john lennon yoko ono

IMAGINE… JOHN LENNON A 80 ANNI – MOLENDINI: AVREBBE PAURA DEL COVID, CE L’AVREBBE CON TRUMP, PROBABILMENTE SI SAREBBE SEPARATO DA YOKO ONO E NON GLI AVREBBERO FATTO SCONTI SULL’ETERNA QUESTIONE: QUANDO CI SARÀ UNA RIUNIONE DEI BEATLES? ECCO PERCHÉ PER LUI SAREBBE STATO DIFFICILE AFFRONTARE IL PASSARE DEL TEMPO (MA TUTTO QUESTO NON ASSOLVE CHAPMAN) – VIDEO

Marco Molendini per Dagospia

 

lennon

Immagina John Lennon vivo: avrebbe 80 anni. Immagina: avrebbe, anche lui, paura del covid, qualche acciacco dovuto all’età, probabilmente sarebbe calvo, ce l’avrebbe con Trump, avrebbe protestato per le guerre in Afganistan e Iraq, non gli piacerebbe il me too, ma si sarebbe schierato con il Black lives matter e con Greta Thunberg, probabilmente si sarebbe separato da Yoko Ono dopo una serie di altri Lost weekend,

 

forse si sarebbe risposato, i giornali periodicamente gli avrebbero chiesto se perdonava Chapman per avergli sparato e averlo ferito gravemente, non gli avrebbero fatto sconti sull’eterna questione: quando ci sarà una riunione dei Beatles? Avrebbero continuato a chiederglielo, almeno finché avesse resistito alle lusinghe, alle proposte, alle offerte sempre più allettanti.

paul mccartney, john lennon e george harrison 2

 

La reunion, prima o poi, si sarebbe fatta, se non con tutti i Beatles quanto meno con Paul e Ringo dopo la morte di George e, magari, ci sarebbe scappato anche un nuovo album live e uno in studio con ospiti, come si usa. Invece Lennon ha ancora 40 anni.

 

Invecchiare non è facile, non è roba da star immortali a meno che tu non abbia fatto davvero un patto col diavolo come i Rolling Stones. Quel colpo di pistola, l'8 dicembre 1980, due mesi dopo il suo compleanno, il 9 ottobre, ha fermato il ricordo, la memoria, e John continua a cantare Imagine senza il rischio di apparire ripetitivo. E' l'eroe, il profeta beatificato di un'epoca, di tanti ideali dimenticati e di una generazione che voleva sognare.

 

ringo starr paul mccartney john lennon

Chi lo ha pianto, quel giorno, oggi non sogna più e ha i capelli bianchi. Oppure li ha tinti come Paul McCartney, che gli 80 anni li farà fra un anno e mezzo, sulle cui spalle c'è tutto il peso di restare se stesso, nonostante il tempo che passa, costretto a fare confronti con la sua fantastica storia e, ogni volta che scrive una canzone, a fare il paragone con Yesterday o con Hey Jude.

john lennon 3

 

La morte ha cancellato perfino inevitabilii crisi creative: John soffriva già di paragoni con il suo passato, del resto il bellissimo Double fantasy, uscito tre settimane prima dei cinque colpi di pistola sparati da Chapman, seguiva un silenzio artistico di cinque anni. E lui aveva un senso autocritico molto più forte rispetto a quello di Macca. Voleva crescere, cambiare.

 

All'interno dei Beatles lui era il rischio, Paul la stabilità. La differenza di carattere è stata la fortuna della band più famosa della storia, ma anche la ragione della sua dissoluzione: uno andava da una parte, l'altro dall'altra. Il conflitto era inevitabile, acceso dal successo sempre crescente: a John non piaceva quello che faceva Paul e viceversa. Parlando con Sean Lennon, che oggi compie 45 anni, è nato lo stesso giorno del padre, McCartney ha confessato durante uno speciale radiofonico per la Bbc di qualche settimana fa:

 

john lennon

«Una delle cose più belle che mi siano successe nella vita è che, nonostante i dissapori e le divergenze che ci sono stati nei Beatles, alla fine sono riuscito a riconciliarmi con tuo padre». E ancora: «Da quando i Beatles si sono sciolti non abbiamo più scritto nulla insieme. Ma quando scrivo qualcosa penso sempre: Cosa direbbe John? Fa davvero schifo, devo cambiarla». 

john lennon 2

 

Durante l'intervista, a un certo punto, Paul ha preso la chitarra e ha cominciato a cantare una canzone, Just fun, scritta nel '58, e mai registrata perché non ritenuta all'altezza. Ora il pezzo, che in passato Macca aveva già suonato, in particolare durante alcuni sound check dei suoi concerti, è stato ufficialmente pubblicato scegliendo l'occasione del compleanno di Lennon. Già. cosa direbbe John? Ecco perché per lui sarebbe stato difficile affrontare il passare del tempo.

 

PS. Tutto ciò non assolve Chapman dalla responsabilità di aver computo un'azione criminale, uccidendo un uomo di 40 che avrebbe avuto tutto il diritto di vivere ancora il suo successo, le sue crisi, la sua famiglia i suoi amori, la sua vita. E' la nostra memoria che trasforma ogni dramma in leggenda.

yoko ono e john lennon si sposano a gibilterrajohn lennon yoko ono kyokoelton john e john lennon 6lennon melonijohn lennon 1john lennon e yoko ono 1 9elton john e john lennon 1elton john e john lennon 2elton john e john lennon 3john lennonjohn lennon e yoko ono

 

john lennonjohn lennon

 

yoko ono e john lennon si sposano a gibilterra 3

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…