from house in da house

“FROM MY HOUSE IN DA HOUSE. A HISTORY OF ROME” – UN DOCUFILM SITUAZIONISTA CONTRO IL DEGRADO DEL CENTRO DI ROMA IN ONDA SU "PRIME" – IL PROGETTO TRAE SPUNTO DA ALCUNI, ROCAMBOLESCHI, DJ SET ORGANIZZATI DA GIOVANNI LA GORGA AFFACCIATO ALLA FINESTRA DELLA SUA CASA IN VIA DELLA PACE, PER RICHIAMARE L’ATTENZIONE SULLO SPOPOLAMENTO DEL CENTRO, ABBANDONATO DAI ROMANI E ABBRUTITO DAL TURISMO MORDI E FUGGI – GLI INTERVENTI DI CLAUDIO COCCOLUTO, MARCO GIALLINI E ASIA ARGENTO – VIDEO

 

Maria Egizia Fiaschetti per roma.corriere.it

 

giovannino

Costruire un percorso narrativo nel tempo dell’incertezza, segnato da un cortocircuito dall’impatto dirompente come la pandemia. Più delle decine di ore di girato, della frammentarietà di voci e momenti da riconnettere in una sequenza coerente, l’operazione di (ri)cucitura è servita a trovare un senso non soltanto al racconto, ma allo stravolgimento epocale che tutti abbiamo attraversato e dentro al quale siamo ancora immersi.

 

In onda su Amazon Prime il docufilm From my house in da house. A history of Rome di Giovanni La Gorga, in arte Giovannino, e Alessio Borgonuovo, prodotto dalla Quality film di Michele Lella, Amedeo Letizia e Mariella Lisacchi. Il progetto trae spunto da alcuni, rocamboleschi, dj set organizzati da Giovannino, affacciato alla finestra della sua casa in via della Pace, poi in campo de’ Fiori e a piazza Margana per richiamare l’attenzione sullo spopolamento del Centro, abbandonato dai romani e abbrutito dal turismo mordi e fuggi. Un’operazione situazionista, per riportare i cittadini nel cuore pulsante della Capitale, alla riscoperta di luoghi che in passato sono stati punti di riferimento per artisti, intellettuali, star americane, nuove generazioni di attori e musicisti che, partiti dal «Locale» in vicolo del Fico, hanno raggiunto il successo e sono riusciti a realizzare i propri sogni.

from house in da house

 

 

Dalla documentazione degli eventi «picareschi» con Giovannino nei panni del pifferaio magico all’idea di rielaborare il corposo materiale, per ricavarne uno sguardo su Roma che affrontasse il tema del degrado: argomento fin troppo dibattuto, ai limiti della saturazione, riproposto con un taglio inedito, dell’insider che ha visto il tessuto urbano e le caratteristiche antropiche di un territorio trasformarsi radicalmente fino a perdere la propria identità. Se non fosse che alle prime battute, quando il lavoro era appena iniziato e gli autori avevano raccolto soltanto poche interviste, la pandemia ha fatto irruzione nella sceneggiatura costringendoli a sintonizzarsi sulla cronaca. «Siamo partiti con le riprese ad ottobre 2019 - ricorda Giovannino - , quando tutto si è fermato sono sceso in strada e ho filmato il silenzio surreale di piazza Navona col telefonino. In tutto il rione Parione, su mille appartamenti ad abitarci eravamo soltanto sei famiglie. Di notte, l’unico rumore che si sentiva era quello dei topi che frugavano nell’immondizia». «Lo scenario perfetto, neanche a farlo apposta», interviene Borgonuovo.

 

 

coccoluto

 

Tra i contributi ai quali sono più legati, non soltanto per il valore simbolico e affettivo, l’intervista a Claudio Coccoluto, scomparso nel marzo scorso, che li ha accolti nel suo studio a Cassino: «Ogni volta che la riguardo, l’idea che Claudio non sia riuscito a vedere il lavoro finito mi lascia l’amaro in bocca. Ci ha messo il cuore, accogliendoci con grande senso dell’ospitalità, ed è stato catalizzante».

 

«Quando lo abbiamo incontrato non sapevamo ancora quale piega avrebbe preso il film - ammette Borgonuovo - , ma lui ha toccato tutti i temi che poi avremmo affrontato trovando la frase perfetta per introdurli». Il tempo al rallentatore degli ultimi due anni ha consentito agli autori di metabolizzare la mole di girato raccolto, tra immagini di backstage e testimonianze di prima mano, per ordinarlo in una trama fluida non soltanto sotto il profilo narrativo ma anche concettuale: «Non avere scadenze è stata una fortuna - rivela Borgonuovo - . Abbiamo avuto tutto il tempo di coccolare la nostra creatura e il progetto si è sviluppato in modo naturale... Abbiamo scelto una consecutio che seguisse i tre eventi principali (i dj set in via della Pace, Campo de’ Fiori e piazza Margana, ndr) e incrociasse i diversi piani cronologici. Nella fase di montaggio ci siamo isolati per tre mesi, lavorando in totale libertà».

barillari

 

Tra i cammei che preferiscono, quello interpretato dallo scrittore Aurelio Picca che con i suoi guizzi dà il ritmo al film. «Con il suo modo pittoresco di parlare e raccontare ha colto sempre nel segno, le sue perle riaffiorano ogni volta - osserva Giovannino - . Ma sono molto legato anche a Marco Giallini, con il quale recito una piccola parte, e ad Asia Argento, che ha partecipato al primo evento di From my house in da house». Arte, musica, vita si fondono tra la dimensione privata e lo spazio sociale: un modo inedito di “stare alla finestra”, non attendista ma dinamico, per proiettare il proprio sguardo all’esterno e stimolare il dibattito pubblico.

 

giancarlinoasia argento

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…