checco zalone

“DE GREGORI DICE CHE DOVEVO FARE IL PIANISTA E NON QUELLE CAGATE CHE FACCIO. E SICCOME È DE GREGORI GLIELO LASCIO DIRE” – AL VIA DA FIRENZE IL TOUR DI CHECCO ZALONE: “NEL MIO SHOW CI SARA' L’IMITAZIONE DI PUTIN CHE PARLA BARESE, LA CANZONE PER MINA E CELENTANO DAL TITOLO "L'ARTERIOSCLEROSI" E L'IPOCRISIA DI CHI ADOTTA GLI UCRAINI MA NON I SIRIANI. NON HO UN PIANO B DUNQUE LUNGA VITA A CHI PRENDO PER IL CULO" – IL CINEMA? SI SONO MOLTIPLICATI I CONTENITORI, MA I CONTENUTI NON SONO ALL'ALTEZZA. C’E’ TROPPA ROBA” - VIDEO

 

Paola Italiano per “la Stampa”

 

checco zalone show 2009 2

«Nel mio show si parla di integrazione, adozione, diritti civili. Mi aspetto polemiche». Sarà serio? «E che se non c'è manco una polemica poi chi viene a vederlo?». Sollievo. Checco Zalone è ancora Checco, anche 11 anni dopo l'ultimo tour teatrale.

 

Da stasera a Firenze girerà l'Italia con "Amore + Iva", preceduta da tre date zero a Senigallia dove il sollievo è stato tutto suo per l'entusiasmo con cui è stato accolto: perché Checco è ancora Checco, ma i tempi sono cambiati dai suoi esordi, quando l'Italia gli concesse la deroga di poter scherzare - lui soltanto - su tutto quello che vuole. Oggi però una battuta cattiva o infelice può scatenare uno shitstorm da seppellire una carriera. O una battuta non capita, presa letteralmente: l'ironia è la vittima più ricorrente dell'analfabetismo funzionale da social. Checco era arrivato a un passo dal patibolo per "Tolo Tolo", ultimo successo al cinema in cui usava gli stereotipi sul razzismo per ridicolizzarlo, ma a qualcuno è stato necessario spiegarlo due volte.

 

Checco, ora torna a parlare di migranti. Come?

«L'idea è scattata quando una signora che voleva adottare una famiglia ucraina era disperata perché erano finite. Mi ha detto: "Aiutami, sono rimaste solo le siriane". Volevo parlare dell'ipocrisia un po' borghese che ci ha pervasi».

checco zalone sfotte i virologi

 

Parlerà di Putin?

«Lo imiterò. Credo di essere il primo. Un Putin inedito che potrebbe far scaturire polemiche, perché è buono».

 

Buono?

«Si redime, diciamo».

 

checco zalone

Non lo vorrà mica rendere simpatico?

«No, calmi tutti. Non buono: che fa riflettere. C'è una citazione chapliniana. Ma nessuna assoluzione».

 

E in che lingua lo fa parlare?

«In bitontino. Una grammelot di accenti della provincia di Bari che ricordano il russo».

 

Parlerà di sbarchi?

«Sì, e tiro fuori addirittura Gregor Mendel, il padre della genetica. Anche se quando lo cito nessuno sa di chi parlo».

 

Diritti civili: cosa dobbiamo aspettarci?

«Racconto la storia di un'adozione da parte di una famiglia arcobaleno in un orfanotrofio di Predappio. Come finirà con il bambino di Predappio? Accetterà il padre?».

 

DE GREGORI VENDITTI 15

Questo governo renderà più facile o più difficile il suo lavoro?

«Più interessante. Quando c'era Berlusconi in auge ha dato da mangiare a sfilze di comici.Mi aspetto tanto».

 

Qualcosa l'ha già colpita del governo Meloni?

«Non ho visto la tv. Giuro, non è un modo di sottrarmi a una domanda scomoda. Forse mi ha colpito, positivamente, la capacità di comunicazione».

 

Migranti, diritti. E la questione femminile?

«C'è una parte dello show in cui mi concedo un sano maschilismo, perché abbiamo al governo una donna e il pubblico apprezza tantissimo il sessismo».

