giallini freccero

GRASSO CHE COLA SU GIALLINI, LA PERFETTA INCARNAZIONE DEL COMMISSARIO SCHIAVONE - LA TERZA STAGIONE VA IN ONDA PER QUATTRO SETTIMANE. MARCO GIALLINI SEMBRA LA TRASPOSIZIONE FINZIONALE DEL DIRETTORE DI RAI2 CARLO FRECCERO, IL SAVONESE TRAPIANTATO A ROMA…

giallini

Aldo Grasso per il “Corriere della sera”

 

Marco Giallini torna ad indossare il loden di Rocco Schiavone, anticonformista vicequestore nato dalla penna di Antonio Manzini (tutti i libri sono editi da Sellerio). E questa è la cosa più importante. Senza Giallini la serie non esisterebbe, quanto meno sarebbe molto difficile immaginarla.

 

Nessuno meglio di lui, romano trapiantato ad Aosta, poliziotto dai modi antieroici e perenne elaboratore di lutti, riuscirebbe a dar vita a un personaggio dal profilo psicologico complesso (interpreta la figura canonica del «ruvido empatico»), solo come un cane (anzi solo con un cane), sempre sul punto di essere abbandonato dalle persone cui tiene di più.

 

giallini

I suoi sottoposti sembrano quasi macchiette, vivono di luce riflessa a rischio di una «montalbanizzazione» della serie (il format Montalbano contamina la fiction Rai: un solo protagonista, un poliziotto alla Catarella, il crime che si chiude in una puntata, il paesaggio da Film Commission).

 

schiavone

A Valpelline è stato ritrovato il corpo senza vita di un ex sacerdote, Donato Brocherel, un uomo che da ben 18 anni viveva da solo in una piccola casa in mezzo alle montagne. Morte accidentale, suicidio o omicidio? Il vicequestore ha 37,3 di febbre e quindi deve stare rinchiuso in casa, timoroso di qualche irreparabile complicazione polmonare. Eppure, nella sfiorata ridicolaggine della situazione, conduce le indagini via telefono.

 

Nasce così una situazione straniante: la scena del delitto, invece di essere rappresentata direttamente, è raccontata e molta parte delle indagini si svolge via telefono. Alla, fine, come al solito, un' intuizione di Rocco Schiavone farà luce sul delitto. La terza stagione, per la regia di Simone Spada, va in onda per quattro settimane (Rai2, mercoledì, ore 21,20). Marco Giallini sembra la trasposizione finzionale del direttore di Rai2 Carlo Freccero, il savonese trapiantato a Roma.

aldo grassocarlo freccero foto di bacco (1)selvaggia lucarelli vs aldo grasso 6carlo freccero foto di bacco (2)carlo freccero foto di bacco (3)marco giallini (1)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?