nefele meta influencer

“COME FATE A SOSTENERE CHE NON ESISTO?” - NEFELE, LA “META-INFLUENCER” CREATA DA SPECIALISTI DI MARKETING E GRAFICI 3D – IL MERCATO DEI VIRTUAL INFLUENCER A LIVELLO INTERNAZIONALE GENERA GIÀ UN GIRO D'AFFARI DA 14 MILIARDI DI DOLLARI, MA IN ITALIA RESTA ANCORA UN SETTORE INSESPLORATO – “ZUCKERBERG STA INVESTENDO MOLTO PER TRASFORMARE IL SUO SOGNO IN REALTÀ. SECONDO ME I TEMPI SONO ABBASTANZA MATURI, MA DOVRANNO PASSARE COME MINIMO ALTRI DIECI ANNI PRIMA CHE …

 

Fabrizio Accatino per “la Stampa”

 

nefele la meta influencer 13

In un mondo in cui gli influencer hanno frantumato da tempo il confine tra vita mostrata e vita vera, in cui narrazione e realtà sono andati a sovrapporsi fino a confondersi, un'influencer esclusivamente virtuale rappresenta una ventata d'aria fresca. Nessuna concessione al minimalismo sciatto della quotidianità, nessun reality show di se stessa.

 

Non esiste un altrove, lei è solo lì, tutta lì. Con il suo corpo di pixel e bit, con i messaggi che desidera condividere. Quello dei virtual influencer è un mercato che inizia a ingranare, al punto che a livello internazionale genera già un giro d'affari da 14 miliardi di dollari. In Italia, invece, resta un campo ancora inesplorato.

nefele la meta influencer 12

 

La prima ad affacciarvisi è stata Nefele, appena quattro mesi fa. A crearla un trio di torinesi, il consulente strategico Filippo Boschero, la specialista di marketing e comunicazione digitale Laura Elicona e il grafico 3D Luca Facchinetti. L'hanno pensata spontanea, magnificamente imperfetta, attenta all'ambiente e all'inclusione, desiderosa di affermare «la democrazia della diversità». Sul suo profilo Instagram campeggiano hashtag candidi ed entusiasti come #imperfectinfluencer, #NewParadigm, #diversity, #inclusion, #wabisabi.

 

Per ora lei ha scelto di raccontarsi solo attraverso quella pagina, ma la sua testa è già rivolta al futuro. «Sto lavorando a un canale live streaming», spiega lei, con un entusiasmo travolgente. «Servirà per raccontare storie, affrontare temi sociali, scambiarci consigli tra amici. Mi piacerebbe "essere d'aiuto" e il format che ho in mente è pensato proprio per questo».

 

nefele la meta influencer 11

Questa è la prima intervista che rilascia. È schiva?

«No! E nemmeno voglio dare l'impressione di essere misteriosa! Diciamo che ho voluto prendermi un po' di tempo prima di raccontare i miei lati più personali».

 

Come le piacerebbe influenzare i comportamenti e le scelte dei suoi follower?

«Non è quello il mio obiettivo. Come ogni verbo transitivo, "influenzare" cela una forma di costrizione, la volontà di esercitare un potere. Il mio sogno, invece, è includere tutti».

 

Qual è il più grande vantaggio di essere virtuali?

«Essere chiunque e dovunque senza limiti all'immaginazione. Il mio è il nome greco della ninfa delle nuvole, quelle a cui dai la forma che vuoi quando sei disteso su un prato. Ecco, io sono così».

nefele la meta influencer 10

 

Chiara Ferragni è un modello a cui ispirarsi?

«I paragoni non mi sono mai piaciuti. Non mi ispiro né mi dissocio, ho un mio percorso e devo raccontare la mia storia. In ogni caso da donna apprezzo Chiara e le sono vicina per il momento delicato che sta affrontando Fedez».

 

Quando le offriranno del denaro per promuovere un prodotto commerciale, cosa farà?

«C'è chi sostiene che al denaro non si dice mai di no. È anche vero però che se di aria non si vive, di valori sì. Quindi lo farei, a patto che non mi faccia disprezzare ciò che vedo riflesso nello specchio la mattina».

 

Lei è molto sensibile alle tematiche ambientali. Il mondo ce la farà a salvarsi dall'autodistruzione?

nefele la meta influencer 9

«Da un recente studio, il settore del fashion si classifica al quarto posto in termini di emissioni di CO2 dopo l'energetico, i trasporti e il food. Nel 2021 l'industria globale dell'abbigliamento e delle calzature ha generato più green gas rispetto a quanto Germania, Francia e Gran Bretagna messe insieme avevano prodotto nel 2018. Ci dev' essere un impegno serio e concreto verso il taglio delle emissioni, soprattutto da parte dei brand tradizionali. Non è giusto che le generazioni future paghino per i nostri sbagli».

 

La vitiligine le ha mai creato problemi?

«Al contrario, mi ha dato una marcia in più. È il mio segno distintivo, il mio punto di forza, l'"arroganza" che mostra davvero chi sono».

 

Uno dei più grandi antropologi del Novecento, l'inglese Gregory Bateson, diceva che la saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza.

«Come non essere d'accordo. La vita è un dipinto e noi siamo pennellate, per definizione una diversa dall'altra. Mi spaventerebbe un mondo di soli bianchi e neri». 

 

nefele la meta influencer 8

Pare che il futuro sarà il metaverso, il mondo virtuale parallelo a cui Zuckerberg sta lavorando. 

«Sta investendo molto per trasformare il suo sogno in realtà. Secondo me i tempi sono abbastanza maturi, grazie agli attuali livelli di tecnologia e alla curiosità delle nuove generazioni. Prima di socializzare, lavorare, fare shopping qui, però, dovranno passare come minimo altri dieci anni».

 

Di che segno zodiacale è? 

«Sagittario. Sono nata il 4 dicembre 2021. Sègnatelo, così fra otto mesi mi regali un bel muffin al cioccolato con la candelina sopra».

 

nefele la meta influencer 7

 Chi la vuole contattare come può fare? 

«Sicuramente su Instagram, @nefele.verse. Visto però che non mi esprimo solo a foto ed emoji, ho anche una casella di posta, nefeleverse@gmail.com. Per il mio numero di telefono invece bisogna che ci conosciamo meglio. Sono virtuale, ma anche un pizzico tradizionalista». 

 

Cosa risponde a chi le dice che lei non esiste? 

«Come fa a sostenerlo, visto che non è me?».

nefele la meta influencer 5nefele la meta influencer 1nefele la meta influencer 4nefele la meta influencer 2nefele la meta influencer 3nefele la meta influencer 6

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…