dante cazzullo

“DANTE CI HA CAPITO. ALTRO CHE ITALIANI BRAVA GENTE...” – ALDO CAZZULLO: “NOI PENSIAMO DI ESSERE UOMINI DI CUORE, UN PO' MELODRAMMATICI, COME NELLA SCENEGGIATA NAPOLETANA, MA INVECE SIAMO UN POPOLO TRAGICO E FEROCE. NON ABBIAMO UN RAPPORTO MATURO CON IL POTERE, PERCHÉ NON CREDIAMO NELLA POLITICA E NELLO STATO. IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DIVENTA IL PALAZZACCIO, IL POLIZIOTTO LO SBIRRO..” – IL LIBRO

PIETRO SENALDI per Libero Quotidiano

 

dante divina commedia

«L'uomo non è cattivo; è egoista, ma può essere indotto albe ne se questo lo fa sentire migliore». Per questo Il posto degli uomini, seconda fatica letteraria di Aldo Cazzullo dedicata alla Commedia dantesca, è il Purgatorio, dove le anime dei morti scontano i loro peccati ma le sofferenze sono lenite dalla speranza e dall'attesa del Paradiso, luogo del bene assoluto.

 

Uscito da meno di un mese, il libro arriva l'anno dopo A riveder le stelle, 250mila copie vendute, il romanzo nel quale l'inviato del Corriere della Sera racconta l'Inferno e, come prevedibile, è già un successo. «Perché Dante è il padre dell'Italia» spiega Cazzullo, «è l'unico nostro letterato conosciuto in ogni parte del mondo, il creatore della nostra lingua, il primo a definirci il "Bel Paese" e l'inventore di espressioni come "siamo a buon punto", "avere un piede nella fossa", "visione estatica" e di parole meravigliose come "antelucano" o di penitenza come "dieta"».

 

Aldo Cazzullo

«Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello». Nel Purgatorio, VI canto, c'è una condanna inappellabile. Cosa penserebbe oggi Dante dell'Italia?

«Senza dubbio che in oltre settecento anni non è cambiato nulla. L'invettiva di Dante si scagliava contro un Paese diviso, feroce con gli sconfitti, dove solo i mediocri fanno politica, i capi cambiano di continuo senza che nulla cambi e una legge fatta a ottobre viene ritoccata a novembre. E non aveva ancora visto l'uno vale uno, i parlamentari nominati, la parabola di Renzi, i dpcm di Conte».

 

Si arrabbierebbe?

«Certo perché era un passionale e un fervido innamorato dell'Italia; anche se era alquanto ironico e aveva una dote che oggi a molti uomini pubblici manca, quella del perdono».

dante

 

Alla faccia del perdono, infliggeva pene piuttosto pesanti...

«In effetti Dante era molto severo nelle condanne. Quando incontra Filippo Argenti, che lo schiaffeggiò in piazza a Firenze, lo umilia senza pietà: "Con piangere e con tutto, spirito maledetto, ti rimani; ch' i ti conosco ancor sie lordo tutto...".

 

Però riconosceva il valore del perdono edel pentimento: il destino di un uomo si gioca nel suo cuore. Dopo la battaglia di Montaperti, una sorta di Caporetto per Firenze, il senese Provenzano Salvani ordina di risparmiare i prigionieri tranne i nati nella città di Dante. E ciononostante lui non lo mette all'Inferno ma in Purgatorio, perché ebbe la forza di chiedere l'elemosina in piazza per riscattare un suo compagno d'armi, salvando così la sua anima».

 

cazzullo cover

L'Italia di Dante era spietata...

«Italiani brava gente è uno slogan che non ha riscontro nella realtà. Noi pensiamo di essere uomini di cuore, un po' melodrammatici, come nella sceneggiata napoletana, ma invece siamo un popolo tragico e feroce: non abbiamo un rapporto maturo con il potere, perché non crediamo nella politica e nello Stato. Il Palazzo di Giustizia diventa il Palazzaccio, il poliziotto lo sbirro...».

 

Perché, il nostro Stato è credibile?

«Pare che si industri a confermare i pregiudizi che gli italiani nutrono nei suoi confronti. Pensa a Craxi: quando Scalfari lo paragonò a Ghino di Tacco, il bandito che chiedeva il pizzo a chiunque passasse da Radicofani, sulla Cassia, la via diretta per la Capitale prima che Fanfani facesse deviare l'autostrada del Sole costringendola a passare per Arezzo, il leader socialista anziché indignarsi iniziò a firmarei propri editoriali sull'Avanti con il nome del fuorilegge toscano».

 

Ghino di Tacco è in Purgatorio, Craxi gli italiani l'hanno spedito all'inferno...

«È il destino di molti nostri leader: Mussolini appeso a testa in giù, Moro nel bagagliaio della Renault, Andreotti a processo per mafia, Mattei fatto esplodere in volo. Noi i leader li sappiamo blandire o abbattere, mai sostenere o criticare».

dante santa croce

 

È quel che cercano, i signorsì...

«È il loro punto debole, ma noi li abbiamo abituati male: gli italiani al comando non vogliono una guida, un Virgilio, ma un padrone; da qui la girandola di innamoramenti e disillusioni».

