spiderman no way home

HANNO INCASTRATO L’UOMO RAGNO – NEL NUOVO “SPIDERMAN: NO WAY HOME” PETER PARKER SI RITROVA CON L‘IDENTITÀ SBANDIERATA AI QUATTRO VENTI E CERCA DI SFUGGIRE DALLE CONSEGUENZE – TOM HOLLAND: “L'HO SENTITO VICINO PERCHÉ ANCHE IO HO VISSUTO QUALCOSA DI SIMILE. DA QUANDO INTERPRETO QUESTO RUOLO NON SONO PIÙ POTUTO ANDARE NEI POSTI CHE FREQUENTAVO PRIMA”- “SO CHE UN FILM COSÌ VIENE CONSIDERATO "POP CORN MOVIE", MA POSSO DIRE CHE IN QUESTA STORIA…” - VIDEO

Fulvia Caprara per “La Stampa”

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Nello studio 10 di Cinecittà, a pochi passi da quello che fu il regno di Federico Fellini, succede che un giovane attore di grande successo appaia in versione ologramma dentro un cerchio di fuoco e inizi a dialogare amichevolmente con il conduttore Alessandro Cattelan, prima di rispondere alle domande dei giornalisti. 

 

ologramma di tom holland a cinecitta 3

Forse solo il maestro della Dolce vita avrebbe potuto immaginare un lancio pubblicitario così fantasioso, un'evoluzione così elaborata dello storico rapporto stampa - celebrità, magari con paparazzi a caccia di scatti tridimensionali. Il lancio di Spider Man No way home, da mercoledì nelle sale con Warner Bros (in Italia le prevendite online sono andate esaurite in poche ore) diventa un happening a base di raggi laser con il divo 25enne Tom Holland, in t-shirt da Los Angeles, che annuncia le novità del nuovo capitolo. 

 

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Prima di tutto quella del disvelamento, perché stavolta Spider-Man si ritrova con l'identità sbandierata ai quattro venti e non è semplice sfuggirne le conseguenze, proprio come capita a certi attori che, da un giorno all'altro, diventano noti: «Il mio personaggio deve affrontare la fama, l'ho sentito particolarmente vicino perché anche io ho vissuto qualcosa di simile. Da quando interpreto questo ruolo non sono più potuto andare nei posti che frequentavo prima, sono felice di tutto quello che mi è successo, ma certo la mia vita è molto cambiata e ho dovuto imparare a gestire la celebrità».

 

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 Per rendere meglio l'idea, Cattelan fa un paio di esempi: «L'identità dei supereroi non viene mai rivelata, sarebbe come far sapere a tutti il numero di telefono di Diletta Leotta, oppure quello del bancomat di Ronaldo». Dall'altra parte dell'oceano Holland sorride e si congratula con la sua replica: «Mi piace, nella realtà sono molto più basso». Mentre uno sgabello si materializza nello spazio dell'ologramma, Cattelan dà il via alle domande. 

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Nel nuovo film, che si riallaccia direttamente alla trama di Far From Home, c'è più spazio per la commedia, per gli intrecci terreni legati alla svolta del protagonista, per la fidanzata Zendaya (compagna di Holland anche nella vita), per la Zia (Marisa Tomei), per l'amico-maestro-mentore Dottor Strange (Benedict Cumberbatch) che, suo malgrado, dovrà offrire aiuto all'Uomo Ragno in difficoltà: «So che un film così viene considerato "pop corn movie", ma posso dire che in questa storia ci sono molti momenti drammatici, che davvero toccano il cuore».

 

L'amore del pubblico ha le sue conseguenze: «So di avere una grande responsabilità, tanti ragazzi guardano i film di supereroi e, in qualche modo, si relazionano ai personaggi, vivendoli anche come vie di fuga, come maniere per sottrarsi al loro quotidiano E questo vale ancora di più ora, dopo gli anni difficili che stiamo attraversando a causa del Covid». 

 

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I social, che anche nell'ultima avventura funzionano da ineludibile cassa di risonanza, vanno maneggiati con cura: «Le persone note mettono in mostra le loro esistenze, i loro traguardi, tutto viene fotografato e postato, e questo può diventare pericoloso, soprattutto per i più giovani che osservano vite perfette solo in apparenza. Le possibilità per venirne fuori ci sono, bisogna sempre ricordare che i social sono un'arma a doppio taglio». 

 

Nel Multiverso dove Spider-Man dovrà affrontare le sue nuove sfide, prendono corpo i vecchi e più temibili nemici, da Doc Ock (Alfred Molina) a Green Goblin (Willem Dafoe) e a Electro (Jamie Foxx): «La vicenda è entusiasmante, nei film degli "Avengers" Spider-Man era sempre il più piccolo, quello a cui tutti potevano dire cosa fare e come comportarsi, ora è diverso, il mio personaggio cresce e prende in mano la situazione».

 

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 La divisa d'ordinanza lascia spesso spazio agli abiti civili, giacca stazzonata e cravatta strappata, proprio per sottolineare la contaminazione con il mondo del reale: «I cambiamenti, nelle saghe molto amate, possono sempre far paura, ma tutto quello che si fa alla Marvel ha sempre una precisa ragione, sono molto curioso di sapere come saranno prese le novità». Le acrobazie dell'Uomo-Ragno hanno avuto altri interpreti celebri, da Tobey Maguire a Andrew Garfield, attori con cui Holland dice di essere cresciuto: «Non ho chiesto loro consigli, mi è bastato vederli in azione per ispirarmi e capire». 

 

ologramma di tom holland a cinecitta 1

Del suo personaggio ama soprattutto «l'umiltà. È la sua qualità più preziosa, ho cercato di metterla in luce». Il commiato dall'ologramma tocca a Cattelan, in un attimo l'incantesimo finisce e, al posto dell'aria colorata, riappare il titolo del film. In fondo cosa manca a un ologramma? Giusto la pausa al buffet e, naturalmente, la mascherina obbligatoria

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