols, le star dell'evento.

johnny rotten, cantante dei sex pistols e malcolm, manager del gruppo

 

“Comunque prima del 14 novembre sarò di nuovo al 100 Club; il prossimo mercoledì, il 27 ottobre, ci sarò con Kevin Brennan, il parlamentare laburista scozzese. Lo accompagno al basso. Durante il lockdown abbiamo registrato il suo album, un disco di folk.

 

Kevin è un mio amico, si è occupato di questioni musicali, come ad esempio, migliori percentuali derivanti agli artisti dallo streaming, si è occupato della libertà di movimento per i musicisti nel post Brexit, una cosa questa che il governo ci aveva promesso ma alla fine non se ne è fatto nulla.

sex pistols 5

 

Già so che al 100 Club ci saranno tanti politici, molto interessante. Peraltro ogni volta che suono in quel posto qualcuno mi chiede cosa ricordo di quella volta nel 1976 (il 20 settembre) con i Sex Pistols. Be’, io cerco sempre di vivere pensando al futuro ma siccome è una così grossa in qualche modo devo conviverci; sì è stato importante ma spesso le persone non si rendono conto che quando sei in una band, arrivi, fai il soundcheck, poi ti viene fame, poi vai a bere, stai un po' in giro, rientri, ti vedi un pezzetto del gruppo che sta suonando prima di te, magari ti cambi la maglietta, suoni e torni a casa, i concerti sono così.

sex pistols 6

 

Non è che sei coinvolto più di tanto in quello che avviene, capisco che per il pubblico è stato importante; c'erano anche altri gruppi quella sera (Subway Sect, Siouxsie and the Banshees, The Clash) e non per fare il presuntuoso ma noi eravano i Sex Pistols, eravamo molto più avanti di tutti; considera che il festival è durato due giorni, e il secondo nemmeno c'eravamo, eravamo a suonare da un'altra parte.

 

Quello che è stato importante è che eravamo diventati una specie di presenza fissa al 100 Club, le prime due volte (30 marzo e 11 maggio 1976) c'era pochissima gente, poi cominciammo a riempire il posto, quello ci fece capire che qualcosa stava succedendo; fummo dei catalizzatori. Molta gente si rese conto che se cercava qualcosa di nuovo, noi eravamo il nuovo gioco”.

sex pistols 8

 

Quando con Glen si parla di punk, prima o poi la domanda del secolo affiora sempre: cacciato dal gruppo o la sua è stata una defezione spontanea? La risposta e l'argomento per Matlock contano molto poco, acqua passata, l'unica cosa che importa, e lo dice sorridendo, “è dove prenderò il prossimo cappuccino”.

 

E in ogni caso ciascun componente dei Sex Pistols ha sempre avuto la sua versione (a volte modificata nel tempo), qualcuna bizzarra, e una diversa dall'altra. Per il manager Malcolm McLaren è stato fatto fuori perché “parlava sempre dei Beatles”, per Steve Jones perché “si lavava continuamente i piedi”, per Johnny Rotten perché “voleva che fossimo sempre più pop”.

 

sex pistols 5

Evidente che Glen fosse l'anello forte della catena, quello che scriveva i pezzi, il più musicista, quindi colui che non poteva essere controllato. Da qui il bisogno di Matlock di affrancarsi dal gruppo, sfilandosi dalle fantasie di controllo di Rotten e dagli scontri di personalità del cantante con Malcolm e il resto della band.

 

E poi Sid Vicious, l'altra ombra lunga, il suo sostituto, con cui, peraltro, checché si possa pensare, ha sempre avuto rapporti amichevoli. La prova è anche in una splendida foto in bianco e nero di Sheila Rock in cui Matlock tiene sulle ginocchia Vicious. E i due se la ridono.

sex pistols 6

 

Racconta: “Avevo un buon rapporto con Sid, gli chiesi anche se voleva che gli dessi qualche lezione di basso, ma non ha mai voluto. I testi non li sapeva certo scrivere come Johnny, le cover, però, le cantava bene. Facemmo un concerto insieme a nome Vicious White Kids”.

 

E così fino ad oggi, con la serie Pistol in arrivo e di nuovo i riflettori puntati sulla band, tra liti e udienze in tribunale. Ma cosa è successo? “Fondamentalmente John (Rotten/Lydon) non era contento che la storia fosse basata sull'autobiografia di Steve Jones (Lonely Boy: Tales from a Sex Pistol) e non sulla sua. Anch'io avrei preferito che Danny Boyle si fosse ispirato al mio libro ma devi vederla in maniera più ampia.

sex pistols 4

 

Steve Jones è la persona che ha fondato il gruppo, con il batterista Paul Cook. Non è strettamente una serie sulla band, è la storia della vita di Steve; non consentirgli di raccontarla sarebbe immorale. Per realizzare la serie e di conseguenza utilizzare al suo interno le canzoni dei Sex Pistols, abbiamo dovuto firmare un contratto. John ha cercato di fermare la produzione non firmando.