 

Che cosa cerca Dante invece?

«Lo dice: "Libertà va cercando ch' è sì cara. Per lui la libertà è il più grande dono che Dio ha fatto agli uomini. Però aveva una concezione diversa della libertà rispetto alla nostra: per lui libertà è far quel che si deve non quel che si vuole».

 

Ma così non vale...

«In questo risiede la profonda, la più grande se non l'unica, differenza tra la società di Dante e la nostra: a quei tempi avevamo la certezza dell'aldilà, la paura della pena eterna, la speranza della salvezza. Questo possiamo invidiare al poeta e anche agli antenati: i miei nonni erano certi dell'esistenza di Inferno, Purgatorio e Paradiso come del fatto che il sole sorge e tramonta».

 

Qual è il peccato che Dante non sopporta?

«Sprecare la propria vita. Dante non tollera gli ignavi, relegati all'Inferno, e gli accidiosi, in Purgatorio, quelli che stanno nella zona grigia senza schierarsi: sono condannati a correre a perdifiato urlandosi l'uno con l'altro di non perdere tempo».

 

Quanto accaduto a Morisi, lo spin doctor di Salvini nei guai per un festino omo di droga e sesso è un contrappasso dantesco?

mario draghi

«Il male che hai fatto ricade su di te; questo è il contrappasso. Ma la punizione è diritto di Dio e non degli uomini per Dante, capace di pietà grande verso le anime punite: davanti a Paolo e Francesca sviene».

 

"La gloria di colui che tutto move...". Dante amerebbe Draghi?

«Ma quel versetto apre il Paradiso, il libro tratta del Purgatorio».

 

Solo i santi non passano per il Purgatorio: Dante metterebbe Draghi subito in Paradiso?

«Draghi ha già troppi laudatori e anche soltanto per questo Dante non s' accoderebbe agli elogi. Nel momento in cui accetti di far politica, metti in conto qualche secolo di Purgatorio. Dante manda in Purgatorio tutti i principi e i re d'Europa».

 

 Anche Draghi, che ora ha il massimo consenso, è destinato a stancare in fretta?

«Ma lui non sta cercando di affermare la propria personalità». Dante ce l'aveva coi tedeschi... «"Oh Alberto tedesco ch' abbandoni costei... giusto giudicio da le stelle caggia sovra 'l tuo sangue...". L'invettiva contro l'imperatore che lasciava al suo destino l'Italia in preda a lotte intestine anziché "Inforcar li suoi arcioni" e occuparsene. Non ce l'aveva con i tedeschi, era per l'impero, una sorta di unità europea, ma era pure un geloso difensore delle libertà comunali e aveva una chiara idea dei valori italiani».

 

Una sorta di leghista ante-litteram o di patriota meloniano?

«Le categorie politiche di allora sono troppo diverse da quelle di oggi. Se dovessi avvicinare la visione dantesca a quella di un politico moderno, evocherei Ciampi, che diceva di sentirsi livornese, toscano, italiano ed europeo».

 

dante alighieri

Ma è un'utopia: perché non anche appartenente all'universo?

«Fino a un certo punto: Dante ha saputo rendere universali Firenze e l'Italia, per questo è ancora attuale e alcuni suoi personaggi sono ancora tremendamente vivi: pensa a Pia de' Tolomei, che resta in scena sei versi ma ha costretto perfino Marguerite Yourcenar a scrivere di lei».

 

Dante era consapevole della propria grandezza letteraria?

«Si colloca tra i superbi, costretti a procedere sotto il peso di enormi macigni che li schiacciano.

 

Aveva il desiderio di onori e gloria, che sentiva di meritare, e al contempo la consapevolezza della loro vacuità». In cosa lo abbiamo tradito?

«Non abbiamo fatto tesoro del suo insegnamento e siamo rimasti opportunisti, cattivi e divisi, scostanti ma costanti nella voglia di non cambiare. Sono difetti della natura umana, ma in Italia il bello è più bello e il brutto è più brutto».

 

Se siamo rimasti così dopo settecento anni significa che è una questione di dna non di storia...

«Forse perché siamo un Paese misterioso e lungo».

 

Come sono gli italiani oggi?

«Come Dante sulla montagna del Purgatorio: puri e disposti a salire alle stelle. La pandemia, con i suoi gravi errori, è stata la prova della vita e l'abbiamo superata». Cosa può fermarci? «Il narcisismo e un po' di sfiducia. I nostri padri, che hanno ricostruito l'Italia, credevano di più nel lavoro. Per Dante il narcisismo è l'amore inutile. Noi guardiamo solo il nostro ombelico: postiamo sui social quel che mangiamo e, quando constatiamo che agli altri non interessa nulla, ci sentiamo umiliati e insultiamo tutti, trasformando il nostro malessere in odio da social».

la vita di dante nel corriere dei piccoli nel 1965

 

Modello no vax?

«Non vanno sopravvalutati, sono una minoranza. Dei no vax non mi piace l'aspetto individualista, non concepiscono che si possa fare qualcosa anche nell'interesse degli altri, non solo proprio e dei famigliari».

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”