 

Rispetto all'ultimo tour teatrale del 2011 cosa è cambiato?

checco zalone a grottaferrata

«Oggi è molto più difficile trovare prede. I personaggi che si danno ai social, che si rendono reperibili, risultano molto meno interessanti. Nel 2011 l'apice dello spettacolo era l'imitazione di Saviano: ma allora era davvero irriverente prenderlo per il culo. Oggi chi puoi prendere in giro senza risultare banale, scontato?».

 

Le è capitato di scrivere battute che poi ha preferito togliere?

«Sì. C'è un pezzo che abbiamo cambiato. Era una parte molto ardita, l'ho vista in prova e non me la sono sentita di farla, anche per una mia incolumità fisica. Un personaggio di nome deejay Kalashnikov, che parla come parlava quello di Superclassifica Show. Faceva tanto ridere, ma io ho anche famiglia. Però non temo la critica, la polemica, i messaggi sui social: io non ci sono manco, sui social. Anzi, ho capito che questo rende interessante l'oggetto di cui si discute».

 

CHECCO ZALONE SANGIORGI

Non si è mai pentito di una parodia?

«Quella di Michele Misseri tanti anni fa. Era eccessiva. Dopo ho imparato a limitarmi, a trovare una linea di confine tra ciò che è simpatico e ciò che è inopportuno».

 

Non ha scelto una strada facile parodiando nello show una canzone tristissima di Enzo Jannacci come "Vincenzina davanti alla fabbrica".

«Ho pensato alle Vincenzine di oggi, che sono le influencer e ho scritto "Vincenzina e lo smartphone". Ma ho scritto anche una canzone per Celentano e Mina, non so perché non l'hanno voluta».

JOVANOTTI CHECCO ZALONE

 

Titolo?

«"L'arteriosclerosi". È la storia di due persone di 80 anni che rinnovano ogni giorno il loro amore perché non si riconoscono. Io l'ho trovata romanticissima».

 

Ma lei che musica ascolta?

«Il giaaaaas (lo pronuncia così, ndr). E il cantautorato, anche i nuovi, come Mahmood: faccio anche Vasco che interpreta una canzone di Mahmood su armonia degli Angeli. E mi piace tanto Bollani, vorrei essere lui e suonare come lui».

 

Anche lei però se la cavicchia come musicista.

«Ho passato tutta la pandemia a suonare il pianoforte. Il mio amico Francesco De Gregori, che mi invita spesso a casa sua, dice che dovevo fare il pianista e non quelle cagate che faccio. E siccome è De Gregori glielo lascio dire».

Ivano Marescotti Checco Zalone

 

I giovani apprezzano?

«Ho un nuovo personaggio che funziona con i ragazzi, ma hanno riso tantissimo anche sulla parodia del Maestro Muti, pur non conoscendolo».

 

Sarà in tour per un anno, e c'è tanta attualità nello show, non teme questi tempi mutevoli?

«Non ho un piano B, quindi lunga vita a tutti quelli che prendo per il culo». 

Perché Amore+Iva?

«John Lennon scrisse che l'amore che dai è uguale all'amore che prendi: è lo schema dell'Iva, questa la mia intuizione drammaturgica».

 

Quindi nessun problema con Equitalia?

«Tutto benissimo. I conti con il fisco li ho sistemati con i soldi guadagnati agli esordi».

È molto ricco?

ZALONE

«L'unico bene di lusso che ho è un pianoforte Fazioli. Mi hanno detto che lo abbiamo solo io e Pippo Baudo. E con questo show avrei potuto guadagnarci di più».

 

Cioè?

«Ho scelto i teatri invece dei palazzetti, è stata una volontà che Lucio Presta ha rispettato: volevo stare più vicino al pubblico, nei palazzetti gli spettatori ti vedono su uno schermo».

 

E la crisi del cinema? Moretti parla di tanti film brutti, lei come la vede?

checco zalone show 2009 1

«Si sono moltiplicati i contenitori, ma forse i contenuti non sono all'altezza. C'è troppa roba. Io vedo mia madre, donna analogica di 70 anni, che va su Prime, Netflix Ma sono cazzi loro, io adesso mi occupo di teatro».

checco zalone show 2009 3

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…