 

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Ma si è dimenticato, o ha voluto dimenticarsi, che 10 anni fa avevamo firmato un contratto tra noi in cui la maggioranza, 3 su 4, era sufficiente per realizzare qualcosa; John in tribunale ha detto che non era così ma alla fine il contratto è saltato fuori ed era chiaro, e John ha perso. Penso che la serie sia importante perché andando su Disney + può far conoscere i Sex Pistols in paesi in cui di noi non si sa nulla.

sex pistol 3

 

Onestamente ancora non ho avuto modo di vedere la versione finale, uscirà tra tre mesi. Il rischio con queste produzioni è che la finzione può mescolarsi alla realtà. Staremo a vedere. Ho, comunque, incontrato Christian Lees (fa la parte di Jerry Lee Lewis in Sun Records, la serie tv ambientata a Memphis nel Sun Studio e suona lui il piano, ndr) che interpreta me.

 

Un bravo ragazzo, si è presentato con i genitori; il padre suona la batteria e la madre è una cantante, hanno suonato per anni a bordo del transatlantico Queen Elizabeth 2”. Infine il recente progetto a cui è emotivamente legatissimo: la collaborazione con Ronnie Wood e Kenney Jones, i due Faces originari. C'era Matlock al basso nella reunion della storica rock band britannica nel 2010 e da allora non li ha più mollati.

sex pistol 6

 

A intermittenza, e a seconda degli impegni di Wood con i Rolling Stones, si ritrovano tutti insieme in studio. Racconta: “Sono stato in studio con Ronnie Wood e Kenney Jones, loro stavano rivedendo alcune cose che nel 1975, poco prima che i Faces si sciogliessero, avevano registrato ma mai finito; stavo lavorando con loro su quelle cose poi però Ronnie è partito in tour con i Rolling Stones.

 

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Anche Rod Stewart doveva registrare le voci ma lo farà più in là. Sono pezzi che suonano bene quindi qualcosa succederà, e comunque sto dando una mano, qui parliamo di superstar e io sono solo il bassista dei Sex Pistols. Considera che i Faces sono in assoluto il mio gruppo preferito di sempre, quando cominciavo a suonare la chitarra e avevo 14 anni mi mettevo davanti alla specchio e mi muovevo facendo finta che stavo nella band.

sex pistols carnaby street

 

Quando dieci anni fa sono stato in tour con loro in occasione della reunion, be’, quella per me è stata una cosa enorme. Il sogno di una vita. Capisci, trovarsi con loro davanti a 50mila persone, sullo stesso palco, con quel gruppo che imitavo allo specchio. Per me tutto parte dai Faces e ovviamente dagli Small Faces che diventeranno i Faces quando Steve Marriot se ne andrà per formare gli Humble Pie.

 

Erano incredibili gli Small Faces, avevano un grande senso dello stile e poi erano di Londra; loro erano i veri mod, non gli Who, come lo stesso Pete Townshend ha sempre riconosciuto dicendo che gli Who non sono mai stati così mod.

SEX PISTOLS

 

Quando abbiamo fatto la reunion dei Faces, Kenney Jones e Ian McLagan si sono resi conto che non facevano un concerto insieme come Small Faces dal 1968, allora durante un bis abbiamo fatto due pezzi del gruppo e alla fine del primo Ronnie Wood mi si è avvicinato e come uno scolaretto mi ha detto, 'Glen ti rendi conto abbiamo fatto due pezzi degli Small Faces, e nemmeno li abbiamo suonati così bene, ma che ci importa, è stato bellissimo', anche lui era un super fan della band, era contentissimo”.

 

SEX PISTOLS 2

Nel frattempo il giorno dopo tocca a Villa Borghese, in una di quelle classiche ottobrate romane che sembrano estate. Alla Galleria Borghese c'è Archaeology Now, la personale di Damien Hirst. Tutte le volte che Matlock arriva in città c'è sempre una mostra o un museo a cui non può mancare e in cui torna regolarmente, del resto viene dalla Saint Martin's School of Art, la nota scuola d'arte di Londra.

 

Proprio lì e proprio lui organizzerà il primo concerto dei Sex Pistols, il 6 novembre 1975: 20 minuti di passione cosmica prima che Jeremy Diggle, al tempo rappresentante degli studenti, staccasse la spina dicendo “è una schifezza”. Se ne pentirà e 30 anni dopo farà apporre una targa che ricorda proprio quel concerto.

 

SEX PISTOLS 1

“Con Damien Hirst – dice – ci siamo fatti una chiacchierata a Londra, prima del lockdown. L'ho incontrato in un locale, in un caffè. Era stato gentile, mi aveva mandato il disegno di un teschio ricambiando il fatto che anni prima gli avessi firmato la copia di Never Mind the Bollocks. Ancora non l'ho incorniciato, non è che i suoi disegni mi facciano impazzire”.

 

SEX PISTOLS 8

Glen Matlock non riuscirà a visitare Archaeology Now, lo stanno chiamando da Londra e non c'è più tempo. Ma tanto Roma aspetta, fino alla prossima visita.

 

sex pistolsSEX PISTOLSLa svastica divise i manager dei Clash e dei Sex Pistols serie “pistol” diretta da Danny BoyleIL CAST DI PISTOL DI DANNY BOYLE

 

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