alba parietti

“AVREI DOVUTO FARE DA PROTAGONISTA UN FILM DI JAMES BOND, “GOLDENEYE”. MA RIFIUTAI PERCHE' NON SAPEVO L'INGLESE COME SAREBBE SERVITO” - ALBA PARIETTI A 'I LUNATICI' DI RADIO 2: "LA BELLEZZA? E' STATA UN VANTAGGIO TOTALE. LA GELOSIA? UN FATTO UMANO. IO NON CREDO CHE SAREI RIUSCITA AD ESSERE AMICA DI MONICA BELLUCCI O SHARON STONE. QUELLA CHE QUANDO ENTRA TUTTI GLI OCCHI SONO SU DI LEI. GLI AMICI SI VEDONO NEL MOMENTO DEL SUCCESSO" - "I SOCIAL? SE FOSSERO ESISTITI NEGLI ANNI '90 AVREI AVUTO UNA VITA TERRIBILE…"

Da I Lunatici – Radio 2

 

ALBA PARIETTI A SANREMO

Alba Parietti è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte su Rai Radio da mezzanotte alle quattro, live anche su Rai 2 tra l'una e un quarto e le due e trenta circa.

 

Alba Parietti ha parlato un po' di se: "La mia carriera? Il momento d'oro è difficile da individuare. Ce ne sono stati tanti. Tutto il periodo degli anni '90 è stato una escalation di cose importanti. Da Galagol a Sanremo, a Macao, che mi ha riportato su. Il momento difficile? Quello dopo l'inizio. L'inizio è stato pazzesco, dopo una esagerazione di successo iniziale c'è stato un momento di calo molto violento. Prima di Sanremo. Quello è il momento in cui ho pensato di essere un fuoco di paglia.

 

alba parietti

Il momento dell'esplosione della popolarità? E' stato violentissimo e incredibile. Di colpo mi sono trovata ad essere la donna più famosa d'Italia, con Galagol. Un programma 'piccolo' con una emittente che ho trascinato verso il successo che meritava. Mi sono ritrovata ad avere più di dieci copertine a settimana. All'epoca poi non era usuale avere una donna, che non era una giornalista sportiva, che riuscisse a condurre un programma in cui si parlava di calcio".

 

Sull'arrivo in Rai: "Ci fu una bella trattativa tra TeleMonteCarlo e la Rai per il mio approdo in Rai. L'arrivo in Rai me lo ricordo bellissimo. Conducevo 'La Piscina'. Poi ci fu un momento di stallo, poi l'idea geniale di Pippo Baudo di portarmi a Sanremo, e fu un successo pazzesco. Facemmo punte di share incredibili".

 

ALBA PARIETTI A SANREMO

Sulla bellezza: "E' stato un vantaggio totale. Ma questa bellezza ha sconfinato, ne parlo come se stessi parlando di un'altra persona perché oggi ho sessant'anni e non credo di essere più bella come all'epoca. Una giornalista americana, senza che io la conoscessi, mi vide a una festa dove c'erano tutte le star del cinema e mi dedicò un enorme articolo su uno dei giornali più importanti del mondo. Colpivo molto per la bellezza.

 

Ho dovuto convivere con molte gelosie. A volte di gente che neanche conoscevo. Ma l'ho sempre messa in conto. Però ho anche molte amiche con non mi invidiano per niente ma mi vogliono un bene dell'anima. La gelosia è un fatto umano. Io non credo che sarei riuscita ad essere amica di una tipo Monica Bellucci, Sharon Stone. Quella che quando entra tutti gli occhi sono su di lei. Non so se sarei riuscita ad esserle amica. Gli amici si vedono nel momento del successo, chi riesce a godere del tuo successo senza esserne invidioso è davvero un amico".

ALBA PARIETTI

 

Sui social: "Se fossero esistiti negli anni '90 avrei avuto una vita terribile. Già non avevo nessuna privacy, ero perseguitata dai paparazzi, non potevo fare niente, tutto quello che mi accadeva era messo in piazza in maniera violenta. Figuriamoci se ci fossero stati i social. Per fortuna non c'erano. Si viveva benissimo anche senza".

 

Sugli anni che passano: "Non ho paura della mia età. Non ho paura della mia età, anche se vedi dei cambiamenti fisici. Poi la gente pensa che tu debba avere sempre 18 anni o 20 anni. Pensa che debba restare quella. Lo pensano soprattutto i giovani. Gli anni che passano sono una scoperta perché ti devi reinventare. Devi scoprire di avere altre qualità. Sono molto corteggiata dai giovani. Si interessano molto a me. Sono molto curiosi di imparare. Anche amiche donne".

 

ALBA PARIETTI ABBRONZATISSIMI

Sugli rimpianti: "Una cosa che non rifarei? Ci sono solo cose che farei in più. Tante volte il fatto di non aver osato mi pesa. Quando mi offerto di fare James Bond rifiutai perché non sapevo parlare l'inglese come sarebbe servito. Dovevo fare 'Goldeneye', la protagonista. Non era un ruolo marginale. Serviva di conoscere alla perfezione l'inglese, non l'ho potuto fare".

 

goldeneye

Sulla parità di genere: "Le donne hanno ancora molto da conquistare. La parità non c'è. A livello economico e non solo. Pensiamo alla maternità, ad esempio. Una donna non dovrebbe sentirsi chiedere se pensa di avere dei figli ad un colloquio di lavoro. Oppure questa domanda dovrebbe sentirsela rivolgere anche un uomo".

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